Johammer J1, la vera alternativa?

Per prestazioni ed autonomia la J1 può rappresentare il deciso passo in avanti sul fronte della propulsione elettrica.

Le moto elettriche, sia per prestazioni che, soprattutto, per autonomia, sono ancora ben lontane dal poter competere con le tradizionali moto a propulsione termica; se nelle auto questo aspetto sta lentamente migliorando grazie anche al maggiore spazio disponibile per le batterie, per i mezzi a due ruote, almeno fino ad oggi, si era ancora ben lontani dal rappresentare una valida alternativa ai motori termici.

  • Adatta alla città, ma anche ai giri fuori porta

La proposta austriaca della Johammer sembra aver dato una svolta decisa alle moto elettriche presentando la J1, moto capace, almeno nelle dichiarazioni dei costruttori, di un autonomia pari a 200 km di utilizzo reale.

Con una simile autonomia la J1 si affaccia al mercato come una possibile sostituta delle moto con motore convenzionale, relegata non solo all’interno delle città, ma anche per un turismo a breve e medio raggio.

  • Non passa certo inosservata…

Vediamo più nel dettaglio la Johammer J1, disponibile in due versioni (J1.150 con 150 km di autonomia e J1.200 con 200 km di autonomia): quello che immediatamente colpisce è il design, che si presenta a dir poco anticonvenzionale, ad un primo sguardo è talmente fuori dagli schemi da spiazzare e non si è in grado di decifrare l’oggetto che abbiamo davanti, difficile dire che sia bella, ma osservandola meglio e facendoci l’occhio a nostro parere la moto ha un suo perché, la linea non passa inosservata ma ha un suo equilibrio e le forme sono piacevoli e molto futuristiche, dobbiamo pensare che ultimante si stanno affacciando al mercato proposte dalle linee particolari tanto quanto quelle della J1, vedi ad esempio la nuova Honda Vultus.

Le vere innovazioni stanno però sotto la pelle, la Johammer J1 è dotata di un motore elettrico da 11 kw raffreddato ad aria situato nel mozzo posteriore, in grado di spingerla fino a 120 km/h autolimitati, il motore funziona sia come unità propulsiva che come sistema di recupero della carica dall’energia cinetica in fase di frenata o rallentamento.

  • Un cuore al Litio

Le batterie agli ioni di litio, vero cuore della moto, sono, nella versione con maggiore autonomia, da ben 12,7 Kwh, garantendo l’autonomia dichiarata di 200 km ed hanno una vita di almeno 100.000 km prima di scendere sotto l’80% della capacità residua di carica, un valore che difficilmente verrà mai raggiunto. Per ricaricarle fino all’80% sono necessarie 2.5 ore per la J1.150 e 3.5 ore per la J1.200, opzionalmente è possibile acquistare il kit di ricarica rapida che porta i tempi rispettivamente a 60 e 80 minuti.

Anche il reparto ciclistico esce dagli schemi, presentando all’anteriore un forcellone con mozzo sterzante in stile Bimota Tesi, soluzione in grado di separare le forze frenanti da quelle di sterzo.

Il telaio è interamente in alluminio e, nonostante il peso delle batterie, ferma l’ago della bilancia a 159 kg per la versione con autonomia minore e 178 kg per la J1.200. Assolutamente futuristica anche la strumentazione di questa moto, completamente assente della posizione in cui ci si aspetterebbe di trovarla, ma presente in due piccoli pannelli LCD situati negli specchietti.

 

  • Prezzo elevato, ma…

Questo gioiello di tecnologia non è certo economico, per averla servono 23.000 euro per la versione J1.150 e 25.000 euro per la J1.200.

Certo il prezzo non è contenuto ma chi avrà il coraggio di acquistare questa moto si troverà a cavalcare un gioiello tecnologico dal design innovativo e fuori dagli schemi, non passerà certo inosservato e potrà provare sensazioni di guida certamente diverse da quelle a cui siamo abituati, ma non meno emozionanti; non ultimo una volta sborsato il prezzo iniziale i costi di gestione saranno ridotti praticamente a zero.

 

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