MotoGP 2013, Gran premio di Assen: tempo di esami

La Motogp approda nella terra dei tulipani, ma cosa riserverà weekend olandese?  Rispetto alla scorsa edizione è tutto cambiato, vietati i pronostici!!

Domani, quella un tempo conosciuta come l’Università delle due ruote, aprirà i battenti, con molti dei suoi “studenti” che hanno cambiato divisa, alcuni si sono ritirati, altri invece appena iscritti.

Il tracciato di Assen vede come suo ultimo vincitore Casey Stoner ,inutile rimarcare l’impossibilità di un bis quest’anno del pilota australiano ormai ritiratosi dalla scuola della Motogp. Sul podio, accanto a Casey, nel 2012 vi erano Dani Pedrosa ( 2° classificato ) e Andrea Dovizioso ( 3° classificato )  all’epoca in sella ad una Yamaha clienti. Cambio di casacca anche per Valentino Rossi di ritorno con la Yamaha.

  • Il pilota italiano qui ha trionfato ben sette volte…

…ultima delle quali nel 2009 quando festeggiò anche il suo centesimo Gran Premio vinto . Statistiche alla mano il Dottore batte tutti: tra gli altri top riders Lorenzo è a quota quattro successi, Marquez  a tre, mentre Pedrosa salì sul gradino centrale del podio una sola volta. Studente ammonito dalla FIM con un bel sette in condotta è invece Alvaro Bautista. Il pilota spagnolo, si presenta al Gp d’Olanda, da sorvegliato speciale.

 

Cosa ci si può quindi aspettare da questo weekend?

Si può auspicare un Lorenzo alla ricerca di punti preziosi per il mondiale;un Pedrosa assetato di riscatto;un Marquez che esplora all’insegna di quello che sembra essere il suo motto quest’anno “Sto imparando,ogni risultato va bene” e un Valentino… semplicemente alla ricerca della tanto agognata vittoria.

Chi invece probabilmente spera che l’Olanda si mantenga fedele alla sua tipica pioggerellina è Andrea Dovizioso. Se, da come sembra, qualche risultato si può ben azzardare in caso di asfalto bagnato, sull’asciutto i problemi riscontrati già l’anno scorso da Rossi non hanno ancora trovato soluzione. Tra l’altro Andrea non può neanche contare sui riferimenti del suo predecessore, in quanto, nel 2012, Valentino tagliò il traguardo in tredicesima posizione, causa sosta ai box per il cambio di una gomma difettosa. In altre parole il Gran Premio di Assen rappresenta la fine del primo trimestre di gare e, come in ogni classe che si rispetti, ci sono i soliti “secchioni del gruppo” (leggi Pedrosa, Lorenzo, Marquez) che hanno superato tutti gli esami,ci sono poi gli studenti come Rossi o Cruchtlow che sono stati rimandati per un andamento scolastico altalenante, e infine i probabili bocciati che arrancano prestazioni non soddisfacenti per le loro potenzialità nascoste.

Il tracciato: Assen, un circuito storico!

La carta d’identità del “Van Drenthe”: per conoscerlo meglio, per apprezzarne il fascino e per scoprirne la storia.

28 km , 7705 m , 4552 m . No, non stiamo dando i numeri anche se, qualora li giocaste al lotto e vinceste potreste condividerne con SICURMOTO la vincita!! 28 km era la lunghezza originaria del primo circuito di Assen risalente al 1925 quando ancora si correva per strade di campagna. 7705 m è invece la ridotta dimensione del medesimo circuito quando nel 1955 si decise per questioni di sicurezza di limitare il tracciato e di renderlo chiuso al traffico quotidiano. Ma siccome la prima parte della pista venne ancora considerata troppo veloce per gli standard di sicurezza allora si decise nel 2006 di accorciarla ulteriormente. E così si arriva a quei 4552 metri solcati dalle velocissime Motogp, che correranno in questo circuito proprio questo weekend .Il problema per antonomasia dell’Olanda è rappresentato dalle condizioni atmosferiche. Infatti il circuito presenta spesso nei weekend di gara tratti di pista umidi o bagnati alternati a tratti asciutti a causa delle piogge che costantemente accompagnano il Motomondiale in questo suo appuntamento. Proprio per l’instabilità meteorologica sarà quindi ardua la scelta delle gomme. La valutazione dello pneumatico è fondamentale sia in vista della qualifica sia a maggior ragione della gara. La Bridgestone probabilmente porterà gomme con mescola asimmetrica visto che l’Università delle due ruote consta di 11 curve a sinistra contro le sole 6 a destra. Non altrettanto complicata si presenta invece la pista per quanto riguarda frenate e staccate. Infatti il circuito mostra tratti con curvoni  veloci e frenate poco impegnative. Assen, in seguito alle modifiche apportate negli anni-a detta dei piloti- è diventato meno spettacolare, ha perso parte del suo fascino poiché è stata eliminata la parte più guidata del vecchio tracciato rendendolo molto meno coinvolgente. Uno dei pochi legami con il passato è il mantenimento del sabato come giorno di gara. Questa scelta ha origini religiose legate al culto olandese calvinista sul quale poi si innestò una sorta di tradizione che continua ancora oggi, a differenza di ciò che accade per la Superbike, nella cui categoria si corre di domenica. Assen è il tipico circuito con un suo perché, un suo vissuto, una sua particolare usanza, una storia da raccontare. A questo circuito manca proprio solo l’inserimento in un qualche libro di storia e, vista la sua vetusta età e gli importanti fatti che lo hanno coinvolto potrebbe facilmente entrare a farvi parte. Noi speriamo però che una pagina di quel libro possa essere scritta tra qualche giorno, sabato pomeriggio, alle 14.

 ( A cura di Elena Crepaldi)

 

 

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