Assicurazioni, una lotta inutile: sinistri che calano, ma premi sempre più alti

Secondo una indagine Aneis, negli ultimi 14 anni, il numero dei sinistri è sceso del 60%, i morti sono passati dagli oltre 8.000 dell’anno 2000 ai 3.000 di oggi eppure…

Uno degli obiettivi della Riforma RC Auto è incrementare i controlli sul mercato assicurativo e rendere trasparente il rapporto tra cliente e assicurazione. Altro obiettivo è quello di abbassare i premi delle polizze, tra i più alti in Europa. Tuttavia, come più volte denunciato da Aneis – Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale – tra il 2000-2014 la diminuzione del numero degli incidenti si è attestata al 60%, livello che porta l’Italia vicina alla media europea. Il numero dei sinistri pagati e quindi il monte dei risarcimenti è di molto diminuito, ma nello stesso periodo le polizze sono aumentate addirittura del 220% e più.

  • Perché le compagnie assicurative non riducono i premi delle polizze e dichiarano il settore in perdita?

Le Compagnie assicurative guadagnano di più, hanno premi più alti e pagano un minor numero di sinistri, infatti, negli ultimi 14 anni, secondo dati ISTAT, il numero dei sinistri è sceso del 60%, i morti sono passati dagli oltre 8000 dell’anno 2000 ai 3.000 di oggi, i risarcimenti sono stati nello stesso periodo drasticamente ridotti di almeno il 50% e basterebbe solo questo per capire che i numeri forniti da ANIA sono falsi. Ma le compagnie non si accontentano,  – spiega il Presidente di Aneis, Luigi CiprianoNel 2011 la Cassazione ha stabilito che il risarcimento del danno biologico deve avvenire applicando le tabelle predisposte dal Tribunale di Milano, nel 2013 la Cassazione ha ribadito l’equità della tabella di Milano e dei valori dei risarcimenti così calcolati, ma ora le Assicurazioni vorrebbero dimezzarli. A chi oggi è stata riconosciuta un’invalidità del 100% e ha 35 anni spetterebbe, secondo le tabelle, poco più di 1 milione di euro, ma se passasse la proposta delle Assicurazioni lo stesso soggetto andrebbe a percepire circa 700.000 mila euro. Questo penalizzerebbe notevolmente le vittime degli incidenti stradali e incrementerebbe notevolmente i già floridi guadagni delle compagnie assicuratrici.

  • Le truffe, un alibi che non regge

Sempre secondo Ligi Cipriano, il problema delle truffe,  da sempre sbandierato dalle compagnie è un alibi che non trova riscontri: “Siamo abituati a leggere di danneggiati che truffa, magari con l’aiuto del patrocinatore, dell’avvocato, del medico e del carrozziere, ma quando l’Assicurazione non paga l’importo dovuto, non è forse la compagnia a truffare? Quando si vincono le cause e le compagnie vengono condannate a pagare un risarcimento aggiuntivo a  quello già corrisposto, non significa forse che fino a quel momento è stata la compagnia ad aver perpetrato una truffa scongiurata solo dall’intervento del Giudice?
Dunque i premi dell’RC Auto non diminuiscono, ma calano gli incidenti, una situazione idilliaca per le Assicurazioni, ma non certo per i consumatori. Ancora una volta, anche con le Riforma RC Auto, le lobby assicurative avranno la  meglio sui diritti dei cittadini italiani.

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