Primi passi in sella: meglio la moto o lo scooter?

L’attuale normativa sulla patente A2 pare aver dato nuova linfa alle moto di piccola cilindrata. Ma lo scooter resiste.

Da tempo lo scooter è da molti preferito come mezzo per muovere i primi passi in moto, oltre che alternativa all’auto negli spostamenti di ogni giorno. I numeri di questo settore, stanno lì a confermarlo:

  • La moto guadagna terreno nel 2014

Tra gli alti e bassi della crisi, sono quantificabili in 104.589 gli scooter immatricolati nel 2010 e 44.590, invece, nel 2013, tenendo ben presente che questo è stato l’anno peggiore. Nel 2014, però, le moto, soprattutto nella categoria dei mezzi “entry level” sembrano accogliere un timida ripresa , registrando valori incoraggianti: ne sono un esempio mezzi come la Honda NC 700-750 (1.851 unità da gennaio a giugno 2014), le sorelline CB 500 (732 unità) o le piccole KTM Duke (688 unità);  questo si traduce in un +17,3% per le moto tra 300-500cc e un + 17,6% per gli scooter tra 250cc e 500cc che contribuisce a garantire a questi ultimi un differenziale nell’anno in corso di 16.546 immatricolati in più rispetto alle prime (fonte: Ministero dei trasporti).

  • Nuovi motociclisti crescono

Analizzando i freddi dati è facile rendersi conto di come i motociclisti Italiani comincino a richiedere le piccole cilindrate al punto di scuotere un segmento fino ad oggi abbastanza statico a tutto vantaggio delle “maxi” (ad esempio R1200 GS, Z800, Multistrada 1200), mentre i gusti per lo scooter vanno esattamente nella direzione opposta con una ingente richiesta di motorizzazioni “oversize” che fanno riflettere sul progressivo venir meno dei confini tra queste due tipologie di mezzi; se però negli anni passati la differenza era netta e i giovani si appassionavano con facilità alle 2 tempi grazie alle loro prestazioni e ai dettagli derivati dal mondo delle competizioni, a partire dal 2001, con la nascita del T-MAX in particolare, il mondo delle prestazioni e del piacere di guida si apre a quelli che delle moto proprio non ne vogliono sapere e tra questi molti sono clienti nostrani, tanto che il Bel Paese è tra i primi mercati di riferimento.

  • Lo scooter resiste

I novizi delle due ruote mostrano quindi una preferenza costante per lo scooter, nonostante siano presenti sul mercato mezzi di piccola  e media cilindrata semplici nell’approcci e poco impegnativi nei costi di gestione; grazie ad una filosofia costruttiva tutta incentrata sulla facilità dei comandi, semplicità dei componenti e sicurezza nella guida (vedi ABS).

  • Ma se queste sono le carte giocate per attirare nuovi utenti, dobbiamo fare alcune considerazioni:

…e le prime che vengono in mente sono quelle legate alla potenza limitata di questi mezzi (48 CV) che unita al peso in molti casi compreso tra i 170 kg e i 190 kg (la nuova normativa impone il rispetto di un preciso rapporto peso/potenza) rende il confronto con i “cugini” decisamente poco scontato così come poco scontata è la superiorità telaistica della moto se rapportata ai contesti in cui queste due tipologie di mezzi vengono impiegati, ovvero la città e le brevi gitarelle fuoriporta.

  • In città vince lo scooter

Nei contesti urbani lo scooter ha un considerevole vantaggio dato non solo dalla praticità della trasmissione a variatore e dalla protezione dalle intemperie, ma per l’appunto da un telaio che adotta spesso lo schema a “culla aperta”  in grado di assorbire gli urti e le imperfezioni del manto stradale in maniera molto efficiente.

  • Tra le curve, la moto si prende la rivincita

Venendo alla parte ludica è chiaro che quando viene voglia di divertirsi tra le curve la moto si rifà con gli interessi e la nostra sfida si riapre;  la moto risulta un mezzo che dà ai progettisti più libertà nello sviluppo dei componenti anche se a volte viene sacrificata la praticità in favore però delle emozioni di guida.

  • Cosa dice l’esperto? Due chiacchiere con…

Da tutto questo deduciamo che per comprendere le reali differenze prestazionali tra moto e scooter è necessario lo sviluppo di una vera e propria tecnica di guida. Facciamo allora quattro chiacchere con chi oramai da anni ha deciso di dedicare il suo impegno alla formazione dei giovani e meno giovani verso l’utilizzo consapevole dei mezzi a due ruote.

Maurizio Baglioni è un pilota che vanta una attività agonistica ininterrotta dal 1977. E’ stato tecnico di riferimento delle maggiori case motociclistiche sul territorio e nel 2009 decide di dare il via al progetto “Team Biketrainer.it”, un’associazione sportiva che organizza corsi di guida strada/pista e corsi di meccanica per semplici appassionati o per chi vuole diventare professionista.

Maurizio, gli attuali maxi scooter sono davvero più sicuri delle moto entry level?

“Sì, se li consideriamo a pari livello come impianti frenanti e condizioni d’uso, cioè con o senza ABS e su strade cittadine. In caso di urto le plastiche e la struttura del telaio ad alta deformabilità permettono di assorbire molto meglio energie considerevoli, trasferendo al pilota un’ energia residua minore rispetto ai più rigidi telai delle moto; difatti in caso di incidente la struttura dello scooter si deforma progressivamente mentre il telaio della moto molto meno. Un discorso a parte dobbiamo farlo per il T-MAX nel quale sono confluite metodiche di progettazione tali da renderlo una “moto travestita”, dote che in taluni contesti, il baricentro basso, la posizione in sella e l’erogazione del motore, lo rendono più performante di alcune motociclette entry level.”

La presenza di ingombranti plastiche e interassi lunghi non rende i maxi scooter più impacciati nella guida disinvolta?

“Nelle condizioni d’uso cittadino e in presenza di un traffico congestionato, il maxi scooter pone un area frontale decisamente ingombrante, quanto una maxi tourer.”

La maggiore facilità dello scooter nonché il suo livello di protezione non rischia di disincentivare ad una guida attenta e consapevole?

“Purtroppo sì, oramai gli scooter garantiscono prestazioni notevoli per l’utilizzo stradale e invogliano alla guida spigliata, a cui va aggiunta la cattiva abitudine di non utilizzare l’abbigliamento adeguato. Si pensava ad appannaggio dei soli giovani la tendenza a presumersi immortali, al contrario il trasversale coinvolgimento delle diverse generazioni mostra un diffuso comportamento superficiale e per di più non contrastato dai media che non credono a sufficienza nella cultura sociale sulla prevenzione in generale.”

Ad oggi non possiamo ancora dire se continueremo a vedere moto al fianco degli scooter oppure confinate nei circuiti, finalizzate alla pura prestazione sportiva. Di sicuro a molti faranno ancora battere il cuore.

 (di Marcello Pieri)

2 commenti

  1. Bella analisi, supportata da una intervista degna di nota considerato l'intervistato. Ai lettori la scelta fra scooter e moto, quesito degno di un referendum... ;-D io voto moto.

lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *