Nuova omologazione caschi ECE 22-06: cosa cambia

La parola d’ordine della nuova norma: maggiore severità

Dopo anni di stallo nel 2020 sarà in vigore la nuova normativa per le omologazioni dei caschi da strada

L’ultimo aggiornamento sulla norma risale all’ormai lontano giugno 2000. Dopo anni, finalmente, una svolta nel dicembre 2017. La GRSP (Global Road Safety Partnership) ha iniziato in modo informale il processo di stesura della norma. Un iter già definito, tant’è che la nuova omologazione ECE 22-06 potrebbe essere già applicata nei primi mesi del 2020.

  • Maggiori punti di impatto

L’omologazione ECE attuale individua 5 punti di impatto dell’incudine sul casco; fronte, sommità, retro, laterale e mentoniera. Per rendere ancora più severa la prova, con la nuova norma, si aggiungeranno altri punti di impatto (4 o 6) sulle linee mediane ed in più si aggiungerà un punto in più a campione, diverso su ogni casco in omologazione. Secondo il presidente dell’ANCMA, Gianluca Solani, questo nuovo metodo di valutazione sarà ancora più completo rispetto alle prove della fondazione americana Snell (ne abbiamo parlato QUI), la quale considera per i test punti casuali sulla linea mediana della calotta, ma non considera i punti sulla mentoniera e sul lato.

 

  • Impatti a bassa frequenza

Oltre ad a essere ottimizzati per resistere ai picchi di energia dovuti ai grossi urti, i nuovi caschi dovranno essere capaci di assorbire colpi a minore intensità. Questa novità è stata inserita a causa dell’elevata percentuale di morti per colpi a bassa velocità. Attualmente l’omologazione prevede impatti contro incudine piatta e “Kerbostone”, a forma di marciapiede, da 7,5 metri di altezza (5,5 per la mentoniera) per una velocità di 7,5 m/s 28 Km/h). Nella ECE 22.06 invece saranno previsti impatti a 5,5 ed a 8,5 metri per verificare il comportamento del casco in tutti i casi

  • Test rotazionale

Tra le più importanti novità troviamo l’introduzione del test di accelerazione rotazionale, ovvero l’indice che misura il danno riportato dal conducente quando il casco impatta su una sporgenza lateralmente. Questo test non era possibile effettuarlo in maniera precisa in passato per via di tecnologie arretrate. Oggi si potrà misurare precisamente grazie a false teste in magnesio dotate di grip per simulare l’effetto pelle, nove accelerometri e sensori di velocità angolare montati su di essa.

  • Omologazione P/J

La ECE 22.06 dovrebbe ufficializzare la procedura di doppia omologazione per i caschi apribili o modulari e uniformarla a quella già adottata da alcune nazioni in cui le regole sono più restrittive, come l’Italia. Nel nostro paese la norma recepita dal Ministero dei Trasporti prescrive che un casco con omologazione P/J, quando è sottoposto alle prove cicliche, deve restare sempre chiuso o sempre aperto rispettivamente quando viene sottoposto ai test da integrale o da jet, superando entrambi i test.

  • Meno sporgenze, più comunicazione

La nuova normativa ECE 22.06 dovrebbe inoltre regolare il discorso dei dispositivi di intercomunicazione. Molte aziende vendono caschi predisposti per i dispositivi di comunicazione. Secondo la norma di omologazione, tutte le sporgenze esterne non dovrebbero essere consentite. Ciò perché sarebbe necessario verificare sia la predisposizione dei caschi sia la possibilità di montare impianti esterni. In quest’ultimo caso, bisogna specificare come devono essere gli ancoraggi e gli alloggiamenti interni. Inoltre, il montaggio degli impianti esterni, dovranno essere effettuati dal personale autorizzato.

  • Questioni in sospeso

Restano aperte molte questioni. Spicca su tutte il criterio di rumorosità. Non c’è un limite definito per la rumorosità interna del casco, per questo motivo nella norma bisognerà esplicare le procedure per queste misurazioni, siano esse legate alla rumorosità o alla capacità di dissipare calore. Si punterà a mettere in evidenza questi nuovi parametri come dei valori aggiuntivi rispetto all’omologazione base, ciò per premiare i produttori di caschi che investono in ricerca e sviluppo.

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