Genova: in arrivo telecamere e parcheggi a pagamento per i motociclisti

Rischio di aumento della pressione fiscale per i motociclisti nella città italiana con il più alto rapporto moto/abitanti. Il tutto senza alcuna contropartita. La stessa Amministrazione comunale recentemente si era rifiutata di riparare i guard-rail nella zona più pericolosa per i centauri.

I motociclisti (e non solo) di Genova stavolta potrebbero non fermarsi alla protesta mediatica come accaduto nel caso dei pericolosi guardrail della Sopraelevata. In quel caso si era ipotizzato di non sostituire le vecchie e pericolose barriere perché “costava troppo”. Fosse stato un tratto di strada qualunque non ci saremmo scaldati tanto, ma si tratta di un punto in cui periodicamente i motociclisti muoiono (notizie di cronaca). Dopo una protesta su più fronti (perlopiù mediatica, sostenuta anche da noi – vedi qui), il sindaco si è ricreduto, optando poi per una soluzione alternativa economica. Ora è la volta di aumentare le tasse per far cassa, ma in cambio di nulla. L’intenzione dell’amministrazione è quella di installare 10 nuove telecamere per (altro…)

Allarme microcar: l’Aiscam scende in campo (male) ma nessuno si cura dei clienti

Un comunicato stampa dell'Aiscam sembra voler placare gli animi attorno al grave problema delle minicar, tuttavia l'esito è meno felice di quanto sperato.

"Il vero problema delle minicar è la comunicazione che si fa su di esse e l'immagine che hanno acquisito negli anni. Se fossero utilizzate come piccoli veicoli utilitari idonei per il trasporto di merci e passeggeri nei centri urbani se ne parlerebbe di meno". La dichiarazione proviene dall'ing. Filippo Moscarini, presidente dell'Aiscam, l'Associazione italiana sicurezza circolazione automezzi e moto, il quale è intervenuto con un comunicato all'indomani dell'ennesimo incidente che, nei pressi di Bologna, ha coinvolto durante lo scorso weekend una minivettura in cui un giovane ha perso la vita. Tuttavia la sua frase ci ha lasciati piuttosto perplessi... le motivazioni potete leggerle su SicurAUTO.it All'articolo di SicurAUTO aggiungiamo però una nota. (altro…)

Tuning legale: l’Italia si sta attrezzando, ma con calma…

In occasione del Bike Expo 2011 si sono svolti degli incontri tra addetti ai lavori, sul tema riguardante le omologazioni delle parti aftermarket per le moto. Ma lo stato delle cose qual è?

Questo è un tema che sta molto a cuore a tutti gli appassionati, ma anche alle aziende produttrici di parti speciali. In Italia sono in vigore delle norme che regolamentano a nostro parere in modo castrante il campo del tuning, non solo estetico, ma anche e soprattutto quello funzionale. Secondo sudette norme, ogni parte che viene sostituita, deve essere poi riportata su libretto di cicrcolazione, previo collaudo presso le varie motorizzazioni. Ciò per esempio non accade in Germania. Dove la sostituzione di parti speciali è pressocchè libera da parte del'utente, con un ente statale o convenzionato che provvede all'omologazione dei componenti a monte della vendita. Una soluzione simile è stata adottata di recente in Italia, ma limitata al solo impianto frenante (al link tutte le istruzioni su come fare). (altro…)

La sicurezza in moto vista da DEKRA

Un breve assaggio del Rapporto DEKRA sulla Sicurezza Stradale in moto 2010, presentato lo scorso novembre al 68° Salone del Ciclo e del Motociclo (per saperne di più, clicca qui)

In Europa, i motociclisti costituiscono una sparuta minoranza: infatti, ogni 100 guidatori soltanto 2 sono “bikers”, nonostante la voglia di moto sia in crescita (dal 2001 al 2008 le immatricolazioni sono aumentate del 38%). Però, purtroppo, il numero di motociclisti che ogni anno perdono la vita sulle strade europee è pari al 14% delle vittime della strada totali, con una evidente sproporzione rispetto alla quantità di utenti delle due ruote in circolazione. Nel Rapporto viene posta particolare attenzione agli elementi di sicurezza attiva e passiva: secondo un’inchiesta svolta da DEKRA, molti motociclisti ritengono che svolgere corsi di guida sicura, farsi vedere usando abbigliamento appariscente e la presenza dell’ABS sulle moto possano ridurre significativamente il numero di incidenti e di vittime tra i motociclisti. Tuttavia, anche una riflessione sui comportamenti adottati dai vari utenti della strada potrebbe contribuire a migliorare la situazione. Una maggiore attenzione ai motociclisti da parte degli automobilisti e uno stile di guida meno pericoloso da parte dei bikers ridurrebbe il numero degli incidenti, visto che la tipologia più frequente è quella dello scontro tra autovettura e motocicletta. (altro…)

Quando vintage non fa rima con sicurezza

Nel mercato motociclistico attuale sempre più peso stanno assumendo le cosiddette "modern classic bikes", in pratica rivisitazioni in chiave moderna delle moto degli anni passati.

Modelli che, indubbiamente, lasciano molti motociclisti affascinati da linee senza tempo e stile in abbondanza: queste moto sono per molti vera e propria arte, fascinazione meccanica allo stato puro. Le varie Triumph Bonneville, Moto Guzzi V7, la neonata Kawasaki W800 rappresentano, assieme ad alcuni modelli Harley Davidson, come le Sportster, un vero e proprio tuffo in un passato dove l'andare in moto non era certo sinonimo di centinaia di cavalli né pieghe da urlo. A farla da padrone erano piuttosto una guida più dolce e prestazioni, forse, più in sintonia con la contemplazione. Certo, la tecnologia è progredita, si sono fatti passi da gigante sia in campo motoristico che di definizione di telai e ciclistiche, oltre che, fortunatamente, di affidabilità complessiva. Queste moto uniscono senza dubbio passato e presente quindi, permettendo ai loro possessori di lasciarsi sedurre da un look vintage senza perdere però l'affidabilità e i consumi “da ventunesimo secolo”. Ma in tema di sicurezza? (altro…)

Proteggersi costa troppo? Non sempre minor prezzo significa minor sicurezza

Alcune aziende che producono in Cina garantiscono più qualità del “made in EU”. E' meglio vestire indumenti fatti in Cina omologati in Europa come protettivi oppure italiani non certificati?

Chi vuole la certezza di comprare abbigliamento per motociclisti “Sicuro” e di qualità tende a comprare italiano e si sente a posto. Niente di più sbagliato, purtroppo. La maggior parte dei marchi italiani produce comunque all’estero. Non sempre, poi, dietro il “Made in Italy” si trova la qualità che serve a un motociclista. Inoltre, sono più unici che rari i marchi italiani che producono articoli omologati come protettori (es. GIMOTO). Certo, l’omologazione non è assoluta certezza universale di protezione, ma è l’unica “arma” affidabile che il consumatore ha per distinguere un bel vestitino per la domenica da una vera giacca protettiva per motociclisti. I prezzi – poi – vi stupiranno: in alcuni casi arriva a costare meno un capo di abbigliamento interamente omologato rispetto ai soliti giubbotti griffati. (altro…)

Gobbe aerodinamiche: sono veramente efficaci per la sicurezza?

Nate come appendice aerodinamica, si sono poi diffuse anche come sistema protettivo per la schiena dei piloti, ma in questo caso possono presentare degli svantaggi.

Il primo tra i piloti a utilizzare una gobba aerodinamica fu Loris Reggiani, pilota negli anni '80 e '90 e ora voce nelle telecronache di Motomondiale insieme a Guido Meda. Quell'anno (era il 1994) Reggiani si preparava all' impegno nel campionato del mondo della classe 500, in sella alla Aprilia Rsv 400 bicilindrica.  Il progetto per quella moto era stato pensato per sfidare le strapotenti 500 4 cilindri di quegli anni. I tempi sul giro di una 250 erano molto vicini a quelli di una 500 in virtù della maggiore maneggevolezza e velocità in curva, ma pagavano lo scotto in rettilineo, dove accusavano in media 30 km\h di gap. Ecco l'idea dell'allora progettista Jan Witteween:  e se si aumentasse la cubatura della 250 in modo da far guadagnare quei Km\h che la penalizzavano in rettilineo?  Il progetto prese vita nel 1995, ma la velocità in rettilineo era ancora insufficiente. Per poter recuperare lo svantaggio dalle 4 cilindri si ricorse a un accurato studio dell'aerodinamica, sia della moto che del pilota. Reggiani ebbe l'idea di posizionare una gobba di maggiori dimensioni  nella zona posteriore della tuta, per poter assumere, quando il pilota era in carena nel rettifilo, la conformazione a "uovo" ottima per una più efficace penetrazione aerodinamica. (altro…)

Abbigliamento anti pioggia: l’importanza di essere visti

Una giornata di pioggia, la necessità o la voglia di andare in moto. Poco male: basta infilarsi un buon anti-pioggia ed il gioco è fatto. Ma siamo davvero sicuri di aver comprato quello giusto? I dati di mercato dicono di no.

Il 72% degli incidenti in cui sono coinvolti mezzi a due ruote (fonte MAIDS) è dovuto alla mancata percezione della moto e del suo pilota da parte del guidatore che causa l’incidente. Eppure la maggior parte delle tute anti-pioggia vendute nel nostro paese ha una caratteristica comune: il colore nero, a cui talvolta si accompagna anche l’assenza di bande riflettenti. Per fare un confronto si pensi che, in paesi più evoluti dal punto di vista della coscienza sulla sicurezza stradale come quelli del nord Europa, il colore nero per le tute impermeabili è addirittura non importato da molti marchi del settore: non avrebbe mercato. Ma quanto può influire davvero la differenza di colore nell’abbigliamento nel renderci più o meno sicuri? (altro…)

Paramani sulle sportive? No, Rizoma ProGuard.

Molti motociclisti conoscono il pericolo che può derivare da un contatto accidentale delle leve al manubrio con qualche ostacolo: piccoli urti, specie nella guida urbana, possono determinare una pressione involontaria sulle leve freno/frizione, con conseguenti reazioni brusche della moto o dello scooter. Ciò è vero anche nella guida sportiva in pista, dove contatti accidentali con altre moto possono portare a conseguenze disastrose. Chi non ricorda lo spaventoso incidente accaduto al GP di Catalogna nella stagione motoGP 2006? Il contatto con Capirossi in fase di accelerazione ha portato all'azionamento accidentale del freno anteriore della Ducati di Gibernau, che è stato letteralmente catapultato via dalla moto. (altro…)

Corsie preferenziali aperte ai motociclisti di Milano

A Milano sono state aperte al traffico delle motociclette 30 corsie preferenziali in tutta la città. L’intervento mira a migliorare le condizioni di sicurezza, smog e traffico.

Dall’inizio dell’anno a Milano è possibile utilizzare alcune corsie preferenziali in motocicletta. Si tratta delle carreggiate normalmente riservate al trasporto pubblico. Il Comune ha divulgato l’elenco il 6 gennaio (lo trovate a fondo pagina). Questo tipo di iniziativa, spiega il vice Sindaco di Milano Riccardo De Corato, serve ad agevolare il più possibile lo spostamento dei cittadini che scelgono moto e scooter. “[…] questi mezzi, infatti, non creano ingorghi e sono meno ingombranti: basti pensare che una moto occupa circa un metro quadrato, mentre un'auto ne occupa mediamente sei, con tutto ciò che questo comporta in termini di aumento del traffico, di dilatazione dei tempi di percorrenza e di aumento dello smog”. Tempo fa ci siamo occupati di questa possibilità nelle città italiane e abbiamo (altro…)
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