Disarcionato da una buca: Anas risarcisce 1 milione di euro

Un’altra sentenza del Tribunale Civile in favore del cittadino che subisce un danno, più o meno grave, a causa delle condizioni dell’asfalto. L’Anas viene condannata a risarcire ben un milione di euro ad un motociclista rimasto sulla sedia a rotelle.

La storia ci è stata segnalata dal Comitato per la sicurezza stradale “F.Paglierini”. Quel luglio 2003 fu la volta di Fabio, 31 anni, malauguratamente da 8 costretto sulla sedia a rotelle per via di un’incidente avvenuto sulla SS 309, meglio nota come la Romea, strada statale in pessime condizioni.

L’Anas, gestore della rete stradale in questione, dovrà ora versare 1 milione e 49 mila euro, più tutti gli interessi intercorsi dal giorno del sinistro e le spese legali.

Una bella vittoria legale che speriamo serva da ulteriore monito per i gestori delle strade.

  • I Fatti

Nel luglio del 2003 il giovane viaggiava con la sua moto ed i suoi amici in direzione Venezia. Secondo l’accusa, al chilometro 45, all’altezza di Codigoro, le ruote della Yamaha del giovane, perdono aderenza in un pericoloso tratto caratterizzato da avvallamenti, fino a quando Fabio non viene disarcionato dalla sua moto da una buca di 6 cm. Gli amici, più avanti rispetto a lui, non si accorgono immediatamente dell’accaduto. Saranno poi loro a chiamare l’ambulanza e i carabinieri che giungeranno sul posto in un secondo momento.

  • Responsabilità

“In quell’incidente Fabio ha riportato lesioni gravissime e oggi è paraplegico in maniera irreversibile. Abbiamo deciso di fare causa all’Anas per la mancata manutenzione della statale e chiedere il risarcimento del danno, enorme, subito dal ragazzo”. Queste le parole dell’avvocato Gisella Rossi, che allora dichiarò una “durissima battaglia contro l’Anas”, rea di non avere prestato la giusta attenzione e di avere così provocato indirettamente il danno.

  • Sentenze similari

Purtroppo non è la prima storia del genere che sentiamo. Le altre ve le abbiamo raccontate ogni qualvolta la giurisdizione si è pronunciata in merito, stabilendo responsabilità dell’uno e o irresponsabilità dell’altro. Ci riferiamo in particolare modo a due precedenti sentenze (“Sentenza di Cassazione: ditta appaltatrice tenuta a risarcire” – “Il pedone che cade a causa di un tombino non segnalato va risarcito” – “Cassazione: risarcimento a pedone che inciampa sul marciapiede“) le quali stabiliscono che a pagare i danni cagionati dalla mancanza di manutenzione è l’ente gestore delle strade.

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