Modifiche al CdS: obblighi persi e valori ritrovati

Tra le novità: alcune proposte fatte "dal basso" saranno prese in considerazione.
  • Obblighi persi e…

Il Ministro dei Trasporti Matteoli intende velocizzare i tempi di approvazione delle modifiche relative al Codice della Strada. In questo clima di (giustificata?) fretta si rischia di perdere qualche norma per strada e/o di approvare qualche castroneria. Per fortuna, però, è andata sospesa gran parte della proposta di legge che riguardava l’obbligo di indossare abbigliamento protettivo per chi guida le motociclette. Sia chiaro, indossare il corretto equipaggiamento in termini di protettori non è una pratica scorretta o esagerata! Anzi, dovrebbe essere una questione “automatica”, più che governata da obblighi e leggi più o meno comprensibili. La prima versione di questa proposta legislativa, però, appariva esageratamente soffocante e tempestata di lacune imperdonabili. Vedi qui per approfondire l’argomento.
  • Resta il paraschiena

Per quanto riguarda noi motociclisti, sembra che verrà introdotto solo l’obbligo di indossare il paraschiena (oltre al casco), anche se ancora non è chiaro se questo dovere sia vincolato o meno alla potenza del veicolo. Pare che l’obbligo sopraggiunga guidando motocicli di potenza superiore ai 25 Kw. Saremo inoltre interessati anche da provvedimenti “trasversali” auto/moto, tra cui lo sconto sulle multe pagate subito e il probabile aumento della velocità massima a 150 Km/h nelle sole autostrade dotate di tre corsie e di controllo elettronico della velocità tramite tutor. (altro…)

Giornata Nazionale dell’Autoriduzione del Pedaggio Autostradale

Il 16 Maggio, il  Coordinamento Motociclisti invita i centauri ad autoridursi il pedaggio autostradale in forma di protesta. Scopriamo come, aggiungendoci qualche "perché".
  • La protesta

Il Coordinamento Motociclisti istituisce per il giorno 16 Maggio 2010 la Giornata Nazionale dell’Autoriduzione ed invita tutti i motociclisti a partecipare pagando il pedaggio autostradale nella misura del 20% dell’importo dovuto, da soli o in gruppo. La forma di protesta è legale poiché la somma rimanente può essere versata in un secondo momento comodamente da casa come saldo di un pagamento parziale (in fondo alla pagina le modalità).
  • Un po’ di storia

Le autostrade sono un’invenzione italiana, Sì, proprio così. Nel 1924 fu inaugurato il primo tratto di autostrada d’Italia, la Milano-Laghi, che conduceva da Milano ai laghi lombardi di Como, di Varese e Maggiore. Sul nostro territorio le autostrdade hanno trovato la vita, si sono evolute, espanse, ma anche involute. La regressione in questione riguarda la scomparsa della classe “0” (Zero) che risale al 1990. A questa categoria facevano riferimento i veicoli a due ruote e la tariffa era più bassa rispetto a quella delle automobili.
  • Perché protestare

Come ben sapete l’Italia è uno dei pochi paesi Europei ad applicare alle moto le stesse tariffe autostradali delle auto, con il risultato che chi percorre le Autostrade Italiane con uno scooter 150cc paga lo stesso pedaggio di un SUV 3000 cc pur occupando meno spazio, pesando un decimo, consumando meno asfalto, inquinando molto meno e usufruendo di minori servizi. (altro…)

Proposta per la “Dotazione di sicurezza per i motociclisti”

Questo intervento segue il discorso iniziato nell’articolo dedicato alle possibili modifiche di Legge che imporrebbero ai motociclisti l’uso di abbigliamento protettivo. Una premessa importante: Non affronterò l'argomento solo dal punto di vista della protezione personale e della sicurezza passiva... per fare un favore a Governi che non adeguano la sicurezza delle strade. Prendo in considerazione unicamente questo aspetto, poiché è quello in discussione. La mancanza di attenzione dello Stato per tutto ciò che riguarda la Sicurezza Attiva, la Prevenzione e la manutenzione stradale non sono in discussione. Sappiamo tutti quanto sia disastrosa la situazione nel nostro Paese, tuttavia trovo inutile, se non addirittura Stupido, scrivere o pensare concetti come: “fino a che non aggiustano le strade, non mi proteggo”. A un primo impatto la proposta di modificare il Codice della Strada, per fare in modo che aumenti l’uso dei dispositivi di protezione, mi è apparsa quasi come dovuta, a prescindere dalle motivazioni originali di chi l'ha voluta e proposta. Il motivo è da ricondursi all’immensa ignoranza che popola le (in)coscienze dei motociclisti moderni. A differenza del passato, infatti, oggi ci sarebbero gli strumenti individuali per evitare che una caduta in moto si trasformi in una tragedia personale e familiare. Esistono nuove tecnologie e sistemi in grado di proteggere il motociclista. Basti pensare al momento in cui dovesse sventuratamente concretizzarsi uno dei fatti che ci pongono quasi alla fine della catena alimentare della strada, per rendersi conto che agire sul fattore "passivo" del sinistro è quasi indispensabile; persino in un ipotetico mondo ideale in cui mancherebbero ostacoli fissi e altri mezzi a causare incidenti. La Legge così proposta, però, appare “soffocante” ed è stata definita perlopiù “liberticida” dalla maggior parte degli utenti delle due ruote che sono intervenuti nella discussione (sia qui, sia altrove). Effettivamente, nella norma così concepita, ho individuato tantissime incongruenze e forzature ingiustificate. (altro…)

Il parere dell’A.M.I. sulla modifica dell’art. 171 CdS

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell'amico Marco Guidarini, presidente dell'Associazione Motociclisti Incolumi, riguardo il disegno di legge 1720 che mira a modificare ANCHE l'articolo 171 del CdS.
Una cultura medioevale non risolverà mai un dramma moderno come gli incidenti sulle strade! I politici italiani (...tranne rare eccezioni) hanno come principale obiettivo quello di scaricare le responsabilità delle proprie inadempienze sui sudditi... (ma guardandosi bene da responsabilizzare chi costruisce strade con standard di sicurezza del 1950!). Lo scaricabarile è uno sport più difffuso del calcio...(in Italia)...quindi le dimostrazioni si sprecano: "Disegni di legge" senza conoscere minimamente la materia. Se almeno si intravedesse l'umiltà di acquisire un minimo di cultura della prevenzione e del risk-management ci sarebbero molte meno vittime, molti meno incoscienti patentati, meno criminali liberi che continuano a guidare ringraziando dei giudici indulgenti e meno professionisti (Medici, Ingegneri, Poliziotti, Carabinieri)... mortificati nella propria professione. Le strade universali (e scientificamente collaudate) per risultati concreti sulla sicurezza sono sintetizzabili nell' acronimo R.I.S.P.A.C. = Ricerca, Innovazione, Sviluppo (per una viabilità sicura e sostenibile) Preparazione, Allenamento, Controlli. (altro…)

Moto=Libertà=Legalità : 9 Maggio – Catania

Diamo spazio ad un Evento che secondo noi ha una connotazione positiva, nel vivere la moto e la propria passione anche con una Coscienza Sociale. In qualità di Motociclista e  Siciliana... io ci sarò, con la mia moto.

  • L' idea:
Organizzare un solo evento l’anno e lo stesso deve essere, di volta in volta, dedicato o ispirato da un’importante problematica sociale.
  • La scelta delle date:

La prima edizione è stata dedicata ai “Ragazzi della scorta” di Giovanni Falcone e la data non poteva altrimenti che essere il 23 di maggio.

per il 2010 abbiamo pensato di rivolgere il nostro contributo di solidarietà e di ringraziamento ai giornalisti caduti per mano delle mafie, perchè riteniamo che l’informazione onesta può essere una fonte vitale per combattere un sistema non sempre pulito.

Moto=Libertà=Legalità

un motoraduno per non dimenticare

S.Venerina/Catania 9 maggio 2010 (altro…)

Il Ministero dei Trasporti sul caso dell’omologazione caschi

Ci sono novità in merito alla vicenda dei caschi testati da Altroconsumo che non passerebbero i test di omologazione. Si tratta solo di anticipazioni, ma sono importanti e offrono uno spunto di riflessione. Le informazioni arrivano da www.motonline.com, più precisamente in questo articolo (clicca). Hanno contattato il Ministero tramite Maurizio Vitelli, Alessandro De Grazia (direttore della divisione omologazioni) Antonio Erario (dirigente della divisione normative e accordi internazionali) e Carlo Giannuzzi (consulente del Ministro dei Trasporti). Per i dettagli vi rimando all’articolo originale, di seguito una piccola parte di ciò che a parer nostro è da evidenziare.
  • Il caso

Il caso a cui facciamo riferimento è stato ampiamente discusso anche da noi in questi articoli: Art1, Art2, Art3, Art4, Art5 (altro…)

Incentivi 2010 per ciclomotori: dureranno pochi mesi!

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente stanziato un pacchetto di incentivi per i consumatori, tra i vari beni "scontati" troviamo anche i ciclomotori. Non godono però di incentivi tutti i ciclomotori, qui trovate una guida completa che vi spiega come accedere agli sconti. L'analisi fatta da SicurAUTO fa emergere tuttavia un quadro preoccupante: gli incentivi potrebbero durare pochi mesi! Quindi il nostro consiglio è di affrettarsi, la data di inzio degli incentivi è fissata per il 15 aprile. (altro…)

Qatar: rischio comune su asfalto straordinario

È certamente spettacolare il MotoGP che si corre in Qatar, questo lo devo proprio dire. Sin dall’inizio di questa “nuova” tappa, però, ho sempre pensato che si trattasse di una forzatura fondamentalmente inutile. Perché correre in mezzo al deserto? Perché cedere ai capricci di qualche Sultano? Era proprio necessario far passare il grande carrozzone del MotoGP -nottetempo- nel giardino di casa di qualche imperatore ottomano che vi ha fatto costruire una pista?
  • La sicurezza

La commissione che si occupa della sicurezza dei piloti (della quale in piccola parte rientrano i piloti stessi) ha dovuto lavorare d’inventiva su questo circuito. Dapprima il problema sabbia, risolto spruzzandoci sopra della colla; poi quello dell’illuminazione, affidato alla MegaDitta americana “Musco Lighting”. Prima ancora i dubbi sulla reazione alla luce artificiale, affidata agli esami oculistici passivi del Dottor Vittorio Romagnoli, in supporto al Dottor Costa.

Guida agli airbag da moto, i test di Altroconsumo

Il nostro amico di PaoBlog ci ha segnalato un test uscito proprio oggi relativo agli airbag per le moto. Questo test è stato condotto dall'associazione Altroconsumo che per adesso si sta dimostrando molto attiva nei test dedicati ai motociclisti (vedi test sui caschi). I giubbini presi in considerazione sono solo due: quello della Spidi e il Motoairbag. Il primo ha deluso parecchio mentre il secondo non ha brillato ma è sicuramente superiore al suo concorrente e offre una rapida protezione, inoltre il Motoairbag riesce a proteggere più parti del corpo (zona cervicale, colonna vertebrale e coccige) mentre il prodotto Spidi protegge solo la zona cervicale. I test sono stati eseguiti presso il Politecnico di Milano e supervisionati dall'amico Andrea Milanese direttore del laboratorio LAST (sul laboratorio abbiamo pronta una puntata della nostra trasmissione Tv che andrà in onda a breve ndr). Attualmente non esiste un'omologazione per questo tipo di "indumento". In assenza di una legge specifica, il test si riferisce alla norma provvisoria sui dispositivi di protezione gonfiabili (prEN1621-4). Questa norma prevede che il tempo di intervento dell’airbag non deve superare i 200 millesimi di secondo (ms), cioè 2,78 metri di “volo” se la caduta avviene a 50 km orari. Il test di Altroconsumo appare interessante per quanto già un anno fa la rivista "In Sella" aveva condotto un test simile. In quell'occasione gli airbag testati furono 4: Helite Gilet mod. D, IXS Stunt, Motoairbag® Gilet e Spidi DPS 03 Airbag. Anche allora il Motoairbag fu l'unico a superare i test. Per tutti i dettagli vi rimando al testo pubblicato da Altroconsumo e al breve filmato. (altro…)

Motociclisti: Diritto o Dovere di proteggersi?

Ci sarà l’obbligo di indossare abbigliamento protettivo? Scopriamo come e perché in parole semplici. Sono al vaglio del Parlamento Italiano alcune modifiche al Codice della Strada che riguardano noi motociclisti molto da vicino. Il disegno di legge (si tratta di un emendamento) è il n° 1720 ed è in via di approvazione. Se tutto va come programmato, potrebbe entrare in vigore anche entro la fine del 2010. La parte che interessa il mondo della moto sono le modifiche all’articolo 171 CdS. Il motivo di tanta attenzione per noi utenti delle 2 ruote (normalmente ignorati) è da imputarsi al fatto che nemmeno la patente a punti è servita a diminuire le conseguenze degli incidenti stradali. Si parla di “conseguenze” dei sinistri perché le modifiche legislative prendono in esame quasi esclusivamente la sicurezza passiva e i relativi danni che la mancanza di protezioni adeguate arreca alle casse dello stato sotto forma di assistenza sanitaria. Tutto ciò è vagamente triste, poiché è quasi come ammettere che non vi sono altri metodi per evitare infortuni sulla strada. Esiste anche la prevenzione, ma pare che questo “argomento” sia stato completamente dilapidato dai nostri governanti.
  • L’articolo 171

È la parte del Codice della Strada che attualmente (aprile 2010) s’intitola: “Uso del casco protettivo per gli utenti di veicoli a due ruote” e che obbliga i centauri di ogni genere a indossare il casco. Con le attuali modifiche diventerebbe: “Dotazione di sicurezza per la conduzione di veicoli a due ruote”, che è tutto un altro dire…
  • Dettaglio delle modifiche all’Articolo 171 (fonte)

La “dotazione di sicurezza minima” varierà in base alla tipologia e alla potenza della moto. (Come se non sapessimo che ci si può uccidere anche con un qualsiasi motorino, ndr). In ogni caso a grandi linee questa “scalabilità” pare accettabile. Non possiamo certo immaginare uno scooterista sul 50ino da 1000 euro che viaggia imbardato con 1500 euro di attrezzatura tecnica indosso (ma perchè no, ndr). Ovviamente il casco resterà obbligatorio, ma ne verrà disciplinata la tipologia (jet/integrale). Il testo al vaglio del Senato è il seguente: (altro…)