Progetto Strade sicure: SIXTH SENSOR

Nell’ambito del già citato progetto Strade Sicure, promosso da BMW Motorrad Italia in collaborazione con la Facoltà di Design del Politecnico di Milano, segnaliamo il sesto senso stradale.

In un mondo, quello stradale italiano, zeppo di regole, a volte anche bislacche, ricco di controllori a volte troppo pedanti, a volte troppo impegnati in altro, le idee del progetto strade sicure sembrano essere aria fresca che speriamo, amministrazioni comunali e provinciali permettendo, di respirare quanto prima.

Il sistema si propone come segnalatore attivo di veicoli che sopraggiungono in prossimità di incroci ciechi o in tratti stradali a visibilità limitata.

Lo scenario proposto è quindi quello  in cui l’utente che sta per giungere ad un incrocio possa ulteriormente regolare velocità e modalità di guida in considerazione del fatto che il cartello, sesto senso aggiunto ai cinque già propri, stia o meno segnalando il sopraggiungere di un secondo veicolo.

Paragonato a specchi e semafori a cui siamo abituati, il sistema sixth sensor, pare mostrare numerosi vantaggi in termini di leggibilità ed immediatezza, nonchè nella dinamicità delle informazioni distribuite. Il vantaggio più immediato è senza dubbio relativo all’utilizzo in situazioni di scarsa velocità o, più semplicemente, in notturna.

Rimaneva però un unico dubbio, per cui il sottoscritto si è preso la briga di contattare i progettisti (Lucia Demarchi, Marco Colussi, Bilge Ozkan): il segnale va installato su di un palo che funga da supporto; il punto di vista motociclistico, la costante collaborazione con AMI (associazione motociclisti incolumi) mi spinge ad indagare meglio dato che, se così fosse, il palo stesso sarebbe un ostacolo fisso su cui, il malcapitato motociclista andrebbe ad impatare cadendo, patendo poi le conseguenze del caso.

Lucia Demarchi , molto gentilmente, mi ha fornito alcune spiegazioni rispetto alla versatilità di montaggio di questo cartello, rassicurandomi sul fatto che tale prodotto potrebbe essere montato anche su un ponte o altra struttura, evitando di aggiungere pali, in considerazione delle suddette riflessioni (A.M.I. Docet).

A tale proposito, ritorna in mente i.ciuffo, sistema integrato nel progetto strade sicure, che proponeva paletti felssibili, divelti da impatto.

Massimo Soldini

3 commenti

  1. Purtroppo l'esperienza di Volvo nell'integrare sistemi di riconoscimento "immediati" ci insegna che ancora oggi il sistema potrebbe non essere affidabile. Tuttavia se non si iniziasse a lavorarci sopra in modo attivo, pratico, l'avanzamento della precisione di questi dispositivi procederebbe a rilento. Interessante da questo punto di vista il "project natal" di Microsoft nel campo dei videogames (http://www.xbox.com/en-US/live/projectnatal/) Questo progetto non ha nulla a che vedere con la sicurezza stradale, ma il sistema di riconoscimento del giocatore, basato su una -semplice- concentrazione di sensori combinati, si sta rilevando incredibilmente funzionale. Riconoscere un veicolo o una massa di veicoli non sarebbe poi così difficile per una tecnologia in grado di monitorare contemporaneamente e istantaneamente i movimenti di braccia, gambe e teste di 2 giocatori.

  2. Interessante anche se di BMW è più apprezzabile l'intervento su A4. In ambito urbano la leggibilità di testo in luogo di pittogrammi penalizza questi sistemi. Sarebbe poi da capire come e quanto è efficace il sistema con cui si rileva il veicolo e sopratutto che tipo di "sensibilità" possiede. Anni fa nell'ambito del progetto ATHENA lavorammo al primo semaforo a programmazione logica attuato dal traffico. Il punto debole era l'ottica e il software di riconoscimento dei veicoli (Autoscope su ottiche Philips), era il 1998. Oggi disponiamo di prodotti molto più sensibili ed affidabili?

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