Bollo moto storiche: la Cassazione toglie le deroghe regionali

Ogni Regione che ha applicato esenzioni o pagamenti ridotti dovrà attenersi alle disposizioni del Governo. Si teme il caos

La norma sul pagamento del pieno importo per moto di interesse storico – quindi con periodo di immatricolazione tra i 20 ed i 29 anni- è ormai Giurisprudenza. La corte di Cassazione ha eliminato con una sentenza le varie deroghe regionali, con le quali, ogni regione poteva concedere o meno delle agevolazioni ai possessori di mezzi storici (auto e moto). Quindi dal 2017 ci si dovrà attenere alle disposizioni governative, senza differenziazione in base al luogo di residenza sul tema del bollo per moto storiche.

  • Rischio mora per chi ha pagato tassa ridotta 2015-16?

Visto che ogni sentenza emessa dalla Suprema Corte fa giurisprudenza, c’è ora il rischio serio per gli appassionati residenti nelle regioni che garantivano una agevolazione o sconto sul bollo, di vedersi notificate dalla Agenzia delle Entrate la richiesta di restituzione – magari con interessi di mora- la differenza tra la tassa pagata agevolata e quella ordinaria. Al momento non c’è la certezza su questa eventualità, ma le “sorprese” possono essere dietro l’angolo.

L’unica certezza è che con questa nuova normativa riguardo i bolli per i veicoli storici si è creato un danno non indifferente al mercato (di nicchia) per questo tipo di veicoli, con danni anche all’indotto rappresentato dagli artigiani restauratori. Un settore che non rappresenta una risorsa per le casse dell’Erario, e che è stato messo in ginocchio da una norma che a conti fatti ha racimolato poche decine di milioni di euro a fronte di costi per mancati guadagni ben più elevati.

Un settore fatto da artigiani e piccoli imprenditori messi in ginocchio da queste disposizioni che non hanno portato guadagno all’Erario, ma che invece hanno costretto a svendere o mandare all’estero una parte del  nostro patrimonio culturale motoristico.

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