Arturo Brachetti: La moto? “non posso permettermela”

Quando lavorare con “senso di responsabilità” vuol dire rinunciare ad una passione chiamata Moto.

Riportiamo qui un’intervista ad Arturo Brachetti, poliedrico artista italiano che ha da dire la sua sulla Sicurezza Stradale. Suo malgrado, ha dovuto rinunciare alla motocicletta, perchè ritenuta un fattore di alto rischio di lesioni (o peggio). Anche la bici gli è “vietata”, se non in ambienti protetti come isole pedonali e piste ciclabili. Credo che nessuno oserebbe vietare a qualcuno la bicicletta, in Olanda (per esempio). Riflettiamo sul livello di pericolosità ed inaffidabilità delle nostre strade, seguendo le parole di Brachetti.

  • Arturo Brachetti, l’artista trasformista parla della mobilità in città e della sicurezza stradale

Arturo Brachetti, il poliedrico artista italiano ( attore, illusionista, mimo, trasformista,regista, scenografo) che ha costruito fama e carriera più all’estero, diventando così  ambasciatore in ogni angolo del pianeta della creatività e dell’arte teatrale tipiche italiane tanto che, per anni, è rimasto quasi sconosciuto ai suoi connazionali è il protagonista di uno degli spot promozionali sul turismo della nostra “Magica Italia”, dal claim della campagna promozionale in queste settimane in onda sui canali TV-Rai.

Nello spot promozionale alla scoperta delle bellezze paesaggistiche ed artistiche dell’Italia, il nostro Arturo interpreta da solo proprio alcuni personaggi tipici italiani, in chiave un po’ retrò degli anni 60/70….

Tra questi pure il classico “vigile urbano” (nella foto) , emblema in guanti bianchi dei comuni e campanili, intento a gestire e regolare il traffico su di una pedana al centro di un immaginario incrocio stradale. Quale migliore occasione per conoscere il lato inedito dell’artista sul tema del traffico e della sicurezza stradale. Abbiamo contattato il nostro Brachetti proprio in questi giorni, mentre viaggia a bordo di un autobus attrezzato per l’occasione, in compagnia di alcuni suoi amici per un show magico lungo lo stivale italico dal titolo “Brachetti & friends”.

Arturo, hai la patente?

Certo che si,  e mi piace anche potermi muovere in modo indipendente. Ho tentato anche di conseguire la patente americana, quando sono stato a Las Vegas per tre mesi e mi annoiavo, ma  quando hanno cominciato a farmi domande tipo: “quanti sono stati i decessi per guida in stato di ebrezza, tra i 16 e d i 18 anni nel 2004”, ho rinunciato, tanto comunque con il titolo italiano è sempre consentito condurre veicoli.

E in città che mezzi usi solitamente ?

Di solito uso l’autovettura, soprattutto per trasportare cose, anche vivendo a Torino, città automobilistica per eccellenza, in quanto mi hanno proibito di usare bici e moto, per motivi di sicurezza professionale. Se dovessi bloccarmi io ne risentirebbero circa 30 persone della mia equipe. Ho provato anche la biga (ndr: segway, che hanno utilizzato le forze dell’ordine in occasione delle Olimpiadi invernali del 2005). Comunque, nel baule dell’auto ho anche una bici pieghevole da barca, che sembra più da circo in quanto si piega in tre,ma è un po’ pesante e che uso per muovermi nelle aree urbane ben protette (tipo Milano).

Ricordi d’infanzia sulla mobilità?

Sono nativo di Torino, e durante la mia infanzia usavo sia la bicicletta, ma era molto pericoloso, negli anni 60 quando non esisteva il rispetto che ora c’è per i ciclisti. Poi anche i mezzi pubblici e ci si muoveva spessissimo anche a piedi, accompagnato dai i nonni , con cui vivevo.

E il tuo rapporto con i civich di Torino?

Ho un ottimo rapporto, di grande rispetto, tutto sommato, considerato che non li ritengo severi come li dipingono. Non ho preso mai multe, e so che se dovesse accadere le meriterei, senza appello. Ma  sono un tipo esigente e disposto a pagare qualsiasi cifra per avere un parcheggio. Se si decide di aver un’autovettura, occorre anche mettere in conto i costi per ricoverala in modo conveniente nel rispetto di tutti e delle regole. Spesso mi trovo per lungo tempo a Parigi, dove la rete del trasporto pubblico è molto fitta ed efficiente, per cui l’auto è spesso superflua, se non per muoversi di notte. A Londra, l’inverno scorso, non ho portato l’auto e mi muovevo solo con i mezzi pubblici.

Quale funzione dovrebbe avere la polizia municipale in città?

Credo che dovrebbe avere una funzione di ordine, penso che in Italia siamo tutti un po’ anarchici ed abbiamo così necessità dell’autorità che vigili e ponga dei limiti a questa nostra irruenza. Sono abituato a paesi dove la polizia è severa ed irremovibile (tipo il Giappone, la Corea, la Germania). In questi paesi prima ti fanno la multa e poi ti ammoniscono dicendoti di ricordarti, per la prossima volta, di non violare la legge. In Italia , forse per l’indole  buonista e cattolica dedita al perdono, la polizia è molto più malleabile e tollerante. Infatti, in Inghilterra mi è capitato di avere qualche volta l’auto bloccata dalle ganasce,che all’estero usano ancora, mentre in Italia mi sembra siano state bandite.

Sulla sicurezza stradale, hai qualcosa da consigliare?

Spesso molto dipende in che mano finisce l’automezzo. Chiaro che bisogna rispettare le regole, non bere e poi guidare, ma peggio ancora andare piano quando invece si dovrebbe andare più veloce. Il guidatore della domenica è anche più pericoloso, e quindi penso che bisogna stare attenti a chi tenta di essere iper prudente.

Se fossi eletto sindaco di una città, cosa realizzeresti??

A proposito di mobilità, creare parcheggi a pagamento, in modo capillare, e chi non usufruisca di questa offerta giustamente dovrebbe  essere punito con una sanzione. Per me il mondo ideale sarebbe poter offrire ad ognuno la possibilità di muoversi come meglio crede in base alle proprie possibilità anche economiche, e quindi tram , autobus, taxi, metropolitana, parcheggi diffusi, piste ciclabili protette.

Fonte: http://sites.google.com/site/assoanpol/testimonials-1/intervistaabrachettilartistaillusionistasullamobilitaelasicurezzastradale

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