Guardrail “Salva Motociclisti” ANAS finalmente ci siamo

Strada Statale 336 dell'Aeroporto della Malpensa: Viadotto MalpensaLa notizia è di quelle buone, ma attenzione a cantare vittoria con facilità perchè non significa che in pochi anni sarà tutto “rose e fiori”.

Si perchè dal sito dell’ANAS leggiamo che:

Il patrimonio stradale dello stato affidato ad Anas è costituito da 31.115 chilometri di strade ed autostrade di interesse nazionale che compongono la rete di sua competenza. La rete in gestione diretta è costituita da 25.420 chilometri di strade ( Vedi Consistenza ) di cui 1.267 chilometri di autostrade; la rete vigilata è costituita da 5.695 chilometri di autostrade in concessione.

Pertanto volendo prendere in considerazione la sola rete viaria a “gestione diretta” stiamo parlando di ben 25.420 km. Ok, non tutti i tratti prevedono un guard-rail (o meglio non dovrebbero prevederlo visto che spesso viene installato anche dove non serve…) ma secondo voi quanti anni ci vorranno per installare questo guard-rail in tutta le rete ANAS? Sempre che ci siano i soldi…

Tutto ciò non vuole essere una critica ad ANAS (anzi!) ma vuole farvi capire che non si può sempre pensare: “prima mettete in sicurezza le strade e poi chiedetemi di proteggermi“! (vedi commenti all’articolo sulle protezioni obbligatorie). L’AMI da tantissimi anni si batte su questo problema e, piano piano, incassa le sue giuste vittorie.

Tuttavia l’evoluzione della sicurezza (personale ed infrastrutturale) dovrebbe camminare di pari passo, ma l’attuale menefreghismo delle amministrazioni locali mette talmente in contrapposizione cittadini ed istituzioni che di fatto sarà impossibile un tempestivo progresso verso la sicurezza. Speriamo che, almento tu che ci leggi, ti ravveda.

Dalla Gazzetta Motori

Chi usa la moto ogni giorno sa che le insidie non vengono solo dal comportamento proprio e altrui, ma anche dalle infrastrutture stradali. Secondo il Maids (Motorcycle Accidents in Depth Study), la più completa analisi degli incidenti sulle due ruote a motore, i fattori ambientali (meteo, traffico e infrastrutture) determinano il 7,75% degli incidenti e sono la concausa di un altro 14,6%.

Cause — In realtà l’incidenza delle infrastrutture stradali è superiore: la causa di un terzo degli errori umani che producono incidenti va individuata nella temporanea ostruzione della visuale che impedisce di vedere il sopraggiungere della moto. L’esempio è quello delle intersezioni stradali e delle rotonde in cui abbondano piante non tagliate, cartelli pubblicitari e segnaletica verticale in eccesso. Un altro problema è rappresentato dalla cattiva manutenzione del manto stradale, malgrado lo stato italiano investa ogni anno non meno di 5 miliardi di e. Per l’Ania (Fondazione per la Sicurezza Stradale) sarebbero 250 i tratti di strada caratterizzati da buche o fondo stradale sconnesso all’origine di uno o più incidenti: nella casistica dei black point (punti neri) rientrano pure la segnaletica orizzontale con vernice non idrorepellente, scivolosa in caso di pioggia, e i dossi artificiali (dissuasori di velocità) non a norma, privi delle zebrature o non realizzati in materiale antisdrucciolevole. Pericoli Anche quando non causano l’incidente, gli ostacoli fissi determinano conseguenze importanti. Gli indiziati principali sono i guardrail da sempre concepiti per impedire l’uscita di strada di un’auto in caso di incidente, ma che spesso si trasformano in una micidiale ghigliottina per i motociclisti. Colpa della normativa europea di omologazione delle barriere stradali, la EN 1317, che non ha previsto una simulazione d’urto con il corpo del motociclista. A sostegno della campagna spagnola contro i «guardarrailes asesinos» (guardrail assassini) si è schierato anche Dani Pedrosa: vinto il GP Catalogna 2008 portò nel giro d’onore la bandiera con il logo creato da Rafael Pastor. La proposta spagnola chiede la protezione di montanti e lamiere dei guardrail con materiale plastico o una banda metallica continua.

Migliorie — In Italia la campagna è capeggiata dall’Associazione Motociclisti Incolumi che nel proprio sito presenta varie proposte alternative. Fra queste figura anche il progetto della Margaritelli che ha ideato un guardrail in legno e lo ha già installato in Valle d’Aosta, all’Isola d’Elba e ad Abbadia San Salvatore (Siena). Dopo tante polemiche, lo scorso settembre l’Anas ha approvato la nuova barriera, ribattezzata Anas H2 Bordo Laterale – SM, dove SM sta per «Salva Motociclisti». Progettata dal Centro Sperimentale di Cesano della stessa Anas, è caratterizzata dalla lamiera deformabile a onda che evita l’impatto con i paletti di sostegno. L’installazione dovrebbe avvenire progressivamente sulla rete Anas, ma non può bastare per arrivare a un sistema stradale sicuro. Dice Michele Moretti, responsabile sicurezza stradale Ancma: «Le strade del futuro dovranno essere intuitive per chi le percorre e progettate in modo tale da perdonare gli errori».

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