Motociclisti: attenzione alla nebbia killer. Il gilet catarinfrangente è un aiuto

La foschia che attanaglia parte dell’Italia facilita l’invisibilità dei motociclisti e le situazioni ad alto rischio che ne conseguono. In queste condizioni bisogna dimenticare l’estetica e concentrarsi sulla massima visibilità. Evitare il più possibile di viaggiare nelle ore serali/notturne e indossare un giubbino ad alta visibilità sono le prime soluzioni.

Il freddo, il ghiaccio e la pioggia mettono a dura prova la resistenza e la pazienza dei centauri italici, tuttavia il nemico più pericoloso è la nebbia. Si parla di rendere più visibili motociclisti e scooteristi anche in piena estate, figuriamoci quanto possa essere importante nel periodo invernale.

In queste condizioni di scarsa visibilità il comportamento degli altri utenti della strada non migliora di molto rispetto alle belle giornate. Addirittura per il fenomeno di “occhio non vede, cuore non duole” l’attenzione all’ambiente circostante non aumenta in proporzione al rischio. La conseguenza è che si viaggia senza mantenere le distanze di sicurezza e immettendosi negli incroci senza la dovuta prudenza.

  • Una buona idea è il giubbino catarifrangente

Si rischia di essere investiti, tamponati, urtati, etc. Il pericolo è concreto. L’imperativo è diventare il più possibile luminosi e distinguibili nella nebbia. Indossare un gilet ad alta visibilità, come quelli obbligatori per le soste in automobile, è un’ottima idea. Si può vestire tranquillamente sopra il normale abbigliamento. Costa poco e si trova facilmente sul mercato.

Le strisce catarifrangenti del gilet reagiscono ai fari delle automobili facilitando l’individuazione di noi motociclisti, anche se i nostri fanali non sono puntati verso l’occhio degli automobilisti. Inoltre, aumenta la sicurezza in caso di (sconsigliatissime) piccole soste a bordo strada.

  • Nebbia che diventa acqua e poi ghiaccio

Non dimentichiamo, poi, che la nebbia è composta da goccioline d’acqua che condensano e si fermano anche sull’asfalto. Nelle ore serali, quando e se la temperatura scende sotto i 3°, possono formarsi vere e proprie chiazze di ghiaccio.

La stessa acqua condensa anche sulla visiera del casco limitando la nostra visibilità. In questi casi è indispensabile una visiera idrorepellente e/o il passaggio di un guanto sulla visiera a intervalli regolari: come fosse un tergicristallo. In questo modo trasformiamo la patina bianca di nebbia in goccioloni più grandi che disturbano meno la vista.

In ultimo, un consiglio importante come fosse il primo: cerchiamo di non viaggiare in moto nelle prime ore del mattino e alla sera. Quando viene a mancare anche la luce del giorno il problema nebbia e acqua aumenta in modo esponenziale. Uscire per un viaggio di andata e ritorno in 2 ore alle 5 del pomeriggio è altamente sconsigliato. Meglio approfittare (se possibile) delle ore centrali. Dalle 10 del mattino alle 3 del pomeriggio. Chi è obbligato a usare moto o scooter anche di notte o al mattino presto si munisca di giubbino catarifrangente. Non sarà bello da vedere, ma certamente può salvare la vita.

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