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Car to X, un nome nuovo per la sicurezza

Categoria : Blog, In evidenza, News, Sistemi di sicurezza attivi, Tecnologia

BMW motorrad ha allo studio un interessante sistema combinato auto/moto che dovrebbe aiutare a prevenire gli scontri frontali, che rappresentano ad oggi una delle maggiori cause di incidenti per i centauri.

Tra le situazioni di rischio più frequenti per i motociclisti, c’è senza dubbio rappresentata da un auto che svolta per immettersi in strade laterali in corsia opposta o ad un incrocio. In questi casi poche sono le chanches per il malcapitato motociclista di porre rimedio alla situazione evitando lo scontro che il più delle volte ha risvolti tragici.   Il massimo coefficiente di rischio di questa frequente dinamica è rappresentato però dai momenti che seguono l’attimo in cui l’automobile si muove per completare la svolta: mentre la vettura si sposta lentamente verso l’altra corsia, il motociclista cerca di capire o intuire quale angolo dare allo sterzo per evitare l’automobile a destra o a sinistra sperando comunque che in entrambi i casi l’auto completi la manovra velocemente o si fermi del tutto.

  • Un dialogo tra auto e moto

 

BMWinsieme alla sua divisione BMW Motorrad sta sviluppando un sistema che si chiama genericamente “Car to X” e che permette ai due veicoli, moto e macchina, di dialogare tra loro affinché l’automobile adotti la condotta più opportuna in funzione della velocità e della direzione dalla quale sopraggiunge la moto. La tecnologia “Car to X”, presente su entrambi i mezzi, permette l’interazione delle rispettive centraline di calcolo che elaborano la strategia “anti rischio” che verrà adottata dalla vettura.  E ‘il motociclista è in questi casi il soggetto debole nell’eventualità di uno scontro considerando anche che, la moto , a differenza di un’auto non può,  per caratteristiche del dinamiche mezzo, apportre drastici cambiamenti alla marcia con azione sullo sterzo, ecco quindi che tocca all’automobile il compito di farsi da parte per evitare il tragico scontro.

  • Come funziona

 

I tecnici bavaresi stanno sperimentando questo dispositivo per saggiarne il più possibile l’efficacia. Esso, attraverso una fotocamera che si attiva quando il conducente del mezzo accende gli indicatori di direzione (la tecnologia “Car to X” è capace però di leggere in autonomia anche la segnaletica orizzontale sia attraverso le immagini, sia tramite un laser-scanner), rileva l’eventuale approssimarsi di un altro mezzo dotato della stessa tecnologia. Nel caso in cui esistano potenziali situazioni di rischio, il software prende in mano la situazione e comanda il gas o i freni affinché l’avanzamento dell’auto proceda regolare (o si arresti) come risposta più adatta rispetto alla velocità della moto in arrivo, alla sua posizione, all’angolo di sterzata corrente e all’eventuale uso degli indicatori di direzione (sì, perché nulla vieta che il motociclista in arrivo debba anch’egli svoltare nella stessa direzione in cui sta procedendo la vettura).

 

La tecnologia “Car to X” è comandata da un algoritmo che nella fattispecie, per rendere la moto più visibile agli occhi del conducente dell’auto, in caso di pericolo di collisione, comanda il faro, gli indicatori di direzione, il display e ilclacson della moto che si attivano affinché la visibilità del mezzo aumenti più che proporzionalmente rispetto al sopraggiungere del pericolo.

I primi test, che hanno visto utilizzate una berlina serie 5 ed una Bmw GS hanno dato esiti confortanti. Poterbbe essere uno step importante per la sicurezza di noi centauri, quando il sistema sarà adoperato come parte integrante nelle dotazioni elettroniche di ogni veicolo a due e quattro ruote.

Fonte: Ridexperience

 

Commenti (1)

Seguo sempre con molto interessi questi sistemi. Il problema grosso ed arcinoto è quello che, essendo basati su computer programmabili, per quanto ci si impegni nel progettare il software per coprire tutte le situazioni possibili ed immaginabili. Tuttavia, salterà sempre fuori la situazione non prevista dai progettisti che potrebbe innescare delle situazioni di pericolosità inaspettate. Con tutte le conseguenze facilmente immaginabili dal punto di vista legale ed assicurativo.
Penso che sia questo il più grande freno all’uso di tali sistemi al giorno d’oggi.

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