Corpo Forestale dello Stato ed FMI. Consegnate due moto:” Ambiente e motori, possibile, ma in sicurezza”

In occasione della presentazione del trofeo delle Regioni di Enduro, svoltasi a Spoleto, sono state consegnate dalla FMI due moto da enduro al Corpo Forestale dello stato. Saranno utilizzate dal Corpo, per i servizi di controllo in fuoristrada. Ma chi controllerà chi?

L’iniziativa ha visto coinvolti il Presidente della FMI Paolo Sesti, il capo del CFS Cesare Petrone, il quale si è visto consegnare due Honda enduro di 450 cc, griffate con i colori del Corpo Forestale.  Le due moto verranno utilizzate per un servizio sperimentale di controllo nelle aree di fuoristrada, dove più spesso si vede il transito di enduritsi amatori che nei fine settimana utilizzano stradine e mulattiere in sella a moto da off-road.

  • Collaborazione e rispetto delle regole

Il Capo del SFS, Cesare Petrone ha così commentato: “Siamo grati alla Federazione Motociclistica Italiana e alla Honda che hanno compreso l’importanza del messaggio di legalità e sicurezza che da tempo stiamo cercando di diffondere anche tra gli amanti delle due ruote. È possibile coniugare sport, ambiente e motori, ma lo si deve fare nel rispetto delle regole. L’auspicio è quello di una sempre più stretta collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana per la promozione di una cultura rispettosa dell’ambiente”.

Sarà il personale del Comando Provinciale di Arezzo ad impiegarle per primo nei servizi sperimentali di controllo del transito fuoristrada e nelle manifestazioni amatoriali in programma nella provincia. In seguito, saranno utilizzate da altri reparti per verificarne sul territorio nazionale l’idoneità al servizio d’istituto in altri ambiti.

  • Lettera aperta

Questo ci porta a ricordare la lettera aperta rivolta dal Coordinamento Italiano Motociclisti, che tempo addietro denunciava il discutibile modo di agire degli uomini della Forestale;   le segnalazioni raccolte dall’associazione che tutela la sicurezza dei motociclisti, parlavano di ammende comminate dagli agenti in servizio a seguito di controlli “trabocchetto”, proprio sulle zone dell’Appennino tosco-emiliano.

Ci si auspica a questo punto che ai propositi di collaborazione del comandante Petrone, facciano seguito i fatti. Con azioni sì volte a maggiore sicurezza e rispetto delle regole, ma in maniera di fatto reciproca, sia dai motociclisti, ma anche da parte di  chi è preposto alla sorveglianza ed al mantenimento delle stesse regole.

 

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