L’importanza delle protezioni nella guida di tutti i giorni

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Un esempio per tutti: di come NON bisogna andare in moto

Lo spettacolo quotidiano offerto dal popolo dei motociclisti nelle nostre città è disarmante: la quasi totalità ostenta la ferrea convinzione della propria invulnerabilità o, perlomeno, un’incrollabile fiducia nella benevolenza della sorte, secondo il noto principio “Gli incidenti succedono sempre agli altri”.

A parte il casco, dettato più dall’obbligo di legge e dal timore di sanzioni che dalla genuina consapevolezza della sua utilità, l’utente tipo (studente, impiegato, operaio, fattorino, manager ecc.) solca il traffico con il normale abbigliamento della stagione: jeans e maglioncino, o giacca e cravatta, quando va bene.

Giaccone imbottito, ma solo d’inverno, perché fa freddo o piove. Fino all’esplosione estiva di shorts, t-shirt e infradito, anche lungo le arterie che portano ai lidi! Quasi sempre con passeggero/a che sfoggia identico look. Dimenticando che l’asfalto è duro ed abrasivo SEMPRE, 365 giorni all’anno. Che pali, semafori, marciapiedi, cancellate, altri veicoli e tutti gli altri ostacoli che si possono incontrare non commisurano la loro offensività in base a frequenza, durata e scopo delle nostre uscite: basta la classica “vado un attimo a prendere le sigarette” a segnare la differenza fra la normale amministrazione e un incubo senza fine.

Giacca

Una comunissima giacca tecnica, anche estiva

Nessuno ovviamente si barderebbe come un marziano per andare in ufficio o a scuola: tuta di pelle, paraschiena, stivali e guanti da G.P. sono normalmente riservati alla pista o alle lunghe sgroppate autostradali. Ma è necessario che anche i motociclisti “normali” comprendano l’importanza di proteggere giunture ed epidermide in maniera adeguata, sempre.

Un giubbotto tecnico, munito di protezioni rigide sui punti strategici, come schiena, spalle e gomiti, pantaloni SEMPRE lunghi, scarponcini e guanti, anche non specialistici, ma robusti e protettivi, sono il minimo sindacale per affrontare il quotidiano tragitto casa-scuola-lavoro e, in caso di incidente o di una banale scivolata, fanno la loro parte, evitando quasi sempre abrasioni dolorose e fastidiose e, spesso, fratture che poi richiedono mesi di convalescenza e riabilitazione. Per i più coscienziosi, il mercato offre da tempo un vero e proprio airbag che, mimetizzato nella giacca, si attiva un attimo prima dell’urto, proteggendo le zone del corpo più vulnerabili.

Esagerazioni? Forse. Ma doversi ricordare per tutta la vita della propria superficialità non è un’esagerazione peggiore?

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La giacca-airbag, un investimento ad altissimo rendimento

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