Si salvi chi puo’… con il casco fluò

Che l’abbigliamento renda il motociclista più sicuro è fatto ormai ampiamente consolidato.

Ma il casco fluorescente, per favore, quello no.

Pare infatti che alcune aziende produttrici – non certo di quelle da «banchetto di Porta Portese» – stiano mettendo a punto caschi iridescenti. Si avete capito bene. Luminosi.

Infatti visto che le grafiche di molti «salva testa» non sono visibili al buio, si è pensato (che grande trovata ndr) di rivestirle di una sostanza simili trizio che di giorno assorbono tutta la luce, mentre di notte la rilasciano ininterrottamente per circa otto ore. Niente batterie, ne tanto meno pannelli solari inseriti tra visiera e prese d’aria. Solo pigmenti di colore che si eccitano al sole.

Ma riuscite a immaginarvi un casco «racing replica» da mille euro con grafiche da Avatar, perdere tutta la sua bellezza per una colata di trizio verdino?Ma a cosa potrebbe servire un casco fluò, se i motociclisti viaggiano su veicoli dotati di luci regolarissime e sempre più grandi e potenti, con un abbigliamento a bande colorate e catarifrangenti modello polizia britannica? A poco, francamente. La cosa più importante è indossarlo regolarmente e che sia aderente a tutte le normative vigenti. Insomma dimenticatevi i caschi da nazista o football americano. Quelli davvero lasciateli a casa.

Eppure le aziende che vorrebbero lanciarlo sul mercato entro il 2011, assicurano che questo che questo tipo di tecnologia, ridurrà di circa il 40% il rischio, o meglio la possibilità di incorrere in sinistri stradali. Staremo a vedere, sicuramente non passerete inosservati. Siatene certi.

6 commenti

  1. L'attenta analisi di Bruceowayne rende merito all'acutezza dell'estensore che già in passato ho avuto modo di apprezzare per i vari articoli pubblicati sul tema della siurezza attiva. Mi sono permesso di aprire un commento all'articolo "Si salvi chi può...con il casco fluò" identificandomi nel tema ispiratore citato da Bruce "...questo genere di innovazioni, soprattutto nella loro applicazione, debba essere affrontato nel migliore dei modi e con la dovuta professionalità" in quanto nello stesso articolo comparivano vari errori ed inesattezze di ordine tecnico che ho cercato di puntualizzare. In seguito al commento ricevuto da Gigioligio che svuotando il discorso del tema tecnico e riconducendolo al solo marketing (peraltro sulla base di cifre alla d.o. sprovviste di qualsiasi riscontro) ho cercato di ricondurre all'origine il concetto. Ringrazio quindi Bruceowayne per l'attenzione al tema della sicurezza attiva e della visibilità notturna, argomento per il quale ogni innovazione, studio o ritrovato saranno sempre benemeriti. Saluti

  2. Personalmente sono convinto che questo genere di innovazioni, soprattutto nella loro applicazione, debba essere affrontato nel migliore dei modi e con la dovuta professionalità. Questo atteggiamento porta a uno sviluppo ad alto rendimento della tecnologia e persino dei costi futuri. Ovvio che in prima analisi non si potranno acquistare caschi luminescenti allo stesso prezzo di quelli classici... sarebbe scorretto anche dal punto di vista del mercato, ma in un prossimo futuro si. Il mio parere riguardo l'idea è positivo: aumentando la visibilità si attesta tra le invenzioni più utili alla sicurezza attiva. Bisogna solo "aspettare" che sia maturo e -quindi- alla portata di tutti. Chi costruisce questi dispositivi si aspetta un guadagno in denaro, ci mancherebbe altro! Tuttavia affermarsi nel mercato con prezzi spropositati è difficile, troppo difficile per pensare che "tutti" e "sempre" cadano in questa intenzione. Non mi pare questo il caso.

  3. A scanso di equivoci e per estrema chiarezza, in risposta a Gigioligio, mi preme precisare che i caschi con coating a tecnologia fotonica non raggiungono questi prezzi. Vero è che un coating intermedio foto-attivo ha un prezzo notevolmente più elevato di un corrispondente inerte ma occorre anche considerare che tutta la ricerca e la sperimentazione vengono condotte sui componenti base del formulato ed i costi risultano quindi "spalmati" sulle diverse applicazioni che spaziano dalla sicurezza al risparmio energetico. Ritengo quindi che trattando di un argomento di importanza vitale quale la sicurezza, risulta dannoso diffondere questo genere di voci che possono solo ingenerare confusione al pari delle pubblicità poco chiare richiamate nel commento precedente. Cordialità

  4. Tutte belle e interessanti queste iniziative, ma quanto verrà a costare un equipaggiamento del genere? Parlo del casco "ipertecnologico". Se devo spendere tre o quattromila euro ( si parla di queste cifre) per tutto questo "ambaradan" faccio anche a meno dello scooter. (Chissà che il tutto, nelle intenzioni, non serva proprio a questo). Cabrones.

  5. Buongiorno, premesso che ogni azione in tema di sicurezza resta sempre benemerita e che lo spirito che mi spinge a scrivere è quello del massimo apprezzamento per l'interesse dimostrato dall'estensore dell'articolo, mi permetto qualche precisazione. i) Fluorescenza, Iridescenza e Luminescenza sono 3 fenomeni ottici completamente differenti ii) Trizio è una sostanza radioattiva, utilizzata negli orologi subacquei in sostituzione del più pericoloso Radio, ma che non può essere utilizzata senza l'adatta schermatura iii) Colata di "trizio" verdino: esistono in commercio coating fotoluminescenti trasparenti che permettono di ammirare di giorno le splendide grafiche e che le esaltano di notte mantenendone le caratteristiche grazie ad una sorta di "esoluminescenza". Spero con queste poche righe di aver portato un barlume di chiarezza in un argomento che, complici le pubblicità poco chiare, risulta invero ancora confuso. Buon lavoro !

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