I freni, questi sconosciuti

braking discQuando la velocità è sostenuta e si avvicina una curva che si fa? Comunemente freniamo per poterci inserire nella curva alla giusta velocità, è ovvio no? Bene, questo è più che appurato (a meno che non vogliate provare il brivido di affrontare una curva a una velocità eccessiva con estremi rischi…), quello che purtroppo s’ignora, nella maggior parte dei casi, è che c’è modo e modo di frenare e non sempre i freni rispondono sempre allo stesso modo: perché?

Il motivo si può riassumere (nel limite del possibile) nella breve spiegazione che segue. I freni di una moto, nella stragrande maggioranza dei casi, sono di tipo idraulico: vale a dire che la forza frenante è trasportata dalla pressione di un liquido.

Frenone (grande freno :)Parlo del liquido frenante (non è acqua!) contenuto nel piccolo serbatoio posto sul manubrio e che è messo in pressione dal movimento della leva del freno. Quest’ultima va a spingere un pistoncino all’interno di un cilindretto, in modo da pompare l’olio nei tubi di pressione. Il pistoncino mette in pressione (appunto) il liquido, esattamente come accade per una siringa per uso medico.

vaschetta anterioreL’olio del freno (in questo caso anteriore) manda istantaneamente in pressione le tubazioni che lo tengono in contatto assolutamente ermetico con la pinza freno e li va a premere su altri pistoncini, quelli delle pinze, che a loro volta premono contro le guarnizioni d’attrito (le cosiddette pastiglie).
Le pastiglie (o pasticche) sono le martiri della decelerazione: hanno l’ingrata funzione di farsi spingere dalla pinza idraulica a strisciare contro il disco, generando la vera e propria frenata. Tutto ciò avviene con una grande produzione di calore da parte del disco e delle pastiglie stesse, dato che l’energia del movimento della moto viene trasformata proprio in temperatura. Una parte di questo calore viene dissipata immediatamente nell’aria, un’altra invece è assorbita dall’impianto frenante tramite il contatto pastiglia/disco/pistoncini.

A fare le spese di tutto il quanto sono le pastiglie (ovviamente), ma anche il liquido frenante. Le prime, superata la normale temperatura d’esercizio, possono formare gas nel contatto col disco rovente (il cosiddetto fading) che inevitabilmente riduce la potenza frenante, (può succedere dopo continue frenate in lunghe discese di montagna), oppure se sollecitate oltremodo e non adeguatamente raffreddate possono vetrificarsi, cioè ricoprirsi di un sottile strato di materiale d’attrito molto duro e scivoloso, che anch’esso incide negativamente sull’efficienza del freno.

Freno anteriore complet..amente smontatoIl liquido frenante “soffre a modo suo”, poiché esso per resistere a temperature infernali è composto di sostanze speciali, insensibili al calore, ma (purtroppo) molto igroscopiche. Questa caratteristica li rende in grado di assorbire l’umidità presente nell’aria. L’acqua e l’umidità sono “nemiche” dei freni, poiché bollendo a 100 °C possono causare brutti scherzi. La temperatura di esercizio dei freni, infatti, arriva facilmente tra 100 e 220 gradi. In questi casi le eventuali “impurità” d’acqua presenti nei tubi diventano vapore formando bolle d’aria nel circuito frenante, con l’effetto di allungare terribilmente gli spazi di frenata e dando la brutta sensazione di non avere più forza nella mano (e piede, per il freno posteriore).
Per evitare il problema si deve cambiare il liquido freni con una certa frequenza, diciamo una volta l’anno se si usa molto la moto e ogni 4 anni in condizioni d’uso stagionale.

tubi frenoL’operazione fatta da un meccanico esperto è semplice e immune da rischi e mette al riparo da brutte sorprese. Quanto alle pastiglie occorre verificarne periodicamente lo spessore. Mai scendere sotto i 2 mm di profondità della parte consumabile. Nella scelta della tipologia di pastiglie giuste occorre farsi consigliare da un meccanico o da un motociclista esperto e *affidabile* (nel dubbio chiedi qui nel blog), indicando anche il tipo di uso che si fa della moto: tranquille passeggiate, utilizzo in aree urbane, in ambienti freddi e umidi, in pista ecc.

pasticche frenoIn linea di massima occorre evitare pastiglie blasonate di tipo “racing”, poiché queste normalmente richiedono di essere portate “in temperatura” *prima* di fornire le prestazioni ottimali, per cui a freddo rendono notevolmente meno di quelle dalle prestazioni più “tranquille”.
Per quanto riguarda la scelta del liquido frenante, meglio attenersi alle indicazioni del costruttore.  Se poi l’impianto è di tipo after-market e/o dalle prestazioni “racing” scegliete possibilmente un olio con un numero di DOT più alto possibile (di solito DOT4 o DOT 5), ovviamente compatibilmente con le caratteristiche dell’impianto.
Infine un consiglio tanto banale quanto saggio: prima di partire per un viaggio o in caso di dubbi, fate sempre uno “Stop & Go” (anche nel cortile va benissimo), in modo da testare il corretto funzionamento dei freni.


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Seguono alcuni video esplicativi da intendersi a solo titolo illustrativo/informativo. Le operazioni di manutenzione devono essere effettuate sempre da personale qualificato!
  • Verificare lo stato delle pastiglie

  • Caratteristiche dei liquidi freno

  • Freno smontato (sostituzione pastiglie)

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