Roma apre le corsie preferenziali ai centauri. Servira?

Max Giusti prova a fare l’assessore per la viabilità e propone alle amministrazioni capitoline di aprire le corsie preferenziali agli scooter e le moto. Il conduttore aveva provato a fare circolare la sua idea tramite il quotidiano Il Messaggero che ha fatto subito da cassa di risonanza per questa iniziativa. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, accetta la proposta “innovativa” e apre la strada ad un periodo di prova.

Dal due maggio sarà consentito in via sperimentale a moto e motorini di percorrere le corsie preferenziali. Il test durerà due mesi e riguarderà solo alcune strade: via Ostiense, via Gregorio VII, la corsia di largo Argentina e via dell’Amba Aradam. La doveva essere definita circa una settimana fa durante un vertice fra l’assessore comunale alla Mobilità, Antonello Aurigemmae gli esperti di Atac (l’azienda di trasporti pubblici di Roma), Agenzia della Mobilità e della Polizia Municipale.

  • Via all’esperimento

Anche il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, che ha presentato anche un disegno di legge in parlamento che permetterebbe la percorrenza delle moto nelle corsie preferenziali anche sul Raccordo Anulare, e il comandante dei vigili di Roma, Angelo Giuliani, vedono di buon occhio l’iniziativa. Piccole riserve, però, vengono espresse al riguardo da Samuele Piccolo, vicepresidente dell’Assemblea capitolina: “Credo che questa proposta sia una novità importante capace di snellire la viabilità cittadina. Mi auguro, però, che questa novità non comporti una minore sicurezza per i pedoni, ora abituati a veder transitare nelle preferenziali solo autobus e taxi e che da maggio in poi dovranno realizzare e pensare che tali corsie saranno percorse anche dai centauri. Occorre poi – continua Piccolo – monitorare con attenzione l’uso che di tali corsie faranno i conducenti delle due ruote evitando che le stesse vengano scambiate per dei circuiti di formula uno”.

  • Esperimento già provato

Già nel 2009 ai motociclisti inglesi era stato concesso l’utilizzo delle bus lane, che costituiscono circa il 5% del manto stradale nelle principali città anglosassoni. La preoccupazione delle istituzioni era particolarmente rivolta ai pedoni, non abituati a vedere transitare veicoli a due ruote in determinate corsie. Gli effetti benefici, a livello di smaltimento del traffico, si sono avvertiti. Mentre da noi si discuteva di alzare il limite in autostrada a 150 km/h, in Inghilterra una ricerca (durata 20 anni) pubblicata sul British Medical Journal, ha dimostrato che abbassando il limite di velocità nelle zone urbane a 30 km/h il tasso di mortalità per investimento dei pedoni sarebbe diminuito notevolmente. Detto fatto: incidenti ridotti del 40%. Inoltre, ogni motociclista inglese, ha dovuto “aggiornare” le proprie nozioni stradali attraverso un “codice di condotta”, ritenuto necessario dopo l’introduzione della misura.

  • E nel resto d’Italia?

Il 7 aprile 2011 Marco Stella e Stefano Alessandri, consiglieri comunali a Firenze, avevano presentato una mozione il cui intento era quello di decongestionare il traffico urbano e diminuire l’inquinamento automobilistico. Diminuendo gli ingorghi, causati anche dagli scontri auto/moto, si permetterebbe una maggiore fluidità dei punti nevralgici di viabilità, abbassando la quantità di smog e polveri sottili che risulta maggiore nei tratti congestionati. “Come ha stabilito la Corte di Cassazione – hanno dichiarato i due consiglieri Pdl di Palazzo Vecchio – la presenza dei ciclomotori non crea intralcio al servizio di trasporto pubblico”. Immaginatevi una pacifica convivenza tra i motorini che circolano nelle corsie preferenziali e le auto che devono svoltare, incrociando la traiettoria dei due ruote, dove però ognuno fa passare con sommo rispetto l’altro automobilista.

  • Milano

Il vice sindaco Riccardo De Corato, che ha la delega ai Trasporti dalle dimissioni dell’assessore Edoardo Croci, ha voluto provarci anche nella sua città. Sebbene sia parecchio difficile trovare una lista completa di tali corsie preferenziali, secondo alcuni nostri contatti milanesi, sarebbero circa l’80% le preferenziali aperte al transito di motocicli e scooter. Di certo possiamo raccontarvi un disguido che si è venuto a creare, alla fine del 2009, in alcuni tratti fra quelli presi in considerazione: corso Magenta, via Lamarmora e corso di Porta Vigentina. La segnaletica esposta era confusa poiché indicava contemporaneamente l’obbligo di accesso a pagamento con l’Ecopass per i veicoli soggetti alla misura e la limitazione della corsia ai soli mezzi pubblici (corsia preferenziale) e l’esclusione (con l’apposito cartello “eccetto”) di alcune categorie di veicoli. Molti motociclisti che si erano rivisti nel simbolo della motocicletta, posto accanto a quello dell’autobus e a lato della scritta “eccetto”, avevano interpretato la segnaletica a loro favore. La morale della favola: fioccano multe su multe. Si parla di 350mila in cinque mesi, da quando il provvedimento dell’Ecopass, cui non sono soggetti motocicli e scooter, era entrato in vigore il 2 gennaio 2008 ed erano state installate le telecamere per le infrazioni. Un provvedimento del genere può aiutare la decongestionare il traffico nei grandi centri urbani, ma vanno considerati tutti i dettagli nella fase di preparazione, per evitare casi come quello appena menzionato e per preservare la salute dei cittadini. Le aziende di trasporti pubblici dove si è provato questo esperimento non  si dicono contente. L’ATM di Genova dichiara: “La promiscuità crea problemi di rallentamento al nostro servizio con ricadute negative sulla velocità commerciale. Non è pensabile che una persona su un mezzo possa ostacolarne cento su uno pubblico. Chi autorizza il passaggio in deroga al codice della strada se ne dovrà fare interamente carico.”

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