Incidente al motoraduno: bresciano muore alla Cavalcata delle Orobiche

Si parla di un sorpasso azzardato in solitaria, ma la polemica è sull’evento

Non ci piace dare queste notizie, ma omettere una riflessione in merito sarebbe poco responsabile almeno tanto quanto liquidare tutto come un tipico incidente inevitabile.

Valbrembana – 10 ottobre 2010 – Davide Crotti, un motociclista bresciano di 37 anni, è morto in un incidente mentre partecipava alla “Cavalcata delle Valli Orobiche”. Si tratta di un motoraduno organizzato abitualmente dal motoclub di Bergamo. I partecipanti alla manifestazione erano circa 2.500. La Cavalcata è un raduno storico che porta con sé tanta tradizione e un discreto seguito di stampa. Dalla prima edizione con meno di 100 partecipanti si è arrivati a quella odierna che conta tanti, forse troppi, motociclisti.

  • La dinamica

Trattasi di notizie non necessariamente esatte al 100%, ma per dovere di cronaca le riportiamo.

ANSA ha parlato di un sorpasso azzardato della vittima nei confronti di un ‘automobile. Crotti sarebbe andato a sbattere contro un’auto proveniente in direzione opposta. In base alla prima ricostruzione, al vaglio dei Carabinieri della Compagnia di Zogno, il motociclista di Castenedolo che era in sella a una Bmw 1200 stava rientrando nella propria corsia di marcia dopo aver affrontato il sorpasso di una moto e di uno scooterone: manovra imposta dal sopraggiungere nella direzione opposta di una Fiat Punto blu. In una frazione di secondo la tragedia: la Bmw di Crotti, nella fase di rientro, ha accidentalmente urtato la Honda Hornet che aveva appena superato. Lo scontro ha avuto esito disastroso: il 37enne ha infatti impattato contro la fiancata della Punto finendo a terra. Secondo quanto apprendiamo da altre fonti, l’incidente sarebbe avvenuto mentre Davide precedeva i motociclisti del suo gruppo. I suoi compagni sarebbero rimasti ignari dell’accaduto per diverse ore.

  • Indiscrezioni e sproloqui

Come accade solitamente per questi eventi, si è scritto (e letto) di tutto. Chi parlava di una gara abusiva tra i centauri partecipanti, chi inveiva contro “la puzza” (citiamo testualmente) che le moto emanano al loro passaggio, chi racconta di illustri imbucati poco rispettosi, chi di ingorghi stradali (inesistenti) e tanto altro. Alcuni giornali sono arrivati a definire l’evento come una terribile gara in cui i partecipanti si sfidano al rischio della propria (e altrui) incolumità.

  • La verità

La verità? Probabilmente sono tutte “panzane”. Sì, hai letto bene. I motociclisti non sono sporchi, non puzzano e – soprattutto –  non si trattava di una gara. Secondo noi è innegabile, però, il problema generato dall’esagerato numero di partecipanti: 2.500 persone in moto, tutte assieme, forse sono troppe. Esattamente come sarebbero stati troppi 500 automobilisti. Quando i numeri si fanno imponenti diventa difficile gestire la questione Sicurezza. Le migliori intenzioni a riguardo possono non bastare a gestire la possibile irrequietezza di pochi e lo spirito di competizione di alcuni. Diventa naturale sorpassarsi in queste condizioni. Il pericolo che questa manovra comporta resta alto, nonostante su due ruote sia apparentemente più semplice da eseguire. Uno dei comportamenti più sconsiderati, è il sorpasso con tanto di invasione della corsia opposta in situazione di scarsa o nulla visibilità (le curve “cieche”). Lo stesso moto club di Bergamo ha fatto presente che ci sono stati molti (troppi) “imbucati”, partecipanti abusivi o non dichiarati, che entrano nei gruppi dei motoraduni o delle motopasseggiate e fanno un po’ quello che gli pare.

Forse la morte di Davide Crotti non è stata causata da uno o più di questi fattori, ma non ne saremo mai convinti. Per esperienza, purtroppo, sappiamo che lo spirito di competizione tra centauri è uno dei più alti fattori di rischio, durante i motogiri, soprattutto su strade aperte al traffico di tutti gli altri mezzi e non riservate alla manifestazione.

Solitamente il sistema di evitare tali accadimenti sta nel dividere i concorrenti in piccoli gruppi capitanati da un leader degno di questo appellativo. Uno che sta davanti, che decide il passo migliore per tutti, che conosce la strada, che ha esperienza; uno che non si sorpassa, insomma. Gli infiltrati abusivi, invece, sono “anonimi”. Questo da’ loro il coraggio di compiere manovre azzardate senza essere poi additati durante la sosta di ristoro.

  • Non finisce qui

Abbiamo intenzione di scrivere una guida su come comportarsi nei viaggi in gruppi numerosi. Contatteremo altre persone esperte e faremo una rassegna dei consigli più importanti per evitare di cadere in tentazione (competizione) e per evitare i rischi di manovre che possono diventare pericolose se effettuate all’interno di una comitiva numerosa. Fatti come questi devono servire a farci riflettere sui rischi del nostro stile di guida e sul nostro approccio alla moto, ne va della nostra Sicurezza.

Alla famiglia di Davide vanno le nostre più sentite condoglianze.


La redazione, tutti.

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