Litigio stradale in Val di Susa: furgone impazzito insegue e travolge una moto

La cronaca dell’Estate è sempre piena di drammi stradali, ma dove il Codice non basta cosa si deve fare per riuscire a tornare a casa e raccontare quello che è successo?

Una mancata precedenza, un incidente, un ragazzo in ospedale ed una ragazza che perde la vita. Un quadro tristemente noto, dove i biker ci rimettono sempre, anche quando non sono loro i cattivi.

  • I fatti

Un furgone si immette sulla strada senza dare la precedenza, nasce un diverbio con un motociclista e forse parte un cazzotto ad uno specchietto, ma per il guidatore del Transit è un’offesa troppo grave. Nasce un inseguimento alla Starsky & Hutch, in cui la moto, una KTM 690, semina agilmente il mezzo pesante. Dopo qualche Km, però, il motociclista si ferma ad uno stop ed ecco l’occasione: il furgone sorpassa a folle velocità tutta la fila di auto e si avventa sulla moto, schiacciandola contro un guardrail.

  • Le persone

La zav Elisa Ferrero, 26 anni, muore sul colpo. Il biker Matteo Penna, 29 anni, è in gravi condizioni per trauma cranico e toracico. Il guidatore Maurizio De Giulio, 50 anni, che guidava in stato di ebbrezza, appena finito di consumare la sua folle vendetta è sceso dal furgone ed ha telefonato al suo avvocato. Una mossa da esperto, visto che qualche anno fa, sempre in stato di ebbrezza, aveva causato un incidente a catena “bucando” un rosso. Sul furgone con lui, la sua compagna e la figlia della coppia.

  • Omicidio stradale? Ma per piacere…

De Giulio è attualmente in stato di fermo per Omicidio Stradale (qui il nostro approfondimento sulla legge), ma noi ci aspettiamo presto una revisione dell’accusa. Lo stradale è una fattispecie di omicidio colposo, il reato di chi causa la morte di una o più persone involontariamente. In questo caso, secondo noi, l’accusa più giusta sarebbe (e sarà, scommetteteci) di Omicidio Volontario. Reato per il quale si uccide per la volontà di uccidere, che prevede condanne notevolmente più pesanti.

  • In conclusione

In TV si polemizza sulla patente di De Giulio, mentre qualcuno ripete la filastrocca dell’omicidio stradale. Sui social si critica la compagna e si invocano colorite ed improbabili pene di morte, cose da social, appunto. La verità è che De Giulio ha utilizzato il suo Ford come un ariete, con la stessa determinazione omicida di un terrorista, come avremmo potuto evitarlo? Purtroppo in nessun modo, quindi senza ipocrisia (ed invocando per il guidatore del Transit la pensa più severa prevista), possiamo solo consigliarvi di evitare sempre litigi o discussioni per strada. Il volante è uno sfogo per tanti frustrati, folli, nevrotici e quando siamo sulle nostre due ruote, noi motociclisti siamo troppo deboli ed indifesi. Se siete vittime di una grave infrazione al Codice, prendete la targa e segnalate la cosa alle Forze dell’Ordine: causare un controllo e far ritirare la patente ad un alcolizzato può dare molta più soddisfazione.

Non ci sono commenti

lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *