Ducati Desmosedici Stradale, un sogno street legal

La presentazione del nuovo motore Ducati, senza esagerazioni, è un anno zero nella storia della casa

Ducati non abbandona il bicilindrico ma, per la prima volta su una moto di serie, dalle linee di montaggio di Borgo Panigale uscirà una V4: ecco il video ufficiale

  • Dalla MotoGP direttamente in SBK

Più volte negli anni la Ducati aveva accarezzato l’idea di un 4 cilindri, ma i progetti non avevano mai sorpassato il livello di prototipo. I tempi però cambiano ed a Borgo Panigale hanno deciso di sfruttare l’enorme lavoro di progettazione della Desmosedici GP per dare un’erede  alla Panigale, bella e tecnologica, ma deludente nei risultati a paragone con le 4 cilindri di ultima generazione. La nuova moto, della quale al momento gira un’immagine rubata in un box (qui sotto), sarà anche la prima moto di grande produzione derivata dalla massima categoria: così, quando poi la V4 sarà omologata per la Superbike, la Ducati potrà importare nelle derivate di serie la fantascientifica tecnologia delle MotoGP. Mica fessi!

  • Il motore

Il D16 Stradale è strettamente imparentato con il motore di Jorge Lorenzo: si tratta di un 4 cilindri a v di 90° ruotato indietro di 42° per ingombrare di meno tra le ruote. L’alesaggio è di 81mm come da regolamento MotoGP, ma la cilindrata è stata aumentata, portando la corsa a 53,5 mm, per un’erogazione più corposa e meno appuntita, grazie anche all’albero motore Twin Pulse a scoppi irregolari. Il motore eroga oltre 210 CV a 13.000 rpm e 120 Nm da 87.00 a 12.200 rpm, già pazzeschi per un Euro 4, chissà quando saranno disponibili scarichi Termignoni e centralina racing…
I corpi farfallati ovali, come i cornetti di aspirazione a geometria variabile, l’intera testata e le valvole, derivano dalla MotoGP e sono un vero gioiello. I doppi iniettori sono posizionati uno prima ed uno dopo la valvola a farfalla. Per concludere, l’albero motore è controrotante per contrastare l’effetto giroscopico delle ruote ed aumentare la maneggevolezza, questa soluzione aiuta anche a schiacciare a terra il muso in accelerazione ed il posteriore in frenata, ma sarebbe troppo difficile spiegare perchè…

  • Dalla pista alla strada

Una sapiente riprogettazione ha consentito di portare l’affidabilità di questo mostro al livello di qualsiasi moto da città, i tagliandi infatti sono programmati ogni 12.000 km, mentre ogni 24.000 sarà necessario verificare il gioco delle 16 valvole desmodromiche. Probabilmente vedremo già all’EICMA un prototipo definitivo della nuova moto, ma a causa della cilindrata la nuova V4 non potrà partecipare al mondiale superbike. Una versione pronto corsa da 1000 CC è attesa per il 2019, anche se la Ducati ama sorprendere il suo pubblico. Ogni decisione sarà comunque delicata, perché pare che Harley sia disposta a staccare un assegno di un miliardo e mezzo di dollari per Ducati e la Volkwsagen, attuale proprietaria, non può fare passi falsi.

Desmosedici stradale: dati tecnici
– Motore quattro cilindri a V di 90° da 1.103 cm³
– Alesaggio x corsa 81 x 53,5 mm
– Rapporto di compressione 14:1
– Potenza massima oltre 155 kW (210 CV) a 13.000 giri/minuto
– Coppia massima oltre 120 Nm (12,2 Kgm) da 8.750 a 12.250 giri/minuto
– Albero motore controrotante con perni di biella sfalsati di 70°
– Distribuzione mista catena/ingranaggi con doppio albero a camme in testa desmodromica, 4 valvole per cilindro
– Alimentazione con quattro corpi ovali con diametro equivalente di 52 mm e cornetti ad altezza variabile
– Frizione multidisco a bagno d’olio, asservita e con antisaltellamento
– Lubrificazione a carter semi-secco e quattro pompe olio: 1 di mandata e 3 di recupero
– Cambio a sei rapporti con sistema DQS up & down
– Intervallo di manutenzione “Desmo Service” fissato a 24.000 km
– Omologazione Euro 4

Non ci sono commenti

lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *