Il parere dell’A.M.I. sulla modifica dell’art. 171 CdS

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’amico Marco Guidarini, presidente dell’Associazione Motociclisti Incolumi, riguardo il disegno di legge 1720 che mira a modificare ANCHE l’articolo 171 del CdS.

Una cultura medioevale non risolverà mai un dramma moderno come gli incidenti sulle strade! I politici italiani (…tranne rare eccezioni) hanno come principale obiettivo quello di scaricare le responsabilità delle proprie inadempienze sui sudditi… (ma guardandosi bene da responsabilizzare chi costruisce strade con standard di sicurezza del 1950!).

Lo scaricabarile è uno sport più difffuso del calcio…(in Italia)…quindi le dimostrazioni si sprecano: “Disegni di legge” senza conoscere minimamente la materia.

Se almeno si intravedesse l’umiltà di acquisire un minimo di cultura della prevenzione e del risk-management ci sarebbero molte meno vittime, molti meno incoscienti patentati, meno criminali liberi che continuano a guidare ringraziando dei giudici indulgenti e meno professionisti (Medici, Ingegneri, Poliziotti, Carabinieri)… mortificati nella propria professione. Le strade universali (e scientificamente collaudate) per risultati concreti sulla sicurezza sono sintetizzabili nell’ acronimo R.I.S.P.A.C. = Ricerca, Innovazione, Sviluppo (per una viabilità sicura e sostenibile) Preparazione, Allenamento, Controlli.

Queste strade sono quelle seguite dalla Scienza (dalla Medicina all’Aeronautica, al Motociclismo professionistico). Stranamente queste voci, da 50 anni ad oggi sono state incoscientemente trascurate da una “politica” che non ha mai investito nè sulla ricerca scientifica, nè sulla educazione civica nè sulla educazione stradale (indispensabile per diminuire gli incidenti).

Così in Italia si pretende di fare prevenzione con il metodo che usava Don Abbondio nei “Promessi Sposi”: raccomandazioni, prediche ed omelie. Poi non comprendendo il motivo dei fallimenti (6.000 vittime all’anno e 18.000 invalidi gravi) con “rumorosi sforzi” (di pensiero) si creano i presupposti per disamorare i cittadini a qualsiasi attività che li renda “liberi” obbligandoli a gettare via i soldi per spenderne altri (tutti coloro che hanno dei caschi jet omologati li dovranno gettare nella discarica..idem per le aziende)… (nel frattempo non si controllano i cinesi che vendono caschi pericolosi, cibi pericolosi, indumenti pericolosi in tutta italia ai danni del made in Italy!).

Ma il cittadino italiano deve pagare ed acquistare… anche Chi ha buonsenso ed esperienza da vendere perchè in Italia non vale il know-how scientifico, come fare prevenzione lo insegna Topo Gigio…

Così molti dovranno andare in ufficio vestiti come se andassero in circuito al Mugello… perchè se avranno un buon jet (omologato e pagato) un buon paraschiena (al cui utilizzo non è mai stata fatta nessuna campagna di educazioni) ed un sano buon senso (come molti motociclisti hanno)…con i jeans saranno sanzionabili! In questo eccesso di prudenza speriamo almeno che lo Stato tuteli anche i propri Operatori (caschi, paraschiena, pantaloni tecnici e giubbetti antiproiettile) come tutti gli scooteristi delle poste Italiane.

La C.E. sanzionerà l’Italia per una incosciente politica sulle strade (6.000 vittime all’anno e 18.000 invalidi gravi) ma la colpa viene data sempre al cittadino-suddito. Nel Novembre 2009… io insieme al sig. Silvano Levantini (campione italiano di motociclismo… che di risk-management se ne intende) chiedemmo una audizione e quindi, ricevuti in Senato, facemmo la proposta di ridurre l’importo dell’IVA dal 20% al 10% sull’acquisto delle essenziali protezioni “salvavita” (Casco e paraschiena)… sottolineando che lo Stato in primis doveva investire in educazione e dare anche un buon esempio ai giovanissimi di “percezione del rischio” educandoli e divulgando “una cultura della prevenzione” che insegna a scegliere i comportamenti e le protezioni più adeguate in ogni ambiente, anche sul lavoro.

La stessa identica cosa si può dire per gli scarsi investimenti nella educaziuone per la prevenzione dell’AIDS… iniziando ad abbassare il prezzo dei profilattici, sul quale nè Stato nè Chiesa si degnano di intervenire (prediche ed omelie non fanno prevenzione!) Ippocrate lo sapeva già nel 450 A.C.. Quindi, prima ancora che imporre caschi integrali per tutti e pantaloni tecnici per tutti (magari di una precisa marca e con l’IVA al 20%!!! )… lo Stato investa in RISPAC se vuole fare seriamente prevenzione!

Noi motociclisti dobbiamo sperare che nessun politico acquisti azioni di aziende di profilattici… altrimenti ci verrà imposto a tutti l’utilizzo di “pofilattici tecnici” (es. profilattici con le bretelle catarifrangenti con l’IVA al 20%) obbligatori anche per delle semplici pomiciate!

Tornando a RISPAC: insieme agli investimenti su: ricerca, innovazione, sviluppo è necessario investire in Preparazione sia degli utenti che dei progettisti di infrastrutture che continuano a disporre ovunque “cause di lesioni” (quali guard-rail ghigliottina e pali metallici nei punti più pericolosi: es. in esterno curva! E’ incosciente che un segnale di pericolo generico abbia il maggior pericolo nel palo metallico di sostegno! (Perchè così precisi standard di sicurezza non vengono richiesti anche ad ANAS, Marcegaglia, Tubosider, Fracasso?).

Purtroppo (non solo per i giovani ma anche per i genitori e per tutti i cittadini italiani) i nostri politici non hanno la più pallida idea della differenza tra “cause di incidenti e cause di lesioni” così come al ministero delle infrasrutture sono sconosciuti i principi ergonomici di risk-analysis e risk-management (nel motociclismo professionistico i più grandi progressi in sicurezza sono stati fatti limitando ed eliminando le cause di lesioni…non potendo agire sulle principali cause di incidenti come velocità e distanza tra piloti).

La importanza della voce Allenamento è basilare per motociclisti ed automobilisti (come per piloti di aerei, forze di Polizia, Chi fa un lavoro a rischio, o uno sport) con la possibilità di allenarsi in appositi spazi e circuiti (utilissimi anche per briefing, esercitazioni di protezione civile e perfino recupero punti), ma in Italia non sono previsti investimenti in preparazione ed allenamento… gli autovelox sono meno impegnativi e rendono molto di più (per chi è ignorante in Economia!).

L’allenamento (mai trascurato in Aeronautica, nel Motociclismo professionistico, da Chi fa uno sport o una professione a rischio ) non viene neppure preso in considerazione (in Francia o in Spagna allenarsi in pista costa la metà che in Italia!!!). Le migliori Aeronautiche del mondo investono miliardi di dollari in Preparazione ed allenamento del personale a terra ed in volo (chiamate formazione ed addestramento). Controlli (sia sugli utenti che guidano con imprudenza, sia sui progettisti ed amministratori che lavorano con imperizia e negligenza: C.I.I.N. è il nuovo termine proposto da A.M.I. per gli incidenti: conseguenze di imprudenza, imperizia, negligenza).

I legislatori italiani non sanno che una banale scivolata contro un guard-rail ghigliottina a 40 km/h (in Fisica 11 metri/secondo) lascia poche possibilità di salvezza anche con casco, paraschiena e indumenti tecnici (che possono lavorare al 100% per scivolate senza ostacoli ma non altrettanto in caso di impatti contro corpi contundenti anche a basse velocità: per questo il maggior numero di vittime si verifica dove ci sono più ostacoli… non dove ci sono velocità maggiori).

I controlli sul territorio e sullo stato psico-fisico (che solo gli agenti di Polizia e Carabinieri possono fare…non certo gli autovelox!!!) in Italia sono 10 volte meno che in Sapagna o in Francia! L’ Italia spende per ricerca in sicurezza sulle strade (e per la ricerca scientifica) ovvero in R.I.S.P.A.C. (Ricerca, Innovazione,Sviluppo, Preparazione, Allenamento, Controlli) meno di 60 centesimi all’anno per cittadino (la Francia ne spende 10 volte di più), in Francia ogni per ogni 100 euro che un cittadino dà allo Stato come contributi lo Stato reinveste in prevenzione circa 6 euro… il “povero” cittadino italiano spende 100 euro e lo stato ne reinveste… 60 centesimi… Vergogna!

E’ offensivo per tutti i motociclisti, per tutti i professionisti, per le Forze dell’Ordine ed anche per le aziende. Chi viaggia con prudenza (ad esempio gli amanti delle moto “custom”, o gli enduristi) devono poter viaggiare con un buon casco omologato (anche jet), con un paraschiena, ma anche con un paio di jeans, per la bellezza di andare a fare una passeggiata in moto! Se molti vanno in ufficio con la moto (o con lo scooter) è anche perchè gli stessi politici non hanno saputo risolvere il problema del traffico (cosa che invece hanno saputo fare in tutte le altre città europee, diminuendo anche l’inquinamento).

La prima regola per la prevenzione è il cervello (ed il buonsenso)…peccato che in Italia (come dimostra anche la politica sulla ricerca scientifica) conti meno dei piedi: un calciatore medio prende mille euro al giorno mentre un ricercatore prende mille euro al mese e deve decidere se scappara all’estero per fare ricerca o rimanere in Italia e prendersi del “bamboccione” da un ministro che prende 20.000 euro al mese e non capisce un “KAIZEN” (termine giapponese che indica “un miglioramento continuo che deve avere un individuo pensante ed una sociatà dinamica per garantire la Salute dello Stato”).

Per dirla in termini motociclistici: in Italia l’essere umano viene valutato “upside-down” in alto i piedi, in basso il cervello! .

Un tempo credevo che una dittatura fosse la più grande forma di violenza per un cittadino “pensante”… ma da anni sono convinto che l’ignoranza (soprattutto se associata a demagogia) è la peggiore delle dittature!

Marco Guidarini (Dr. Jekyll) presidente A.M.I. (www.motociclisti-incolumi.com)

cell.328 3074089

1 Commento

  1. Sono d'accorco con te, se ci mettessimo tutti noi motociclisti e fare una dimostrazione in moto, sotto le rispettive Prefetture di ogni città per far capire a nostri politici che tutti quei marciapiedi in città , sono quelli che procurano più incidenti mortali. Si potrebbe proporre una giornata" Guido con gli occhi di un motociclista". Per sensibbilizzare quanti ostacoli bisogna evitare per arrivare incolumi a casa. P.S. un sassolino nello stagno.

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