Mercato moto. Capelli, ANCMA: “Dobbiamo tornare ad essere un paese normale”

Il nuovo sempre più giù con le immatricolazioni ai minimi storici. Crisi economica, caro benzina e maxi assicurazioni dipingono un futuro sempre più nero.

In un periodo in cui il Belpaese attraversa una crisi di proporzioni storiche, e per certi versi drammatiche, la moto non può rappresentare certo una priorità nei consumi degli italiani. I numeri parlano di un mercato ormai ridotto all’osso.

  • Valorizzare il prodotto moto. E’ la crisi che lo chiede

Le immatricolazioni  fanno registrare ogni mese cali a doppia cifra. Una situazione per alcuni versi paradossale: il mezzo a due ruote è per definizione, un mezzo che aiuta, e  non poco, negli spostamenti quotidiani, favorendo così minori congestioni da traffico nei grossi centri urbani, nonchè minori consumi anche in relazione ai ridotti tempi di percorrenza. Negli ultimi anni si è assistito ad un sempre maggior accanimento nei confronti dell’utenza a due ruote. Polizza Rc in costante e assurdo aumento, il pasticcio delle targhe per i ciclomotori (errore fu all’epoca utilizzarne di taglia mini, per poi costringere i cittadini ad un ulteriore esborso per la sostituzione), costo delle revisioni raddoppiato negli ultimi anni. A questo dobbiamo aggiungere il salato prezzo della benzina, autovelox a iosa sui tratti a più alta densità di moto, oltre ad un accanimento, spesso ai limiti della tolleranza, da parte dei tutori della legge nei confronti dei centauri. Cause queste che, aggiunte al periodo difficile, dettato dalle pesanti misure economiche adottate dal governo, hanno portato ai numeri odierni, anche tra l’usato.

  • Corrado Capelli: “Anche l’usato si è fermato”

Corrado Capelli, presidente di ANCMA, fa una sua analisi e detta le soluzioni per uscire dal pesante empasse: “I risultati del settore, relativi a quest’ultimo mese, denunciano una situazione drammatica. Le pesanti scelte di politica economica, varate dal Governo, incidono sul potere d’acquisto delle famiglie e dunque sulla domanda di mezzi di trasporto. La sofferenza del mercato del lavoro e le manovre finanziarie hanno intaccato i redditi e portato l’indice di fiducia al minimo storico. Il mercato dell’usato, solitamente al riparo dalla crisi economica, ha subito una battuta d’arresto”. Nel primo quadrimestre i passaggi di proprietà hanno totalizzato un calo del -12,5%”. “A questo punto non si possono più rinviare misure che siano in grado di imprimere una svolta e favorire la ripresa, come indichiamo da mesi: sbloccare le restrizioni per il credito al consumo, calmierare le tariffe di assicurazioni e i costi del carburante, approntare le infrastrutture per facilitare l’uso delle 2 ruote, dai parcheggi dedicati, alla manutenzione delle strade per aumentare la sicurezza. Abbiamo bisogno di tornare a vivere in un Paese normale.  Un primo passo concreto è rappresentato dalla auspicata inclusione dei motoveicoli nel provvedimento per lo sviluppo della mobilità dei mezzi a basse emissioni attualmente in discussione”. Nei primi 5 mesi del 2012 il calo generale  si assesta al 26,9%. Le immatricolazioni totalizzano 96.889 veicoli con una flessione del -26,9%; di cui 64.202 scooter -25,1% e 32.687 moto -30,2%.

  • A picco le moto

Per le moto risultano in discesa le diverse cilindrate le cilindrate, dalle più grandi, superiori ai 1000cc con 10.384 pezzi pari al -29,5%, seguite dai modelli tra 800 e 1000cc con 8.295 unità, e un -33,1%.

Le medie cilindrate tra 650 e 750cc con 6.866 moto -23,4%, le 600cc più che dimezzate con 1.719 moto -57,1%. Infine le 300-500cc con 2.238 pezzi -15%, e le 125cc con 2.094 moto e un -23,4%, che portano a casa un risultato appena migliore rispetto alla media del mercato.

Cali a due cifre anche per i segmenti e in particolare le naked con 9.221 vendite -41,7%, le custom con 3.523 immatricolazioni -36,2 %, le sportive con 3.263 moto -29,7%; meno decisa la flessione delle enduro che diventano il segmento più rilevante con 10.018 pezzi -19,5%, le supermotard con 2.530 moto e un -27,8%, infine anche le moto da turismo restano in negativo con 3.310 modelli -17,4%. Da gennaio a maggio sono stati venduti 19.972 ciclomotori (50cc) pari al -27%. Il mercato totale delle 2 ruote a motore (immatricolazioni + 50cc), arriva a 116.861 pezzi pari al -27% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso.

1 Commento

  1. Mi scoccia ripeterlo, ma sono anni che vado ripetendo che le moto si stanno avviando ad essere "roba da ricchi". Non più un mezzo di trasporto economico ed anche, perché no, divertente. Piuttosto, un mezzo per una ristretta cerchia di danarosi ed annoiati acquirenti. Del resto nei listini delle case è facilissimo trovare modelli che partono da 10.000 euro in su, fino a toccare punte oltre i 20.000 euro. Quindi anche le case costruttrici hanno fatto una scelta ben precisa: meglio vendere a pochi privilegiati che a molti squattrinati. Moto sempre più pesanti (guardate i pesi a secco), più potenti e più "elettroniche", in cui i costi di manutenzione sono considerati una "vittima collaterale"... Questo tram-tram è stato anche ampiamente supportato da molte riviste del settore pronti a suonare la grancasa per modelli illogici, inutili e complicati. Anche i signori giornalisti hanno le loro colpe, a mio avviso. Per ultimo arriva il motociclista italiota che soffre di un complesso d'inferiorità se non ha la panigale sotto le chiappe, od il tmax per andare al lavoro... la bolla doveva scoppiare prima o poi....

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