Varese: i Motociclisti propongono, l’ Amministrazione agisce! un buon esempio di collaborazione.

Attivi da tanti anni nel settore dei diritti del Motociclista,  in prima linea su numerose battaglie che rendano giustizia al nostro mondo a due ruote, un gruppo del Coordinamento Motociclisti, ha condotto con successo un’azione di informazione e proposta nei confronti degli Enti Pubblici responsabili della Sicurezza Stradale e della Pubblica Amministrazione.

Nel giro di sei mesi, grazie ad un’amministrazione che ha saputo ascoltare e mettere in pratica i giusti suggerimenti, i punti critici sono stati messi in sicurezza. Ecco un estratto dal sito del Coordinamento Motociclisti:

Ad Aprile 2008 il Cordinamento denunciò in modo chiaro che le nuove infrastrutture adottate dalla Provincia di Varese allo svincolo del Ponte di Vedano non corrispondevano a nessun criterio di sicurezza per motociclisti e ciclisti.

Attraverso le pagine de “La Provincia” arrivarono le immediate rassicurazioni di Aldo Simeoni, Assessore alla Viabilità, che in pochi mesi si sono concretizzate nell’installazione delle protezioni salva motociclisti nei punti a rischio dei primi 1700 mt della Tangenziale Nord-Est.

Le protezioni, del tipo DR46 prodotti dalla Snoline, sono state montate lungo il primo lotto della nuova tangenziale e sulle barriere intorno alla nuova rotonda di Viale Valganna.

Il Coordinamento Motociclisti vuole ringraziare pubblicamente la Provincia di Varese e gli altri Enti coinvolti per l’ascolto e per l’impegno profuso nel risolvere in tempi così brevi una problematica tanto importante per tutti gli Utenti delle due ruote, ribadendo la necessità di rivolgere le stesse attenzioni anche a tratti di strada già esistenti.”

A distanza di un anno, però, succede che gli stessi Enti creano e collaudano un’altra strada e stavolta senza metterle in sicurezza per gli utenti motociclistici. Ecco qui l’articolo della nuova denuncia

Dice il Segretario del Coordinamento Motociclisti:

«Quando ho visto di persona il secondo lotto della tangenziale mi sono chiesto dove fosse finito tutto l’impegno che avevano dimostrato l’anno scorso. Mi pare tra l’altro che gli enti che avevano finanziato il primo lotto, quello dove sono state installate le protezioni, siano gli stessi che si sono occupati di questa seconda parte». Per farla breve: lungo i nuovi 4,5 chilometri del secondo e del terzo lotto i paletti sporgono affilati e i grossi bulloni che fissano i guard rail al cemento a bordo strada costeggiano minacciosi il tragitto dei motociclisti di passaggio. «Non voglio scadere nelle solite banalità delle strade assassine e dei paletti killer, però questi elementi sono davvero micidiali in caso di caduta ed eravamo convinti che dopo averlo fatto notare per il nuovo ponte di Vedano il messaggio fosse passato. Non ci aspettavamo che le nuove opere sarebbero state realizzate senza gli opportuni accorgimenti».

Dopo tutto ciò, è stato garantito che in Febbraio del 2010 verranno applicate le protezioni anche al nuovo tratto di strada, rassicurando i Motociclisti sulla validità della propria azione, nel segno della collaborazione con le Istituzioni.

Alla fine c’è da dire che ancora le barriere di protezione non sono considerate nè “obbligatorie” nè facenti parte della standard di Sicurezza normale. Per questo non vengono considerate a priori nei progetti. L’obiettivo è rendere questa procedura una “prassi” e non un’eccezione.

Con il contributo di tutti, ci riusciremo, nel tempo!

La barriera salva-motociclisti utilizzata, il DR46 della Snoline, è una fra le diverse soluzioni attualmente in commercio, che risolvono egregiamente il problema dell’impatto con i paletti di sostegno dei guard-rails tradizionali, che sebbene siano a norma, sono tristemente noti per essere mortali per i Motociclisti.

Esortiamo tutti i gruppi, motoclubs, o associazioni motociclistiche, a non esitare nel proporsi come interlocutori delle Istituzioni, segnalando i pericoli, proponendo le soluzioni, cercandole insieme a chi ha il “potere” e gli strumenti di risolvere i problemi.

Lamentarsi in “silenzio e rassegnazione” non serve a nulla. Agire invece può salvare delle vite!

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