Qatar: rischio comune su asfalto straordinario

È certamente spettacolare il MotoGP che si corre in Qatar, questo lo devo proprio dire. Sin dall’inizio di questa “nuova” tappa, però, ho sempre pensato che si trattasse di una forzatura fondamentalmente inutile. Perché correre in mezzo al deserto? Perché cedere ai capricci di qualche Sultano? Era proprio necessario far passare il grande carrozzone del MotoGP -nottetempo- nel giardino di casa di qualche imperatore ottomano che vi ha fatto costruire una pista?

  • La sicurezza

La commissione che si occupa della sicurezza dei piloti (della quale in piccola parte rientrano i piloti stessi) ha dovuto lavorare d’inventiva su questo circuito. Dapprima il problema sabbia, risolto spruzzandoci sopra della colla; poi quello dell’illuminazione, affidato alla MegaDitta americana “Musco Lighting”. Prima ancora i dubbi sulla reazione alla luce artificiale, affidata agli esami oculistici passivi del Dottor Vittorio Romagnoli, in supporto al Dottor Costa.

  • Ora è la volta dell’umidità

Sì, proprio. Contro il volere dei piloti (tutti) è stato confermato l’orario di partenza della gara alle 23.00. Il problema consiste nel fatto che proprio a quell’ora si forma uno strato umido sull’asfalto della pista che lo rende viscido.

A confermare questa difficoltà sono i piloti stessi: Capirossi, Rossi, Hayden, Edwards, Spies, Stoner e altri ancora. Alcuni di loro hanno testato il problema in prima persona ritrovandosi sdraiati proprio alla curva 2 di Losail, che più di altre si rende pericolosa in questi casi.

  • Gli sponsor

Il motivo per cui questo circuito gode di molteplici eccezioni e particolarità è da imputarsi proprio all’ora di partenza della gara di MotoGP. Proprio per questo pensiamo che non lo cambieranno tanto facilmente. Per quest’anno è andata (male), ma non c’è da sperare nemmeno per le gare successive. La fascia di orario cavalca proprio la prima e la seconda serata. Questo aumenta lo share delle gare e conseguentemente anche i margini di vendita per gli spazi pubblicitari.

  • La natura si fa beffa della faziosità umana

Non vorrei mai (ma perché no?) che quest’anno andasse a finire come nel passato: quando una tempesta si fece beffa delle luci, della colla, degli sponsor e del sultano.. costringendo i piloti a partire, in sicurezza, al mattino successivo.

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