No, le corsie preferenziali non sono La Soluzione per la sicurezza cittadina dei motociclisti

moto-preferenzialiNegli ultimi tempi alcune importanti città italiane hanno aperto alla proposta di lasciar viaggiare le motociclette nelle corsie preferenziali normalmente riservate a Bus, taxi e veicoli comunali. Parliamo principalmente di Roma e Genova.

Alla base delle motivazioni di tale idea ci sarebbe la necessità di rendere più sicuro l’uso delle moto in città, nel traffico esagerato e nel tipico caos urbano.

È proprio nei centri abitati, infatti, che si consuma il maggior numero di incidenti (non solo motociclistici). Oltretutto, ci tocca far notare -amaramente- che gli utenti cittadini delle due ruote sono i meno educati e protetti in assoluto, scooteristi in primis.

casco? no, non cado mai! (Lurphy docet)Si vede spesso viaggiare il tipico uomo d’affari in scooter con indosso solo un casco jet di dubbia omologazione  o il ragazzino sulla moto 50/125 che sfreccia tra le auto in infradito e pantaloncini svolazzanti.  A certe latitudini del nostro Paese, inoltre, una percentuale di utenti delle due ruote circola a tutt’oggi, impunemente, senza casco.

Ben vengano proposte in merito alla Sicurezza del Motociclista, certo, ma vediamo di riflettere bene prima di prendere questa notizia per una “buona notizia”. Di seguito, ecco le nostre (ma non solo) perplessità.

  • La presunta esclusività delle corsie

PAGuardiamo la realtà delle nostre città: le corsie in questione sono tutto fuorché “preferenziali”. Inizialmente dedicate a poche tipologie di veicoli, oggi sono decisamente fruite da traffico troppo veloce o troppo lento.

Le motociclette sono “traffico agile”, nel senso che –certo, contravvenendo alla legge- sorpassano pericolosamente in ogni dove. Per essere guidate in sicurezza, però, devono avere una certa libertà di movimento. Alcuni tratti e/o curve e inserimenti delle corsie preferenziali sono accessoriate con strisce (che rendono la strada scivolosa) e altro, come i paletti catarifrangenti ed i cordoli, che possono costituire ostacolo fisso in caso di imprecisione nella guida. Ogni manovra, in questa situazione, ha un margine di errore minimoSe ci si finisce sopra per tentare di superare un ostacolo: si è a terra.

  • Sorpassi pericolosi – un rischio concreto

buslanesEssendo personalmente motociclista e conoscendo bene i miei “colleghi”, mi sento di poter affermare con relativa certezza (assoluta) che nessuna moto resterebbe dietro un BUS che procede più o meno lentamente, anche se va contro il codice della strada. Non fosse altro per la puzza e il calore che questi bisonti emanano.

Rischiamo di assistere quasi certamente anche a un fenomeno terribile come il sorpasso del BUS in fermata in uno spazio ristrettissimo, con conseguente rischio investimento pedoni e/o altri mezzi. Questa situazione è molto verosimile specie sulle “preferenziali” che scorrono “contromano” rispetto al resto del flusso dei mezzi ordinari.

Nella proposta comunale, ovviamente, il sorpasso in queste corsie è vietato ..esattamente come lo è quello su strada urbana ordinaria. C’è la ragionevole certezza che questo divieto nella preferenziale venga rispettato come quello nell’ordinaria: proprio per niente.

  • Intralcio ai mezzi di Soccorso o di Pubblica Sicurezza

cordoli pericolosiPotrebbe anche accadere che un mezzo di Emergenza -ambulanze, forze dell’ordine- debba passare sulla corsia preferenziale ad alta velocità, specie quelle in senso opposto rispetto al flusso delle auto. I conducenti di taxi e BUS sono ormai esperti e istruiti su come affrontare tale evenienza; lo stesso non possiamo assolutamente dirlo dei motociclisti “cittadini”, tra cui –ripeto- diversi ragazzini. Un motociclista inesperto potrebbe erroneamente accelerare per favorire il passaggio del mezzo d’emergenza, oppure invadere l’altra carreggiata, scontrandosi con le vetture che provengono nell’altro senso di marcia. Questa situazione è da scongiurare il più possibile.
Certo, i lampeggianti blu  a sirene spiegate, passano anche sulla strada ordinaria, tuttavia lo spazio di manovra è decisamente più ampio/libero in quest’ultima circostanza.

  • E chi li “tiene” poi? Lo spirito di competizione

artenza pedrosaC’è un altro rischio a cui forse non si è pensato: il rischio “pistaaaa… passo prima io!”, conosciuto anche come: “la mia moto è più potente della tua”. I motociclisti meno coscienti (non necessariamente i più giovani) potrebbero amplificare all’infinito un fenomeno già tristemente noto per le strade italiche di ogni genere, quelle cittadine comprese: le gare improvvisate tra moto e scooter. Il fatto che ci si trovi fermi a un semaforo affiancati ad altre moto fa  scaturire tutta l’imbecillità di alcuni che interpretano lo spegnimento della luce rossa come fossero in pista. La non presenza di auto favorirebbe il tutto, compreso lo stamparsi assieme contro il BUS dietro l’angolo. Il vincitore si stabilisce in base alle lesioni facciali. (!!)

  • Non siamo i soli ad avere dubbi

Altre associazioni hanno manifestato i propri dubbi. L’ACI teme per l’intralcio che le moto potrebbero causare ai trasporti pubblici, il “Coordinamento Roma Ciclabile” tramite il suo portavoce R. Pallotini fa presente che nessuno ha pensato in egual modo alle biciclette e che migliorando le condizioni dei mezzi di trasporto “alternativi”, si diminuisce il traffico e conseguentemente il fattore di rischio generale per tutti.
La UIL di Genova solleva dubbi simili ai nostri, facendo presente che potrebbero esservi intralci alla sicurezza sul lavoro di autisti e cittadini che fruiscono dei servizi di trasporto pubblico, oltre che per i motociclisti stessi che si troverebbero di fonte a potenziali ostacoli in fermata, senza preavviso.

  • Una controproposta…

…concreta e che sta alla base della sicurezza sulle due ruote: informiamo i cittadini motociclisti che le protezioni per viaggiare in moto *non sono un optional*, che servono più in città che altrove. Un’ordinanza comunale che obblighi ad indossare i guanti e il paraschiena salverebbe più persone dall’ospedale (se non peggio) di quanto non possano fare sperimentazioni di dubbia praticità e con pericolosi fattori di rischio come questa.

  • in conclusione

Ormai che la sperimentazione pare inarrestabile, auspichiamo che sia realmente utile e che non causi i problemi ipotizzati sopra. Nel caso si manifestino concreti dubbi sulla praticabilità e la Sicurezza dell’idea, ci auguriamo che venga revocata immediatamente. Ovviamente, terremo gli occhi aperti.

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