Condannati 5 Produttori/Distributori di caschi

Ecco la notizia di alcune irregolarità verificate, giudicate e multate, da parte di Produttori o Distributori di caschi moto.

Qui non siamo nel campo delle ipotesi, fatte recentemente su un’altra questione, quella relativa ai caschi che non superavano i test di sicurezza.

E’ una faccenda distinta e separata da quella da noi trattata precedentemente, che essendo nata diverso tempo fa’  ha seguito l’ iter di Legge previsto. Ci pare quindi opportuno segnalarla per dimostrare che sulla nostra Sicurezza, ed in questo caso sui caschi, non bisogna abbassare la guardia ma tenersi sempre informati e vigilare.

Ecco come è finita per 5 Aziende produttrici o distributrici di caschi, scoperte a commettere alcune irregolarità in fatto di Omologazioni e Certificazioni.

  • Il fatto

L’Antitrust ha condannato cinque e aziende produttrici e distributrici di caschi da motociclista non omologati per pratiche commerciali scorrette con sanzioni complessive pari a 465.000 euro.

Le aziende punite, informa il Bollettino dell’Authority, sono Rvm (130.000 euro di sanzione), Vismara (150.000 euro), Made in Italy (100.000 euro), Cascobene (40.000 euro) e XMoto (45.000 euro) che proponevano come omologati prodotti privi della necessaria certificazione.
Secondo l’Antitrust, i caschi appartenenti alla linea “Stone” e “Stoneline”, prodotti da Rvm e Vismara su commissione della società Made in Italy, che ne ha curato la grafica provvedendo a distribuirli sul mercato e pubblicizzandone l’acquisto presso i rivenditori e i consumatori con la diffusione di una brochure, nonostante riportino il “marchio di omologazione internazionale”, ECE 22-05 non presentano le qualità e i requisiti di sicurezza previsti dal Regolamento vigente. Le società Cascobene e Xmoto si sono limitate a vendere i prodotti nella convinzione che questi presentassero le omologazioni richieste dalla normativa di settore, ma non hanno verificato che sui caschi fossero montate visiere omologate e che gli stessi riportassero l’etichetta con le indicazioni d’uso per gli utenti così come prescritto dal Regolamento comunitario.
In particolare, in base agli elementi raccolti nel corso dell’istruttoria, è emerso che i caschi dei lotti contraddistinti dai numeri di produzione compresi tra 3.201 e 16.000 – e messi in commercio nel periodo compreso tra dicembre 2007 e marzo 2009 – sono stati contrassegnati dal marchio di omologazione internazionale e presentati al pubblico come omologati, nonostante fossero privi dei requisiti prescritti per l’omologazione. La produzione dei lotti citati, infatti, non è risultata conforme al tipo omologato e ai requisiti stabiliti nei paragrafi 6 e 7 del Regolamento ECE – ONU 22-05, in base al quale è stata rilasciata l’omologazione.

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