Miglioriamo la regina: test del cupolino Isotta SC978 per BMW GS

Dominatrice del mercato motociclistico degli ultimi anni, la BMW GS 1200, è indubbiamente scelta da molti amanti del viaggio in moto con l’obiettivo di macinare chilometri in abbondanza. Spesso però le dimensioni del parabrezza originale non garantiscono ai piloti più alti il necessario confort di marcia.

In questo test proviamo l’Isotta SC978, un cupolino maggiorato di generose dimensioni. I miglioramenti ci sono, non è solo questione di confort.

Per il montaggio di questo accessorio, così come per la maggior parte dei parabrezza maggiorati sviluppati per GS standard,  è necessario  montare anche un archetto in alluminio supplementare con funzione di supporto. Tutto il necessario è ad ogni modo incluso nella confezione di vendita, corredata da istuzioni che potrebbero però essere più esplicative.  Il tempo necessario al montaggio è davvero poco: qualche decina di minuti e la GS standard assume un aspetto “da adventure”: le dimensioni dell’SC978 sono infatti molto simili a quelle del parabrezza originale della più accessoriata delle GS.

  • Impressioni

La maggior altezza del cupolino si nota, ma a stupire di più è la sua larghezza, che come vedremo poi è la principale responsabile dei miglioramenti dinamici. La regolazione è piuttosto “scattosa”, indubbiamente più difficile rispetto alla versione originale, e oltretutto ridotta di escursione rispetto alle possibilità dello standard. Ciò a prima vista può sembrare un grosso limite ma i riscontri pratici smentiscono assolutamente questa tesi: in marcia il confort è realmente superiore, permettendo anche a chi supera il metro e ottanta di godersi una trasferta autostradale senza essere martoriato da fastidiosi vortici. Con il cupolino originale infatti, i più alti spesso sperimentano fastidiose turbolenze in caso di regolazione alla massima altezza: ciò porta con sé la necessità di regolare ad un livello più basso il parabrezza, con lo scotto però di avere una scarsa protezione dall’aria.  Utilizzando l’SC 978 si riscontra invece che il campo di regolazione, che appariva ristretto, è in definitiva più che adeguato: provando a sollevare il parabrezza oltre il suo limite di progettazione i vortici diventano esagerati, senza ottenere miglioramenti di sorta dal punto di vista della protezione all’aria. Da aggiungere alla voce confort anche un bel milgioramento della protezione all’altezza del busto. Certo, siamo pur sempre su una enduro: scordiamoci la perfezione aerodinamica di una tourer vera. Il risultato è ad ogni modo finalmente degno della fama di passista che questa GS si è cucita addosso negli anni.  Al di là del confort, una importante nota va alla migliorata stabilità dell’avantreno alle alte velocità: l’anteriore di questa moto infatti, pur mantenendosi sempre sicuro, è sempre parso fin troppo leggero e “ballerino” sul veloce, cosa piuttosto odiata specie da chi proviene da moto di impostazione più stradale. Con le dimensioni dell’SC978, specialmente grazie al suo sviluppo in larghezza, il problema è davvero risolto; c’è una decisa sensazione di maggior sicurezza nei curvoni autostradali, anche quando affrontati a pieno carico.
Un optional decisamente consigliato quindi, sia a chi cerca maggiore protezione dall’aria sia a chi voglia migliorare il carico aerodinamico sull’anteriore, con tutti i benefici di stabilità che ne derivano.

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