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Scontro fra moto, muore nel dirupo

Categoria : News

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In primo piano, la moto della vittima bergamasca

BAGOLINO. L’incidente è accaduto ieri mattina, pochi minuti dopo le 10, sulla strada che da Sant’Antonio sale verso il paese. Quasi incredibile la dinamica * 05/10/2009
Giovanni Astori, 35enne di Zogno, è finito sul greto del Caffaro dopo un volo di circa quattrocento metri

Bagolino. Due moto che si scontrano e un volo di 400 metri in un dirupo fino ad arrivare sul greto del fiume Caffaro: è la dinamica dell’incredibile incidente accaduto ieri a Bagolino e costato la vita a un motociclista bergamasco, Giovanni Astori.
L’incidente è accaduto ieri mattina pochi minuti dopo le 10 sulla strada che da Sant’Antonio sale verso Bagolino. La dinamica dell’incidente ha del paradossale, ma a scontrarsi, quasi in un frontale sono state proprio due moto, che viaggiavano in sensi opposti.

Tutto è accaduto sulla provinciale 669, una strada dove in molti punti solo un muretto di cemento divide la carreggiata dal precipizio, lì a un paio di chilometri dal paese dove alcune curve serpeggiano come classico nei comuni di montagna, la moto di Astori: una potente Ktm 990, si è scontrata con la Bmw r1200 guidata dal 48enne M.Z. di Pisogne, che nell’incidente non è neppure caduto a terra riportando soltanto escoriazioni a una mano, dovute all’impatto con l’altro mezzo.

ALCUNI MOTOCICLISTI che sopraggiungevano hanno dato l’allarme, e in breve si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Da Bagolino è scesa l’ambulanza dei volontari, mentre dalla città si è alzato in volo l’elicottero del 118. La situazione si è presentata subito molto complessa.

SUL POSTO SONO ARRIVATI i vigili del fuoco di Vestone e gli uomini del Soccorso alpino della sezione di Valle Sabbia. Il corpo dalla strada non era raggiungibile, anzi le sterpaglie impedivano addirittura di localizzarlo, impossibile raggiungerlo; a individuarlo sono stati i soccorritori arrivati in volo, che hanno avvistato l’uomo quasi sul greto del fiume Caffaro.
Il medico è stato calato con il verricello, ma – raggiunto il corpo – ha potuto solo constatare il decesso.
Astori ha fatto un volo di 400 metri ed è precipitato senza che nulla riuscisse a fermare la sua caduta. Per recuperare il corpo ci sono volute alcune ore, dalla strada si sono calati gli uomini del soccorso alpino coadiuvati dall’elicottero, per i rilievi sul posto è intervenuta la polizia stradale di Salò a cui spetta la ricostruzione della dinamica dell’incidente.

ASTORI AVEVA 35 ANNI e viveva a Zogno, nella Val Brembana. C’è dolore e sconcerto, tra amici e colleghi di lavoro, per la sua tragica scomparsa.
Giovanni Astori, operaio nell’impresa «Locatelli» di Grumello del Monte, abitava da pochi mesi in un appartamento via Castello 2, a Endenna di Zogno. Qui si era trasferito provvisoriamente con la mamma Elvira e i fratelli Carmelo e Massimo perché la casa di famiglia è in ristrutturazione.
«Era appassionato di moto – ricorda commossa la zia Rina, – e quella con cui era partito per l’ultima gita era stata acquistata poco tempo fa. Era un bravissimo ragazzo che amava uscire con gli amici. Così aveva fatto anche questo fine settimana».

I funerali di Giovanni Astori non sono ancora stati fissati.
Mila Rovatti

^ ^ ^ ^ ^

Un muretto di 40 cm. che separa la strada da un dirupo di 400 metri! Ma ci rendiamo conto? 40 cm. fanno la differenza fra la vita e la morte, fra tornare a casa con una sbucciatura, magari con una gamba rotta e tornarci dentro una cassa di legno!  Lasciando vedove, orfani, genitori distrutti!!! Ma quegli emeriti IMBECILLI che hanno progettato e approvato una cosa del genre non dovrebbero essere gettai in galera e radiati a vita da qualsiasi albo? Ma si può, nel Terzo Millennio, viaggiare ancora come se andassimo coi carretti trainati dai muli??? Si può morire per 40 maledetti centimetri???

Commenti (3)

EMERITI IMBECILLI NN DOVREBBERO ESSERE GETTATI IN GALERA MA NEL DIRUPO DOVE GIOVANNI HA PERSO LA VITA………………MA ORMAI CHE DIFFERENZA FA…………….ORMAI…………….CIAO GIOVANNONE……X SEMPRE NEL CUORE……….UN BACIONE …………

Ho assistito alle operazioni di soccorso di Giovanni, quando sono arrivata sul tratto di strada ove è avvenuto l’incidente.
Sono rimasta lì ore mentre l’elicottero portava in alto il suo corpo avvolto e protetto in un sacco a pelo arancione, lo appoggiava delicatamente sull’asfalto, nel silenzio attonito di decine di persone e se ne andava alla ricerca dei soccorritori.
Più volte ho guardato quei 40 centimentri che Giovanni ha saltato nel volo mortale di 400 metri…
E’ verissimo quanto detto. Non è possibile viaggiare come fossimo ancora con i muli.
Affermo però che la velocità e l’incoscienza con cui , da anni, vedo scattare le moto su quella strada, quasi stessero pilotando un gran premio, fanno rabbrividire…
Giovanni non è più con noi, ma da una dimensione più alta ci sta dicendo che non bastano i muretti a difendere la vita, se non ci sono prudenza e attenzione su quelle strade. Ci vuole di più calma, calma, calma!!!!! A tutti coloro che anche sabato prossimo e domenica correranno sulla statale resti come monito un gridodi vita, quel grido che Giovanni avrà fatto in quel terribile volo di 400 mtri, nella morte. Caro Giovanni, non sei morto invano!!!!
Franca Sartori

Mi spiace tantissimo per il vostro amico. :(

Quello che vi consiglio è di prendere in considerazione di denunciare il gestore della strada.

Non pensate che sia una cosa inutile, anzi.

Rivolgetevi all’associazione nazionale familiari e vittime della strada. Loro, gratuitamente, vi assisteranno.

Un saluto a Giovanni…

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