MotoGP 2013. Gp di Assen, focus on: quell’air bag “salvafratture”

Nel Gp olandese, numerose le cadute nei turni di prove libere e qualifiche. Le più rovinose per Lorenzo e Marquez. Fortunatamente indossavano gli air bag !

Il tintinnio della pioggia sveglia i piloti della MotoGP il venerdì mattina. Si preannuncia un turno di libere bagnato ma il battente rumore delle gocce va scemando e spunta nel cielo un timido raggio di sole. La pista va asciugandosi e l’impavido Marc Marquez decide di uscire con le slick nell’incredulità di tutti gli altri piloti che lo seguono stupefatti dai monitor dei loro box.

  • Caduta dopo un giro

Al primo giro lanciato lo spagnolo della Honda cade rovinosamente concludendo la corsa nella ghiaia. La gomma era fredda, soltanto il secondo giro era stato percorso del run che stava per andare ad affrontare. La caduta è purtroppo il tipico high side nel quale la ruota posteriore perde aderenza dalla pista spostandosi sul lato della moto e quando poi riprende aderenza disarciona il pilota che viene scaraventato in aria. Durante lo scalo tra la quarta e la terza marcia Marquez, ad una velocità di 137km/h, fu catapultato sul’asfalto olandese e si procurò la rottura del mignolo destro e dell’alluce sinistro. I danni furono limitati grazie all’utilizzo dell’air bag adottato da Honda con Alpinestars. Il system microprocessor dell’air bag controlla i movimenti del pilota in sella alla moto e nel malaugurato caso di un incidente l’air bag si gonfia in 45millesimi di secondo e rimane attivo circa 5 secondi prima che cominci a sgonfiarsi in modo tale da permettere al pilota un’eventuale risalita in moto per proseguire la corsa. Così Marquez, con quelle spalle pompate non dai muscoli ma dall’air bag , si rialzò dalla ghiaia e feroce più che mai il pomeriggio scese in pista e ottenne il primo crono!

  • L’impresa di Lorenzo

Durante le prove libere del Giovedì pomeriggio Jorge Lorenzo è caduto procurandosi una frattura scomposta alla clavicola sinistra. Ad oltre 230km/h il maiorchino in piena quinta marcia sfiora la riga bianca che delimita la pista e mette le ruote su una pozza d’acqua, provocando il fenomeno dell’acquaplaning, ovvero lo slittamento della ruota per la non aderenza con l’asfalto a causa di uno strato d’acqua tra le due superfici. Anche Lorenzo però è dotato di un air bag che ha garantito una maggior sicurezza al pilota e ha permesso di limitare i danni alla sola clavicola. Subito il trasporto all’ospedale di Assen e in seguito il volo per Barcellona. Durante la notte Jorge ha subito un’operazione di due ore con anestesia totale. Le televisioni e i giornali parlavano di “mondiale perso” e di un prossimo rientro solo al Sachsenring. Lui, appena risvegliatosi dopo l’operazione, fa sapere di voler tornare ad Assen “per star vicino alla squadra”.

(A cura di Elena Crepaldi)

 

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