Roma: un buco con la strada intorno

E’ di qualche giorno fa la “nuova” notizia che riporta alla luce gli scavi più famosi di Roma: le buche. Il dissesto stradale conquista ancora le prime pagine dei quotidiani (purtroppo i minori) e riempe la bocca di consiglieri, politicanti ed addetti ai lavori: quanta cognizione del reale problema c’è e quanta volontà nel risolverlo?

Gli ultimi dati parlano di 20 milioni di risarcimento annui che il comune di Roma paga per danni materiali e fisici causati dal dissesto stradale della città eterna. La cifra, di suo, dovrebbe spingere quantomeno a raddoppiare gli importi destinati al rifacimento di asfalti e alla messa in sicurezza delle strade; è evidente invece come il problema si trascini da tempo e come non si sia messa in atto, nei fatti, una reale campagna relativa alla sicurezza stradale. Oltre l’80% dei ricorsi vengono registrati per danni causati da buche di cui ormai le arterie della capitale sono disseminate; il restante 20% riguarda invece i famigerati alberi a bordo strada: vittime di poca cura, strangolati dall’ asfalto, cadono su auto in sosta, su malcapitati pedoni.

C’è da tenere poi conto dei numerosi utenti stradali che non procedono al ricorso e che sul posto, dopo l’avvenuto incidente, non procedono facendo intervenire la pattuglia della polizia municipale: senza un verbale è difficile giungere al ricorso che già di suo, lo assicura chi ha speso cinque anni di vita dietro ad un caso simile, è più che farraginoso. Si parla di oltre il 70%; si, la maggior parte lascia correre, suo malgrado, smagrendo la spaventosa statistica sopra detta; i motivi vanno dall’ignoranza della prassi alla paura di sostenere lungaggini amministrative e costose spese legali in forza di un fantomatico risarcimento.

Molti i cantieri aperti, molti i segnali pericolosamente lasciati a bordo strada, scarse le indicazioni di pericolo e spesso costituenti il pericolo reale per amarissima ironia  della sorte. Nell’auspicare politiche davvero attente alla sicurezza, interventi e decisioni che possano magari coinvolgere associazioni, progettisti e persone che della sicurezza fanno un credo oltre che una professione, cosa possiamo fare? Davvero occorre cedere al piacere ed alla comodità di guida, trincerarsi dietro il disfattismo? La strada è la nostra, ognuno di noi può contribuire a migliorarla, magari semplicemente segnalandone il dissesto.

  • A chi segnalare le buche?

Già, banale da dire, eppure pochissimi lo sano e lo fanno: esistono gli uffici decoro urbano che sono abilitati a prendere in carico problematiche del genere e vi assicuro, funzionano! Basta prendere informazioni rispetto ai contatti, telefonare in comune, segnalare le voragini senza attendere che qualcuno “di dovere” ne prenda visione: la testimonianza che l’atteggiamento attendista non paga sta nei tristi numeri sopra scritti.

Un incrocio pericoloso, una buca in strada, un ostacolo fisso (!!) a lato carreggiata, un asfalto scivoloso, magari in discesa, reso viscidissimo dalla pioggia. Vigili urbani, ufficio decoro urbano, comune od azienda municipalizzate addette alla pulizia stradale: a volte, c’è da dire, i primi a tirare dritti siamo noi stessi che la strada la viviamo, speranzosi ed illusi che chi dovrebbe sistemerà quel tratto appena attraversato.

  • Come evitarle?

Proseguendo con i consigli: mantenere la distanza di sicurezza; in moto più che in auto è fondamentale prendere coscienza degli ostacoli lungo la strada, non guidare lasciando poco spazio fra se ed l’automobile che ci precede: nella corsa quotidiana e nella fretta di ognuno la tendenza è di guidare con poco margine di sicurezza scoprendo così la buca quando ci si è praticamente dentro. Potendo scegliere attenzione ai nuovi mezzi dotati di ABS: le città sono spesso unte da liquidi dei vari mezzi di trasporto, rese infami dal temutissimo brecciolino creato dal dissesto stradale stesso: per poche centinaia di euro vale la pensa di scegliere con ABS.

  • Occhio alla pioggia

Altro consiglio che sembrerà scontato è quello di aumentare l’attenzione nei giorni di pioggia o successivi a quelli di temporale: le buche son piene di acqua e non mostrano la loro reale dimensione; dopo giorni di pioggia le strade cedono, sopratutto se poco manutenute e nuove voragini vanno creandosi. Guidate quindi “rimappando” mentalmente il percorso abituale. Ovviamente va tenuto conto dell’importanza dell’abbigliamento protettivo che in caso di caduta tutela più di ogni buon avvocato: mai senza !

Per risolvere davvero i problema delle buche c’è bisogno dell’impegno di tutti: una buca rattoppata per una vostra chiamata e’ come firmare un pezzo della vostra città.

Vi piace l’idea?

Massimo Soldini

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