Dakar 2018 day 4 – Sunderland out, Yamaha approfitta

Di scena oggi il più lungo tratto di dune mai visto in un Dakar Rally

La quarta tappa della Dakar si rivela ancor più dura delle precendenti e ne fanno le spese persino i top driver

  • L’anello di fuoco

Quarta tappa di 444 chilometri e seconda ad anello per questa Dakar 2018.  Per la prima volta oggi i piloti sono partiti in linea: a gruppi di quindici per le moto, quattro per le auto e due a due per i camion. Il percorso di oggi è stato tra i più complessi finora, con tutti i tipi di terreno in gioco: dalle piste strette nei canyon a quelle più ampie nella sabbia, alle dune. Proprio in questa 4a tappa, infatti, i piloti si sono trovati davanti al più lungo tratto di dune mai proposto all’interno di un percorso della Dakar: ben 100 lunghissimi chilometri con montagne di sabbia di tutte le altezzeGià dai primi chilometri, partendo dal mare, chi sceglierà di stare più vicino al bagnasciuga troverà una serie di whoops e onde nella sabbia, mentre chi starà più verso l’interno dovrà stare attento alla vegetazione e ai pezzi di tronco che costelleranno il terreno. In queste condizioni la navigazione fa la differenza, soprattutto nella parte finale con un canyon il cui passaggio interno non è stato semplice da trovare per i primi del gruppo.

 

  • Auto: Tripletta Peugeot con Loeb che firma la sua prima vittoria

Altra giornata memorabile per la casa francese, che piazza tre vetture sul podio. Il nove volte campione del mondo di rally Sebastian Loeb, dopo un finale combattutissimo si piazza primo chiudendo a 3h 57′ 53”, dietro di lui “El matador” Carlos Sainz staccato di 1′ 35”. Ultima piazza del podio occupata da Stephane Peterhansel, con un ritardo di 3′ 16”. I tre si sono dati filo da torcere fino alla fine con continui scambi di posizioni. Peccato per il francese Despres, fino a quel momento protagonista con i primi, che al chilometro 180 si è dovuto fermare a causa di una ruota posteriore staccata, con l’equipaggio impossibilitato a ripararla. Un plauso va anche al nostro Eugenio Amos, che conclude la tappa al quarto posto con 35′ di ritardo.

  • Moto: Yamaha in grande spolvero, Sunderland KO

Giornata che sorride alla Yamaha, che riesce oggi a piazzare un 1–2 con Adrien van Beveren e Xavier De Soultrait. Il primo, che era 7° a oltre 10 minuti da Sunderland, a metà gara prende il comando per non lasciarlo più, chiudendo alla fine a 4h 8′ 23” e staccando di 5′ 01” il compagno di squadra. Più distaccato Matthias Walkner, che chiude terzo con 7′ 10” di ritardo. E’ un altro, però, il clamoroso colpo di scena della tappa odierna: Sam Sunderland, il superfavorito portacolori KTM e campione in carica, si è ritirato. Una bruttissima caduta per lui con conseguenti dolori alla schiena che l’hanno costretto ad alzare bandiera bianca. Dopo l’errore di Barreda di ieri, che lo ha relegato nei bassifondi della classifica, la Dakar 2018 perde un altro dei “big” candidati alla vittoria. Ma per lo spettacolo in fin dei conti non è un male: la classifica generale infatti, è stata rivoltata come un calzino, con il vincitore di oggi Adrien Van Beveren che vola al comando superando il cileno Pablo Quintanilla su un’imprevedibile Husqvarna, distante 1′ 55”, mentre al terzo posto troviamo l’argentino Kevin Benavides della Honda a +3′ 15”. Attenzione poi a Toby Price, che per il momento non ha ancora piazzato zampate, ma rimane sornione nelle posizioni di vertice staccato di 10′ 14″ e da domani avrà addosso la pressione del team KTM. La questione dunque rimane apertissima, e preannuncia grandi rimonte e prestazioni nei prossimi giorni. Il migliore dei piloti di casa nostra rimane sempre Alessandro Botturi, che con la sua Yamaha oggi ha pagato 20′ 20″ dal vincitore andando a scalare tre posizioni nella classifica assoluta e piazzandosi 20°.

Dakar 2018 al cardiopalma, continua a seguirla con noi ogni giorno per non perderne neanche una virgola!

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