Varese: i Motociclisti propongono, l’ Amministrazione agisce! un buon esempio di collaborazione.

Attivi da tanti anni nel settore dei diritti del Motociclista,  in prima linea su numerose battaglie che rendano giustizia al nostro mondo a due ruote, un gruppo del Coordinamento Motociclisti, ha condotto con successo un'azione di informazione e proposta nei confronti degli Enti Pubblici responsabili della Sicurezza Stradale e della Pubblica Amministrazione. Nel giro di sei mesi, grazie ad un'amministrazione che ha saputo ascoltare e mettere in pratica i giusti suggerimenti, i punti critici sono stati messi in sicurezza. Ecco un estratto dal sito del Coordinamento Motociclisti:
Ad Aprile 2008 il Cordinamento denunciò in modo chiaro che le nuove infrastrutture adottate dalla Provincia di Varese allo svincolo del Ponte di Vedano non corrispondevano a nessun criterio di sicurezza per motociclisti e ciclisti. Attraverso le pagine de "La Provincia" arrivarono le immediate rassicurazioni di Aldo Simeoni, Assessore alla Viabilità, che in pochi mesi si sono concretizzate nell'installazione delle protezioni salva motociclisti nei punti a rischio dei primi 1700 mt della Tangenziale Nord-Est. Le protezioni, del tipo DR46 prodotti dalla Snoline, sono state montate lungo il primo lotto della nuova tangenziale e sulle barriere intorno alla nuova rotonda di Viale Valganna. (altro…)

A Roma più della metà dei centauri ha avuto un incidente

Il 55% dei 'centauri' romani è rimasto coinvolto almeno una volta in un sinistro, e nel 67% dei casi ha riportato lesioni.  E' quanto emerge dal rapporto "La sicurezza dei veicoli a due ruote nel Comune di Roma". Il rapporto dell'ACI è raccapricciante e le statistiche degli incidenti non fanno altro che ricordare quanto sia pericoloso viaggiare su due ruote. Questo non significa che bisogna lasciare la moto a casa (sappiamo benissimo che è la salvezza nel traffico di tutti i giorni) tuttavia vogliamo evidenziare che i motociclisti dovrebbero essere catalogati tra le utenze deboli della strada, quasi alla pari di pedoni e ciclisti. Il nostro modo di concepire le strade è troppo "auto-centrico" e anche il modo di guidare degli automobilisti non è da meno. Tuttavia il rapporto mette in evidenza anche numerose mancanze della categoria dei "due ruotisti" che non solo infrangono costantemente il codice della strada ma sarebbero anche inesperti. (altro…)

In moto senza casco? Ottimo! Vieni a farti la serata… con loro

Ho trovato un video in rete che mi è piaciuto subito, spero vi aiuti a riflettere...

Si fa presto a dire 78! Modificare la moto, risvolti legali

Da diversi anni esiste un nutrito contenzioso a proposito della disinvolta applicazione dell’art. 78, c. 3 del Codice della Strada, per quanto riguarda le modifiche alle caratteristiche costruttive e ai dispositivi d’equipaggiamento e persino a componenti che sicuramente “caratteristiche costruttive”, ai fini della norma, non sono. Le vicende più frequenti riguardano, per le moto, il terminale di scarico, gli specchietti retrovisori, gli indicatori di direzione, il portatarga e, per le auto, le famigerate lampadine blu nei fari, le lucette blu sul cofano, le varie appendici aerodinamiche, i sedili di tipo sportivo, le ruote maggiorate, la carreggiata allargata con distanziali, i vetri oscurati ecc. Troppi operatori, di qualsiasi divisa, vanno giù col 78/3, applicando la sanzione pecuniaria di 389 € e ritirando la carta di circolazione per l’aggiornamento, intimando al conducente di sottoporre il veicolo a visita e prova. Ciò in alcuni casi è giustissimo, in molti altri non lo è. (altro…)

Bambini in moto, una guida su come trasportarli in tutta sicurezza

La legge in merito appare piuttosto lacunosa. L’articolo 170 del Codice della Strada prevede solo che il passeggero-bambino debba avere un’età non inferiore ai 5 anni e che arrivi a toccare le pedane con i piedi. Recentemente è stata paventata anche l’ambigua idea dell’obbligatorietà di utilizzare un seggiolino addirittura fino ai 12 anni del passeggero. (clicca qui per vedere il servizio di Striscia la notizia) Un po’ vaga come norma... e temo che sarebbe anche peggio se tentassero di migliorarla, poiché ritengo che solo un folto gruppo di motociclisti coscienziosi, di esperienza e di buon senso possa tentare di immaginare quale possa essere il sistema per trasportare in sicurezza i bambini in motocicletta. Dal mio punto di vista la soluzione sarebbe semplicissima: se possibile, evitare di scarrozzare i bambini in moto/scooter. Sì, hai letto bene: “evitare”. I motivi sono veramente tantissimi e svariati. Di seguito tenterò di spiegare i più importanti. Innanzi tutto, dobbiamo conoscere quali sono le insidie comuni che il viaggio con un passeggero comporta. A parte per quanto riguarda il peso, tutto quanto scritto nell’articolo “viaggiare in due in tutta sicurezza” è assolutamente valido anche per il trasporto di un bambino. (altro…)

Viaggiare in due in tutta sicurezza

Qual è il carico più pesante, insicuro, destabilizzante e quindi difficile da trasportare? Il passeggero! Detto in gergo anche “zavorra/zavorrina”, essa/o è instabile poiché giustamente viva/o! Per quanto possa essere magra/o, si tratta pur sempre di un essere umano. Quando si viaggia in due sulla stessa motocicletta si consolida una situazione estremamente diversa dal viaggiare soli. Basti pensare che il solo peso del passeggero, in proporzione, aumenta drasticamente la massa totale. Per fare un esempio, è come se caricassimo sul portapacchi di una mini-cooper un armadio settecentesco alto 3 metri e del peso di oltre 300 Kg. L'argomento è notevolmente vasto, molto più di quanto possa apparire. La maggior parte dei motociclisti inesperti crede -in buona fede- che il passeggero sia solo un altro carico da trasportare: niente di più falso. Il nostro compagno di viaggio è vivo! ..quindi sempre in movimento, soggetto a starnuti, spaventi e malumori. Ogni tanto si distrae e lascia il maniglione per sistemare il cinturino del casco, per aprire la visiera, per grattarsi. Dobbiamo sempre considerarlo come un "carico indisciplinato", anche quando si tratta di una persona di esperienza. Ci sono alcuni accorgimenti di cui dobbiamo essere coscienti prima di far salire un passeggero sulla nostra moto: (altro…)

Viaggiare carichi. Guida su come trasportare i bagagli

In motocicletta non è semplice come in auto. Capita quasi quotidianamente di dover trasportare oggetti di ogni tipo: valigette, scarpe di ricambio, notebook, attrezzi, caschi, bottigliette d’acqua, parrucche rosa, frigo a pedali, etc. In ogni caso non dimentichiamo mai che il carico sulla moto deve essere saldo alla struttura e assicurato il più in basso possibile in modo da non elevare il baricentro complessivo del veicolo. Infatti più i pesi sono in alto e più interferiscono negativamente con le manovre di guida, anche le più semplici. Il baricentro alto destabilizza l'assetto della motocicletta, interferendo pesantemente (appunto) con il corretto comportamento in caso, per esempio, di cambio veloce della direzione, frenata d'emergenza, sconnessioni della strada, etc. In curva si è costretti a pieghe pericolose anche a velocità moderate e le buche e il vento si fanno sentire di più... molto di più. E' terribilmente pericoloso portare borse di plastica o altri oggetti sul manubrio! Potrebbero intralciare l'angolo di sterzata, impigliarsi ai cavi forzando l'accelerazione o alle leve impedendo la frenata! Inoltre dobbiamo fare i conti con il peso asimmetrico o penzolante che farebbe oscillare il manubrio: pochi millimetri (anche meno di uno) di sterzata di più e ci si ritrova con il sedere grattugiato sull'asfalto. Durante le pieghe, poi, le borse nei dintorni del manubrio rischiano seriamente di agganciarsi a rami o altri oggetti presenti a bordo strada, provocando un’involontaria sterzata, netta e irrecuperabile. (altro…)

L’arte della sopravvivenza e la percezione del rischio

Di Giovanna Guiso - Pubblicato sulla rivista In Moto n. 10 ottobre 2009

Il rischio è parte della vita, e noi motociclisti che siamo continuamente costretti ad  affrontare  le mille insidie presenti sulle strade, dobbiamo percepirlo rapidamente per passare subito a un’azione difensiva. Che cos’è, dunque, la percezione del rischio? E come reagiamo di fronte ai pericoli? La percezione è un processo articolato, preposto alla raccolta e all’elaborazione delle informazioni necessarie al sistema cognitivo per raggiungere l’obiettivo primario della sopravvivenza. E’ differente dalla sensazione, che invece è il risultato immediato e scarsamente elaborato della stimolazione dei recettori sensoriali. La percezione non è un meccanismo perfetto perché i dati sensoriali non sempre riproducono fedelmente ciò che avviene. I limiti dei nostri sensi talvolta possono creare alcune infedeltà percettive, come gli effetti ottici per esempio, ma in linea di massima la Natura ci ha fornito un efficiente sistema di difesa. Ogni rischio deve essere prima di tutto percepito, riconosciuto e analizzato per decidere il da farsi e quindi l’azione. Potrebbe sembrare un’ovvietà ma il procedimento è complesso e durante la sequenza non fila sempre tutto liscio. Immaginiamo un incidente... (altro…)

Michelle Hunziker cade dalla vespa in diretta TV

Per la rubrica "l'incidente capita proprio a tutti" ecco un episodio fresco fresco. Questa volta a "cadere nelle grinfie malefiche della iella" è stata la bella Michelle Hunziker che è caduta proprio in diretta TV! Ovviamente qui si scherza su un incidente in fin dei conti lieve, tuttavia considerato il casco a padellina usato da Michelle sicuramente l'idea iniziale sarà stata: "tanto che deve capitare..." E appunto è capitato l'(im)prevedibile, cioè una bella caduta in diretta... (altro…)

Vedere o non vedere, questo è il dilemma!

  • Premessa
Quando si guida vedere non significa solo avere 10/10 di visus ma anche - se non soprattutto - la consapevolezza dei limiti dell’occhio umano e della capacità del cervello di selezionare cosa osservare e poi elaborare quanto visto. La specie umana si è evoluta nel corso di millenni per far fronte a esigenze vitali, alcune tra queste imponevano vista acuta, capacità di valutare distanza e velocità del target. Negli ultimi secoli queste capacità, divenute meno selettive, sono parzialmente regredite. Purtroppo l’uomo, conservate o meno le capacità primitive, normalmente ha limiti fisici che lo rendono poco idoneo a operare alle velocità richieste dall'uso dei veicoli, salvo comportarsi da Homo Sapiens, adottando una guida predittiva che gli consenta, con interventi razionali, di aumentare i margini di sicurezza adattandoli alle situazioni potenzialmente pericolose via via individuate. (altro…)
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