Mercato moto a picco. Confindustria:”Politiche fiscali penalizzanti e caro carburanti”

Mercato moto agonizzante. Numeri sempre in calo, solo Piaggio resiste grazie a Poste Italiane. Confindustria preoccupata.

Sono in pochi (o nessuno) ormai a farsi illusioni su una ripresa a breve del mercato delle due ruote. Anche Agosto conferma il trend negativo sulle immatricolazioni. Un trend che colpisce il settore delle due ruote, uno dei più penalizzati da questa fase di recessione, ormai da più di un anno… e non ci sono segnali di svolta.

  • Rispetto al 2011 -17,9% nei primi 8 mesi.

Nello scorso mese, il numero di moto vendute si ferma a poco più di 11 mila unità, facendo segnare un -16,7% rispetto allo stesso periodo del 2011. Scorporando i dati di vendita tra moto e scooter si vede come le “ruote alte” segnino un -26%, mentre per gli scooter la situazione è leggermente “migliore” con un calo del 12,9%. A quest’ultima categoria dobbiamo sommare il calo brusco dei cinquantini, con un -34,5%. In totale da Gennaio ad Agosto, il mercato segna una flessione del 17,9% rispetto al 2011 (già di per sè un anno nero per le moto).

  • Piaggio regge grazie alle Poste

Solo il gruppo Piaggio tiene botta con un +8%,ma ciò è dovuto alla commessa con Poste Italiane per la fornitura dello scooter Liberty. Dichiara Colaninno in una nota:  “Nei primi 8 mesi dell’anno registra in particolare il buon andamento nel comparto scooter, anche grazie all’effetto delle immatricolazioni degli scooter Liberty che Piaggio fornisce a Poste Italiane“, per il resto è buio pesto. E la tendenza non sembra potersi invertire a breve. E questo preoccupa Confindustria Ancma, allarmata per i dati negativi tanto in campo moto quanto per le auto:”La fiducia delle famiglie è sempre in calo costante e le politiche fiscali, che aumentano le spese di gestione oltre alle impennate schizofreniche e ingiustificate del costo dei carburanti, accentuano la spirale recessiva” commenta un laconico C.Capelli, presidente di Ancma: “Tutta la filiera del settore è in una situazione critica, occorre invertire la tendenza anche per salvaguardare posti di lavoro sempre più a rischio”.

 

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