Acquisto e scelta di un casco, quali sono i più sicuri? Matesic dice la sua

Abs, policarbonato, fibra di carbonio o di kevlar “Deve essere ben fatto, oggi hanno caratteristiche superiori a quelle del corpo umano, non si danneggia la testa, ma il resto sì”.

Ogni motociclista o scooterista che utilizza la moto tutto l’anno, sia per lavoro che per puro divertimento, sa perfettamente quanto quella del casco sia una scelta importantissima. Vuoi per il livello di confort, ma soprattutto per avere il massimo della sicurezza.

In molti dibattono su quale sia il materiale più adatto con cui un casco debba essere realizzato. Una problematica che a volte ci influenza anche la scelta quando si devono fare i conti con il budget a disposizione. Un casco in policarbonato si sa è più economico rispetto ad un casco in composito quali Kevlar o Carbonio, ma la maggiore spesa vale la resa alla fine?

Riccardo Matesic giornalista del settore ha rilasciato questa intervista tempo fa spiegando quali,secondo lui, sono le caratteristiche che un casco deve avere, che dobbiamo valutare, non soffermandoci semplicemente sul tipo di materiale con cui è realizzato.

 

” Risulterebbe scomodo su uno scooter cinquanta un casco professionale da ottocento euro, così come non sarebbe indicato andare su una moto sportiva con un casco jet aperto sul viso”. Poi “si può passare alla tipologia di materiale. Non ne esiste uno migliore. Non si può dire che il casco in fibra di carbonio o di kevlar sia migliore del casco stampato in policarbonato. L’importante è che il casco sia ben fatto, oramai siamo arrivati a un punto in cui le caratteristiche di un casco superano quelle del corpo umano” .

“Si sta cominciando a porre tra i produttori anche il problema dell’aria all’interno del casco per la respirazione. Deve garantire un adeguato ricircolo in ogni condizione, soprattutto nell’utilizzo con lo scooter. In motocicletta c’è abbastanza ricambio d’aria, ma andando in scooter con il parabrezza c’è meno passaggio. I produttori si stanno preoccupando di questo e in futuro, probabilmente, verrà anche normato”.

Ribadisce: “I caschi omologati sono tutti buoni, l’importante è scegliere in funzione di un prezzo minimo. Non fidarsi di caschi che costano cifre eccessivamente basse”.

Ma allora perché un casco che costa meno di 50 euro passa l’omologazione?: 

Durante i test c’è molto spazio per la manualità dell’operatore: se non è bravo, può inficiare la prova. Ed è molto difficile che poi un’omologazione fasulla possa emergere. Ci sono dei casi in cui sono stati allertati i laboratori che hanno rilasciato omologazioni che sono risultate non in regola dopo i controlli. La procedura è molto difficile e complessa e, soprattutto, quello che mi ha lasciato di stucco è stato scoprire che i test di controllo sulla produzione e sul rispetto dell’omologazione i costruttori se li fanno in casa”.

Proprio sul fronte dell’omologazione, nei mesi scorsi ha sollevato non poche polemiche un’indagine di Altroconsumo che ha nuovamente coinvolto, come ogni anno, una decina di produttori di caschi.

Note marche sono state infatti bocciate nell’omologazione ECE R22-5 sull’assorbimento degli urti e sullo scalzamento, cioè il rischio che il casco si sfili durante l’impatto.

Una proposta, che non chiede il ritiro dei caschi ma propone test fatti direttamente dal ministero dei Trasporti la rilancia lo stesso Matesic:

“Il dicastero, che ha due laboratori ‘centro prova autoveicoli’ attrezzati per fare i controlli giusti, potrebbe prelevare anonimamente dai negozi dei caschi dagli scaffali a caso e fare dei test per vedere se l’omologazione è stata rispettata. Sarebbe importante, ma la proposta si è arenata per mancanza di fondi. In realtà – dice – servirebbe la volontà per arrivare a una cosa del genere, sarebbe importante per la tranquillità di tutti”.

Fonte | ADNKRONOS

2 commenti

  1. “Si sta cominciando a porre tra i produttori anche il problema dell’aria all’interno del casco per la respirazione" ma quale "problema di respirazione"?? ma ci siete mai andati in moto?? casomai il ricorcolo dell'aria all'intenro del casco e' per evitare l'appannamento, cosa che cmq si risolve con la doppia visiera tipo pinlock, non e' certo facendo circolare l'aria all'interno che si risolve il problema, sopratutto per chi porta le lenti a contatto.. cerchiamo di fare informazione CORRETTA, anziche' sparare castronerie, tipo "Non ne esiste uno migliore. Non si può dire che il casco in fibra di carbonio o di kevlar sia migliore del casco stampato in policarbonato"..

  2. Sono rimasto sconcertato dalla frase "quello che mi ha lasciato di stucco è stato scoprire che i test di controllo sulla produzione e sul rispetto dell’omologazione i costruttori se li fanno in casa". In che senso è pronunciata questa frase? L'omologazione non dovrebbe essere competenza del Ministero dei Trasporti? A dire il vero sono un pò confuso, i test su un casco da mettere nuovo da mettere in commercio chi li fa? Il ministero con un suo laboratorio oppure un laboratorio indipendente? E ancora, se un casco, ad esempio, ottiene l'omologazione in Italia, tale omologazione vale automaticamente anche per il resto d'Europa? Ho cercato informazioni in rete ma non ho trovato risposte chiare ed esaurienti a tali quesiti...

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