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Pirelli Silver Stripes. Si festeggiano i 25 anni del mondiale SBK.Pirelli Silver Stripes. Si festeggiano i 25 anni del mondiale SBK. In occasione delle celebrazioni delle nozze d'argento tra la SBK e gli appassionati di tutto il mondo, per Biaggi&Co. Pirelli ha vestito a festa la copertura per la Superpole. Si chiama "Silver Stripes", e sarà la veste esclusiva per le gomme utilizzate nella superpole di Monza. Per celebrare l'importante traguardo Pirelli, fornitore unico del mondiale dal 2004, apporrà...

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Richiamo per la BMW S1000rr my2012. Possibili allentamenti delle viti di biellaRichiamo per la BMW S1000rr my2012. Possibili allentamenti delle viti di biella Secondo un comunicato della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), BMW Motorrad,  procederà ad un richiamo per le S1000RR 2012, per un  difetto alle viti della testa di biella che con il tempo rischiano di allentarsi con conseguenze catastrofiche per il motore.   Casa: BMW Motorrad Modelli: S1000RR Periodo: 1 Settembre 2011 10, Aprile 2012 Numero...

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Sicurezza del motociclista.Miniguida alla scelta del cascoSicurezza del motociclista.Miniguida alla scelta del casco In commercio esistono caschi di tutti i tipi e di tutti i prezzi, tenteremo di darvi le giuste dritte per orientarvi meglio nel labirinto della scelta. Il casco è sicuramente il dispositivo di sicurezza piu’ importante che indossiamo quando andiamo in moto. Lo standard di sicurezza raggiunto dai prodotti attualmente in commercio è molto elevato, ma tuttavia è sempre bene conoscere...

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Audi-Ducati. Accordo da 860 milioni di EuroAudi-Ducati. Accordo da 860 milioni di Euro Era nell'aria da tempo, ma ora è ufficiale. Ducati entra nella galassia Audi dopo l'accordo siglato da 860 milioni di euro. La cifra dell'accordo, che si discosta dal miliardo di euro di cui si vociferava per una possibile partnership con la casa di Borgo Panigale, esclude eventuali "traslochi" in Germania. Azienda e capacità tecniche rimarranno a Bologna. Dall'accordo, Ducati...

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Angle sensor Bosch, in arrivo la nuova versioneAngle sensor Bosch, in arrivo la nuova versione Mentre il sensore Bosch MM3.10 trova sempre maggiori applicazioni, i tecnici della divisione engineering sono già a lavoro sulla nuova generazione,l'MM5.10. Da qualche anno ormai l’elettronica si è imposta anche nel mondo delle moto, tutti i nuovi modelli sono dotati di sistemi elettronici che prima trovavamo solo sulle auto. Il SU-MM3.10 che Bosch utilizza per gli impianti...

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ABS Bosch. Sicurezza a pieni votiABS Bosch. Sicurezza a pieni voti Sulla pista di Vairano in compagnia di Bosch per testare  la nuova generazione di Abs per moto. Abbiamo avuto la possibilità di mettere alla prova l'evoluto sistema antibloccaggio messo a punto dai tecnici tedeschi. Vi anticipiamo sin da ora che, una volta testata e valutata l'efficacia, è davvero difficile riuscirne a fare a meno. L'ABS secondo Bosch Un fattore...

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Tecnologia D3o, protezioni di nuova generazione.Tecnologia D3o, protezioni di nuova generazione. I laboratori D30 sono riusciti a creare innovative protezioni che aumentano la vestibilità dei capi tecnici e offrono maggiore sicurezza. L'azienda D3o è salita alla ribalta delle cronache di settore presentando, all'eicma 2010, un innovativo materiale che ha la capacità di essere morbido in condizioni normali e di indurirsi in caso di urto. L'utilizzo di capi tecnici, che...

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Moto: niente obbligo pneumatici invernali o catene da neveMoto: niente obbligo pneumatici invernali o catene da neve Risposta del Ministero dell'Interno ad un chiarimento della FMI riguardo l'obbligo di montare anche sulle moto catene da neve. Il Direttore del Servizio della Direzione Centrale per la Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, ha risposto alla lettera inviata dalla FMI, nella persona del presidente P.Sesti, dove venivano sollevati dubbi sull'obbligo per le moto di utilizzare...

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Abs ed i suoi costi. Bosch: Preoccupazioni ingiustificate!Abs ed i suoi costi. Bosch: Preoccupazioni ingiustificate! Così Bosch risponde a chi vede nei costi dell'Abs un freno alle vendite di moto e scooter. Tempo addietro, su queste pagine, si discuteva sulla richiesta dell'Acem (Federazione europea dei costruttori di motocicli) di rivedere la norma per estendere l'obbligo dell'Abs dal 2017, anche ai mezzi da 125 cc in giù. Il nodo della questione era rappresentato dai costi maggiori (si parla...

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La foga del pivello

Categoria : Guida Sicura e Difensiva, Rapporto tra automobilisti e Motociclisti

L’inverno 2009-2010 rimarrà nella storia come uno dei più frustranti per i motociclisti, soprattutto quelli italiani. Dopo oltre quattro mesi di neve e gelicidio e un avvio molto incerto della primavera, qualsiasi biker (anche i professionisti) si sentono avviliti dalle ovvie difficoltà all’uso della moto e sono preda di una crisi d’astinenza.

In queste circostanze, ogni singola ora di sole diventa un’ambita opportunità di tornare con il sedere in sella e gli stivali sulle pedaline, ma dobbiamo fare attenzione a non cadere nella “foga del pivello”.

  • La “foga del pivello”

Si tratta di quella sorta di euforia infantile che spinge il motociclista alle prime armi a compiere manovre che non è in grado di fare.  Le azioni di cui parlo non sono acrobazie, proprio no. Potrebbe semplicemente trattarsi anche del percorrere una lunga strada piena di curve o viaggiare in città in mezzo al traffico.

Appare banale da ribadire, ma la motocicletta è più difficile e pericolosa da guidare rispetto alle automobili. Per poterla portare in sicurezza dobbiamo essere piloti, più che autisti. L’abilità nell’uso della nostra amata 2 ruote è strettamente legata alla quantità di tempo che ci passiamo sopra. Meno tempo la usiamo e più diventiamo “incapaci” nel pilotarla.

  • La fine dell’inverno

La moto è come un cavallo: ci deve essere feeling con chi sta in sella, altrimenti si rischia il disarcionamento. Quando resta ferma per un po’, bastano anche solo 10 giorni, al ritorno in sella è tutto più difficile. Normalmente non ci si rende conto di ciò fino a quando non si allunga una curva o si sbaglia una frenata. Errori da pivello che sono del tutto normali persino per i piloti di MotoGP. Più tempo è trascorso dall’ultima cavalcata e più sarà difficile tenere le giuste distanze dalle auto che ci precedono, inserirsi in curva nelle vie trafficate, accorgersi dei possibili ostacoli.

Il sintomo che dovrebbe preoccuparci di più non è tanto lo stile di guida goffo e maldestro, quello migliora man mano. La vera preoccupazione deve essere il fatto che, anche a causa delle incertezze, si perde il senso della sicurezza: componente fondamentale per poter utilizzare la moto che, diversamente dalle auto, non tollera più di tanto gli autisti della domenica.

  • Buche, crateri e sabbia

L’inverno italico è come una piccola guerra: lascia sul campo buche, crateri e strati di sabbia. La principale differenza con il conflitto a fuoco sta nel fatto che “i caduti” arrivano dopo e, mannaggia, di solito sono motociclisti.

No, lasciamo stare l’elmetto e il giubbino antiproiettile, non serve a niente in questi casi. Nella (vana) attesa che riparino e ripuliscano le strade, per proteggersi dai rimasugli dell’inverno dobbiamo aumentare le distanze di sicurezza dalle auto che ci precedono in modo da poter vedere in anticipo le buche profonde al fine di evitarle o quantomeno prepararci all’impatto. Una buca a sorpresa in curva può far imbizzarrire il nostro cavallo meccanico. Quando è molto profonda, anche in un tratto di strada dritto, potremmo accusare seri colpi alla schiena, ai gioielli di famiglia o alla moto stessa.

Non fidiamoci mai di una buca piena d’acqua: apparentemente sono tutte uguali, ma alcune di esse nascondono metri di profondità con tanto di mostri marini.

La sabbia può essere ancora più malefica: è dello stesso colore dell’asfalto, è irregolare, svolazza col vento e ci impedisce di frenare! Riserviamole ancor più importanza e attenzione. Frenare su questo sottile strato maledetto può essere molto difficile o addirittura impossibile. Le ruote infatti si bloccano subito a causa del bassissimo attrito e la moto se ne va per la sua strada con un temporaneo sgradito libero arbitrio.

  • I rischi della città

In città il rischio principale consiste nel non rendersi conto della velocità. Abituati a guidare l’auto, potremmo commettere l’errore di accelerare troppo. In motocicletta possono bastare anche solo due marce per sfiorare i 90 Km/h. Evitare un bambino o un anziano che attraversano improvvisamente in “modalità suicidio” può essere impossibile già a velocità di molto inferiori.

La distanza stessa tra la moto e le auto va aumentata perché il nostro cervello deve riabituarsi ai nuovi spazi di manovra. Evitiamo di zigzagare tra le auto: è vietato e pericoloso. Ogni singola manovra deve essere approvata dal vostro cervello prima di passare il comando al polso. Evitiamo rischi inutili che sarebbero aggravati dalla temporanea inesperienza alla guida.

  • I rischi delle strade extraurbane

Fuori città le insidie principali sono gli animali, gli automobilisti e la velocità. Compiere sorpassi non è un’operazione facile come sembra. Bisogna riprenderci la mano un po’ alla volta. La velocità di crociera deve restare sotto il nostro standard fino a quando non ci sentiremo più che sicuri e, soprattutto, fino a quando gli automobilisti non si renderanno conto che esistono anche le moto (in questo caso possiamo aspettare in eterno).

I guidatori di auto, infatti, normalmente non si accorgono dei motociclisti e li travolgono inavvertitamente (appunto). Durante l’inverno, infatti, questa specie animale “autocinetu humanus movens” (gli automobilisti) si disabitua alla presenza dell’esemplare “birota aiìutomotoria humanus movens“, comunemente denominato “motociclista”, eliminandolo drasticamente dalla memoria visiva e cognitiva, come se non fosse mai esistito.

Il rischio concreto sta nell’alta probabilità che un’automobile ci tagli la strada, sorpassi mentre lo facciamo noi, apra le portiere mentre passiamo, scarichi i pargoli in strada senza curarsi del “traffico agile”. I più idioti arrivano anche a buttarci le cartacce in faccia, sputare dal finestrino, tirare le cicche di sigarette, etc.

  • Parafrasando Antonio Ornano

Spesso mi chiedo cosa succederebbe se prendessimo un esemplare di automobilista e gli togliessimo l’aria condizionata, il portaoggetti, i comodi sedili in pelle umana e lo mollassimo in sella a una moto, nel traffico cittadino con MilleMila auto che involontariamente tentano di sdraiarlo, per un paio d’ore. Sai che succederebbe?

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Commenti (3)

[...] fonte – la nostra analisi [...]

[...] alla guida di una moto c’è il desiderio di essere accettati dagli altri nascondendo le proprie debolezze. I ragazzini che si dilettano in pericolose acrobazie sulle moto, sono i più insicuri di tutti. [...]

Ottimo lavoro, comunanza di idee e punti di vista … sarà spunto, durante i ns corsi guida e sicurezza nelle scuole …

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