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Dainese presenta l’airbag per motociclisti ad attivazione elettronica, ma è solo un prototipo

Categoria : Abbigliamento tecnico, News, Tecnologia

Si chiama D-air Street e promette comodità, leggerezza ed efficienza: con tempi di reazione dimezzati. L’attivazione sarà elettronica: senza l’ausilio di cavi o sistemi di aggancio alla moto, ma con sensori wireless da installare. Al momento, però, è solo un progetto in fase di completamento. Dainese stima la disponibilità sul mercato entro un anno circa (salvo proroghe). Di seguito tutto quello che dovete sapere su questo sistema airbag, con le foto reali del sistema e della prima presentazione avvenuta a EICMA.

  • Gli airbag per motociclisti

Negli ultimi periodi, nel campo della sicurezza dei centauri, l’airbag è diventato protagonista. Gli airbag in commercio si indossano come normalissime giacche o gilet, ne esistono di estivi e invernali, pesano circa di 1 Kg in più rispetto alle normali giacche e (alcuni) garantiscono una protezione alla schiena che nemmeno una tuta da MotoGP potrebbe offrire.

Tutti gli airbag per motociclisti attualmente disponibili sul mercato si attivano tramite un cavo da assicurare alla moto prima di partire. In caso di caduta la corda si tende e innesca il dispositivo di protezione gonfiabile. L’attivazione avviene in tempi piuttosto rapidi, circa 80 millesimi di secondo.

  • D-air di Dainese

Dainese fa eccezione, ancora una volta. Da tempo si occupa di creare un sistema airbag per motociclisti completamente innovativo che si attivi automaticamente. La principale differenza tra il sistema Dainese e gli altri è proprio questa: non ci sono cavi o cordicelle. L’attivazione del cuscino gonfiabile è comandata da un sistema di sensori collegato a un dispositivo elettronico che valuta la situazione in base a più parametri. La loro prima creazione simile è il D-air Racing, sviluppato in collaborazione con i loro top-rider di riferimento, Valentino RossiJorge Lorenzo. Entrambi hanno sperimentato la protezione del sistema airbag più di una volta. Lorenzo sin dalla passata stagione e Rossi fino all’ultima caduta al Mugello. Durante lo sviluppo non sono mancate anche le false attivazioni. In più di un intervista Lorenzo ha fatto presente che l’airbag si era attivato durante la gara senza apparente motivazione. Il sistema D-air Racing è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Padova.

  • Versione “Street”: per tutti i motociclisti

Il sistema D-air Racing è servito come ispirazione alla creazione del modello dedicato a tutti i motociclisti: D-air Street. La principale differenza tra i due progetti è la disposizione del peso. Nel progetto “Racing” il sistema di attivazione elettronico è situato nella “gobba” aerodinamica delle tute dei piloti di MotoGP. Nel sistema “Street” invece si è dovuto trovare un modo per rendere meno ingombrante la parte da caricare sul motociclista. Non che l’elettronica occupi così tanto spazio, ma i sensori su cui essa si basa per decidere se intervenire hanno il loro volume.

  • Com’è fatto e come funziona

Il D-air Street è stato realizzato con la collaborazione del Politecnico di Milano. Si tratta di un vero e proprio Kit, composto da: giacca con airbag (J-kit) + unità veicolo (M-kit).

·         Il J-kit è composto da tre (3) strati. Esterno: giacca in cordura. Intermedio: protezioni spalle, gomiti, paraschiena e chest protector. Interno: airbag. Pertanto, oltre all’airbag, sono presenti anche i protettori classici.

·         M-Kit è composto da più parti: un sensore da mettere nel sottosella, uno da mettere sulla forcella (Sensori accelerometrici) e una centralina posizionata sopra il manubrio (hardware e software). Ogni M-kit può gestire due giacche con microchip (pilota e passeggero).

La comunicazione tra la centralina e il “detonatore” all’interno della giacca avviene tramite segnali radio opportunamente collocati in frequenze tra gli 800 e i 2400 MHz, che non facciano interferenza con i principali sistemi wi-fi e bluetooth (abbiamo insistito molto con questo possibile problema, ma ci hanno rassicurato).

I tempi di attivazione dichiarati del D-air Street sono di 45 millisecondi: circa la metà dei migliori concorrenti ad attivazione meccanica, cioè con il cavo (vedi crash test qui e qui). L’alta velocità di attivazione con cui si gonfia risolverebbe il problema del “rimbalzo” in caso di caduta. Se l’airbag non è completamente gonfio quando si tocca terra, infatti, l’ultima parte di dilatazione del cuscino potrebbe far rimbalzare la persona, causando altri problemi di sicurezza.

Dalle foto e dalle informazioni che abbiamo raccolto, la sacca avvolgerà parte del torace del motociclista e non solo la schiena. Oltre alla protezione per gli organi vitali il dispositivo, una volta gonfio, limiterà anche i movimenti estremi del collo.

Il prototipo è in corso di omologazione presso il centro TÜV-SÜD.*** (vedi note)

  • Disponibilità e manutenzione

Dainese dichiara che il sistema airbag D-air Street sarà disponibile entro un anno circa, quindi non prima di settembre/ottobre 2011. Durante la presentazione ufficiale a EICMA 2010 non è stato dichiarato alcun prezzo di vendita. Alcune indiscrezioni parlano di un prezzo tra i 600 e i 1.200 euro, a seconda del tipo di giacca, ma è un dato da prendere assolutamente con le pinze.

La giacca verrà venduta sia completa dell’M-kit sia da sola, prevedendo dunque la possibilità di acquistare la seconda giacca per il passeggero e associarla all’M- kit già installato. Inclusa nel prezzo della giacca c’è l’assistenza nell’eventuale post-caduta: se la giacca non ha subito danni, viene ripristinata la funzionalità del protettore gratuitamente; se invece la giacca è danneggiata, dovrebbe essere previsto uno sconto per ricomprarne una nuova. Dainese prevede inoltre di formare una rete di officine che saranno autorizzate al montaggio dell’M-kit sulle motociclette.

  • Una riflessione doverosa

Quando si parla di sicurezza dei motociclisti spesso si tende a fare titoloni per poi comunicare notizie vecchie o tratte direttamente da comunicazioni commerciali a effetto. Noi non ci stiamo e tentiamo di spiegare la notizia per quella che è, senza condirla con messaggi pubblicitari di scarsa utilità.

La presentazione del prototipo di D-air Street è stata comunicata (“da” e “verso” la stampa) come se fosse già in vendita. Questo comportamento non aiuta i motociclisti a farsi un’idea chiara di come proteggersi. Al contrario: potrebbe spingere la maggioranza di chi vuole un sistema airbag ad aspettare a lungo una versione definitiva, per poi -magari- scartarla a causa del prezzo eccessivo o di chissà quale altra motivazione. Nel frattempo però si resta “scoperti”.

Vi ricordiamo che i sistemi airbag per motociclisti non sono una novità, non più. Esistono sul mercato da tempo. Sono tutti ad attivazione meccanica (con il cavo), ma funzionano bene. A certificare la genuinità di queste protezioni ci sono test eseguiti da istituti indipendenti (e non solo le dichiarazioni dei rispettivi produttori, vedi crash test quiqui).

Intanto nasce già qualche dubbio sull’effettiva compatibilità dell’M-kit con le moto più anziane o prive degli spazi necessari all’installazione di un sistema così innovativo. La vera critica che si può rivolgere è sui tempi di uscita: forse si poteva realizzare qualcosa di meno complesso e meno futuristico ma prima. A tardare con le innovazioni per via della propria mole ci pensa già Microsoft, loro però non devono proteggere delle vite. Ottimo lavoro comunque: sappiamo tutti che la maggior parte dei centauri non indossa un airbag perché infastidito dall’agganciare un cavetto alla moto, speriamo che siano disposti a cambiare idea con l’uscita del D-Air Street e che il prezzo resti abbordabile (come la concorrenza).

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Note:

Omologazioni***

D-air Racing e D-air Street sono in corso di omologazione presso il TÜV SÜD secondo i seguenti standards:

1.      Product – Automotive

a.      ECE 10.03; Alternative: 97/24/EC*2006/120/EC, Chapter 8

b.      97/24/EC*2006/120/EC

2.      Product – General for Radio and telecommunications

a.      1999/5/EC – RTTE

3.      Product – Functional Safety

a.      IEC 61508 – Functional safety of E/E/PE electronic safety-related systems

4.      Product – General Safety of Personal Protective Equipment

a.      PPE directive 89/686/EEC

5.      Quality System Management

a.      ISO/TS 16949 – QMS certification

b.      ISO 9001

Tra le normative di riferimento per ottenere l’omologazione del D-air particolare rilievo assumono le SIL 1 e SIL 2 (Safety Integrity Level). Il livello 4 delle norme SIL è quello adoperato per la certificazione delle centrali elettriche ad energia nucleare.

Altre prove effettuate:

I test condotti secondo la pre-norma EN 1621.3 relativa ai protettori per il torace, dimostrano che D-air Street riduce la forza trasmessa al corpo del pilota di oltre il 92% rispetto al limite previsto.

Per quanto riguarda la schiena la diminuzione è del 82% (rispetto alle prestazioni di un paraschiena di livello 2).

Commenti (2)

Lodevole Dainese, sembra un bel prodotto… però…

- Nell’ottica della sicurezza a 360 gradi, che senso ha l’accoppiare un airbag così innovativo alla pessima “cordura”?
In moto non facciamo sfilate, e non possiamo scegliere da che parte cadere…

- Speriamo che il prezzo sia più accessibile, sennò diventa un bel prodotto per la sicurezza dei musei, e basta.

Detto questo, vorrei aggiungere:
- L’omologazione europea per gli airbag da moto ancora non c’è, http://www.satra.co.uk/spotlight/article_view.php?id=363
(e io preferisco aspettarla).

- Un prodotto simile (ma i sensori sono soltanto sulla forcella…) è in arrivo anche dalla Francia: http://www.pianetariders.it/2010/11/gilet-con-airbag-elettronico-bering-a-soli-490-euro-caratteristiche-di-funzionamento-e-video-dimostrativo/12046

Come al solito, AlexBull, il tuo commento è utile e mai a sproposito ;)

Aggiungo solo che alcuni airbag per motociclisti sono omologati (provvisoriamente) come i paraschiena. Per cui chi non sopporta di indossare il protettore rigido per la colonna vertebrale può optare, già oggi, per un gilet con airbag omologato secondo la 1621-2 (tipo motoarbag).

Nella speranza che non serva mai: la protezione per la schiena è fondamentale, perchè si può cadere in moto senza farsi un graffio ma rimanendo paralizzati. Le statistiche non mentono, anche perchè sono “postume”.

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