Sistema Kranium: nuova tecnologia per i caschi

La sicurezza che non ti aspetti. Una nuova proposta per la struttura di assorbimento degli urti per i caschi, realizzata in cartone. Per ora applicata sui modelli da bici, ma se ulteriormente sviluppata, adatta sicuramente anche ai caschi da moto.

Negli ultimi decenni il materiale più utilizzato nella realizzazione dei gusci di protezione per i caschi è stato senza dubbio il polistirene espanso. Un materiale leggero, facile da lavorare ed economico, tuttavia  presenta degli svantaggi intrinsechi nell’assorbimento dell’energia in caso di impatti. Infatti la sua peculiarità non è tanto quella di assorbire efficacemente l’urto, ma quella di riuscire a ridistribuire l’energia su tutta l’area che circonda la nostra testa. Questo tipo di calotte in polistirolo, negli ultimi decenni, hanno avuto poco sviluppo mentre molto si è fatto nello studio e realizzazione di altri tipi di strutture con differenti materiali.
  • Per ora bici,ma in futuro…….

In questo caso, vi parliamo del prototipo Kranium, una tecnologia applicata per ora ai caschi da bici, che si avvale di una struttura realizzata interamente in cartone………si avete letto bene, cartone!
Questa realizzazione, qualora dovesse trovare larga diffusione, di sicura rappresenta uno step molto interessante nella evoluzione dei caschi, unendo doti di sicurezze e leggerezza con un occhio ri riguardo verso l’ambiente, visto che è un materiale totalmente riciclabile.
  • Come funziona

La struttura del Kranium è stata sviluppata per assorbire l’energia dell’impatto. Le nervature della struttura sono state progettate in modo da accompagnare l’urto in alcune zone e rimanere rigide in altre. Durante un incidente il picco forza dell’impatto viene assorbito dalle costole che tendono a flettere e distendersi. In pratica l’ energia viene assorbita dalla tendenza delle costole ondulate ad accartocciarsi. In un test realizzato secondo le normative  British Standards (EN 1078) presso l’Imperial College,  si è visto che il Kranium ha una capacità di assorbimento dell’energia superiore di ben 4 volte ad una normale struttura realizzata in polistirolo. Questo significa che durante un incidente, una minore quantità di energia viene trasferita alla testa, diminuendo il rischio di gravi traumi.
Kranium ha anche dimostrato di durare a più di un impatto. Durante la fase di collaudo del casco stesso è stato testato 5 volte consecutivamente e ha superato tranquillamente i test; un casco in polistirolo sarebbe inutilizzabile dopo un solo impatto.
Questa tecnologia renderebbe i caschi più leggeri, economici, ma soprattutto più sicuri. Quindi non ci resta che aspettare per capire meglio se è un tipo di tecnologia che troverà diffusione anche in campo moto.

1 Commento

  1. Un pensiero sorge spontaneo... e se si bagna? Battute a parte (ma mica tanto) credo che il problema principale siano i costi di produzione. Una calotta in polistirolo è più economica da produrre grazie a degli stampi. Al contrario, una struttura sofisticata come quella del Kranium mi sembra un pò complessa da realizzare in grande serie...

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