MotoGP 2013, Gran Premio di Silverstone: I piloti come birilli.

Tante cadute in Inghilterra. Alcune sono state banali scivolate, altre ci hanno fatto sussultare per l’incolumità dei piloti, ma fortunatamente… tutto bene!

Silverstone è considerato tra i più veloci tracciati di tutto il motomondiale caratterizzato da lunghi rettilinei e curvoni con frenate poco impegnative che permettono quindi un buon raffreddamento degli impianti frenanti. Il circuito è molto sicuro per piloti e moto perché provvisto di ampie vie di fuga, tanto che né i veicoli né i guidatori, durante una caduta, raggiungono le barriere poste a bordo pista. Alcune tra queste vie di fuga sono in pratica per un tratto asfaltate e ciò rende i piloti dei “proiettili” non trovando la ghiaia che freni la loro velocità. Inoltre la pista, a detta dei piloti, ha numerosi avvallamenti e buche che rendono fastidiosa, ma soprattutto pericolosa la guida.

  • Yonny apre le “danze”

Il primo a scontrarsi con il gelido asfalto della Domenica mattina inglese, è stato Yonny Hernandez alla curva Chapel. Anche se questa non è la prima caduta del colombiano del weekend, fortunatamente per lui è stata la terza senza conseguenze. Altri tre piloti hanno dovuto fare i conti con “Vale”… E purtroppo non stiamo parlando del pilota numero 46 ma della curva che ha il sopraddetto nome . Questa svolta comporta una violenta staccata che richiede di passare da una velocità iniziale di media pari a 234 km/h a quella finale di 79 km/h ( secondo dati Brembo). Nel giro dei 20 minuti del Warm up sono capitolati : Michele Pirro con la sua Ducati Pramac, che ha poi scontato in gara i postumi della scivolata; Cal Crutchlow, che è inceppato nella terza caduta proprio nel suo weekend di casa ,e Marc Marquez , scivolato pochi secondi dopo l’inglese.

  • Strike in Moto2, ma soccorsi tempestivi

I commissari erano ancora sulla ghiaia per assistere Cal quando ad un tratto sono dovuti scappare via insieme al pilota perché la Honda del Cabroncito è rotolata come un missile ma ha colpito fortunatamente solo la moto Tech3. Non agli avvallamenti, ma alla disattenzione del pilota è invece stata causa dell’incidente che ha coinvolto quattro piloti nel Warm up della Moto2. Particolarmente impressionante è stato il ruzzolone a catena perché avvenuto durante le prove di partenza a bassa velocità ma soprattutto perché Rivas, a causa del violento impatto con l’asfalto, ha perso conoscenza rimanendo privo di sensi. Gli altri riders coinvolti in questo incidente sono stati Simeon, Odendaal e Torres. Il tempestivo intervento dei soccorsi ha limitato i danni per i piloti che sono stati trasportati d’urgenza al centro medico. La sicurezza e l’incolumità di questi sono state correttamente garantite dall’efficienza degli operatori e dall’accessibilità alla pista da parte dei mezzi di soccorso. L’incidente, fortunatamente, si è risolto in un grande spavento.

(a cura di Elena Crepaldi)

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