Omologazione caschi. Attenzione a ciò che acquistiamo!

Riporto qui due articoli un po’… inquietanti, sui risultati prove effettuate da Altroconsumo per noi consumatori Motociclisti sui CASCHI INTEGRALI.

La cosa interessante è che il primo articolo venne redatto nel 2004, ed il secondo, del 2009, presenta esattamente lo stesso problema, anzi forse un peggioramento delle percentuali di inaffidabilità dei caschi testati!

Altroconsumo per la sicurezza stradale: caschi moto integrali pericolosi 26-03-2004

Non sicuri 2 su 20 messi alla prova

Su 20 caschi integrali per moto due non hanno superato le prove di sicurezza, pur essendo modelli omologati secondo la più recente versione del regolamento europeo (ECE/ONU-22/05). E’ quanto emerge dalle prove realizzate da Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, per il test comparativo sui modelli di caschi integrali più diffusi sul mercato in Italia. Questi i due modelli dello stesso marchio che non hanno superato le prove di assorbimento degli urti e tenuta del cinturino: NZI Astron 600 e NZI Trend R 600.

Altroconsumo denuncia un aspetto inquietante per la sicurezza dei consumatori, essendo il casco moto un salvavita: tali modelli, nonostante l’omologazione, non garantiscono l’incolumità del motociclista in caso di caduta.

In Italia l’omologazione è realizzata dal ministero dei Trasporti che mette alla prova, in laboratori specializzati, i prototipi forniti dai produttori. Negli altri paesi europei il processo di omologazione è eseguito anche da altre autorità. I test sono ripetuti su caschi prelevati dalla prima produzione, direttamente in fabbrica. Nessun controllo è realizzato prelevando il prodotto dal punto vendita. L’omologazione diventa così un lasciapassare, che in qualche caso, come questo documentato da Altroconsumo, non garantisce che prodotti pericolosi possano essere messi in vendita e arrivare al consumatore.

Altroconsumo segnala ai ministeri Attività produttive e Trasporti i due modelli pericolosi, chiedendo di rivedere il processo di omologazione. Altroconsumo chiede inoltre che il Codice della strada estenda anche a chi trasporta un passeggero senza casco, o con il casco slacciato, la perdita di punti sulla patente. Il test comparativo sarà pubblicato sul numero di Altroconsumo di aprile distribuito ai soci dell’associazione.

Questi alcuni consigli, tratti dal dossier di Altroconsumo, per poter scegliere il casco più adatto alle proprie esigenze:

  • Il casco è un’assicurazione sulla vita: non acquistatelo di seconda mano perché non conoscete la storia del prodotto e gli eventuali danni non sarebbero visibili all’esterno.
  • Il casco di scorta che si tiene per l’amico non deve essere considerato un copricapo: fatelo indossare!
  • Occhio al prezzo, perché i caschi più sicuri non necessariamente costano di più: per ogni modello esistono diverse versioni dal punto di vista estetico, ma uguali in tutto il resto, tranne che per il prezzo; la differenza tra il monocolore e quello con la grafica elaborata apporta una maggiorazione di prezzo che va dal 3% al 26%. Se scegliete un casco “replica” dovete sborsare il 50% in più.

Altro articolo (recente) sullo stesso argomento:

n°225 – aprile 2009

In vendita ci sono alcuni caschi omologati, ovvero in regola con la normativa, che non assicurano una sicurezza ottimale. Sono tanti: ben 4 su 18 testati, ovvero quasi un quarto è a rischio. Il problema è grave, anche perché potenzialmente potrebbe riguardare molti altri modelli in vendita. Si tratta di caschi integrali, quelli che dovrebbero offrire la protezione maggiore (coprono anche il mento), da cui il motociclista si aspetta il massimo delle prestazioni.

Resistenza sul casco agli urti
In caso di incidente un casco può subire un impatto in diversi punti. Ognuno dei 18 caschi integrali del test è stato colpito in cinque punti (gli stessi previsti dalle prove per ottenere l’omologazione). Le zone critiche sono: la sommità della testa, la fronte, la nuca, la tempia e il mento. Le prove simulano l’impatto sia con una superficie piatta (l’asfalto) sia con una ricurva (il cordolo del marciapiede).

I quattro modelli bocciati per gravi problemi di sicurezza non garantiscono sufficientemente la protezione in caso di urto.

Denunciati al Ministero

I modelli a rischio sono stati denunciati al ministero dello Sviluppo economico e a quello delle Infrastrutture e dei trasporti. Ma il problema resta all’origine, ovvero rimane il fatto che i criteri previsti per l’omologazione dei caschi sono da rivedere, come dimostra il test. Solo così i consumatori potranno acquistare prodotti che li proteggono davvero.

Marche del test

  1. Agv
  2. Airoh
  3. Arai
  4. Bieffe
  5. Caberg
  6. Grex
  7. Lazer
  8. Marushin
  9. Mds
  10. Nolan
  11. Shark
  12. Shoei
  13. Suomy
  14. Vemar
  15. Xlite

Come vedete…. dal 2004 al 2009 il problema non si è affatto risolto! Speriamo che il Ministero dei Trasporti agisca in fretta.

5 commenti

  1. penso sia importante sapere... cito testualmente all'articolo di altroconsumo: Questi i loro codici di omologazione: BIEFFE Syntek: E3-052426 omologato in Italia. MDS Edge: E11-050057, omologato nel Regno Unito. SUOMY Trek: E3-0558441 omologato in Italia. VEMAR VSREV: E1-05300039 omologato in Germania. sono i quattro caschi integrali per moto in vendita in Italia che Altroconsumo ha segnalato al ministero dei Trasporti e a quello dello Sviluppo economico perché non hanno superato i test previsti per l'omologazione, pur esibendo la certificazione. il migliore del test invece è NOLAN N62 ciao

  2. purtroppo, Luca, non esiste una lista assolutamente affidabile. Il tentativo di altroconsumo, pur essendo uno dei meglio riusciti, non è da considerarsi un dogma assoluto. Qui trovi l'articolo completo: http://www.altroconsumo.it/caschi/20090401/caschi-moto-un-flop-integrale-Attach_s239023.pdf Personalmente mi sono rivolto spesso a questo sito: http://sharp.direct.gov.uk/ vedrai che i risultati in alcuni casi sono differenti. Il motivo di queste diversità spesso è riconducibile alla valutazione complessiva che tiene conto di parametri diversi e -a parer mio- di poca importanza. Nel "paniere" di altroconsumo ci sono prove di appannamento della visiera, di facilità d'uso con i guanti, di semplicità nell'indossare il casco e tanto altro. Tutti questi parametri sono soggetti a soggettività :-) andrebbero quindi tenuti da parte nella valutazione generale. E' pur vero che l'appannamento della visiera o la facilità d'uso con i guanti concorrono a una buona sicurezza complessiva del casco; tuttavia un modello da pista difficilmente verrà impiegato sotto la pioggia in città. Lo stesso appannamento, poi, dipende anche da come e quando si usa.

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