Moto Morini Scrambler: natura selvaggia

Si dice che il Bialbero CorsaCorta 1200 sia il miglior motore al mondo, noi vi raccontiamo perchè

Le tre facce di una delle moto più divertenti che abbiamo mai guidato, con una piccola pecca facilmente risolvibile.

  • La parte dell’occhio

A vederla da vicino, diciamoci la verità, la Morini Scrambler è una vintage come tante altre: faro tondo, sellona, ruote a raggi da 19″ e 17″, scarico alto, radiatore enorme e quella colorazione nera opaca che dura dal Monster Dark del 1998 ma che, forse, fa sembrare le moto tutte uguali. Sotto la pelle muscoli tesi: telaio a traliccio con tubi portanti da 70mm, sospensioni completamente regolabili con mono Sachs e forcella rovesciata Marzocchi da 50mm ed una serie di dettagli (cupolino in carbonio, piastra inferiore triple clamp, forcellone sagomato) per raggiungere un equilibrio che in questa moto forse ha anche un significato filosofico: la Moto Morini Scrambler 1200 è una moto per chi sa guardare oltre le apparenze.

  • In sella

Sedersi su questa muscolosa moto italiana spiazza: nonostante le apparenze stradali la seduta è davvero alta, ma le pedane vicine ed il manubrio da naked disegnano una posizione di guida inusuale, più da flat tracker che da scrambler pura. L’ergonomia comunque è buona, con le braccia leggermente allungate ed il peso del busto ben distribuito tra sella e manubrio. Il cruscotto è compatto, con contagiri analogico ed un grande display multifunzione completo e ben visibile. Eleganti gli specchietti senza cornice, che sembrano sparire durante la guida. Non a caso tutta la moto, componentistica compresa, è 100% Made in Italy.

  • Su strada

Staccando la soffice frizione idraulica, facciamo conoscenza con sua maestà il Bialbero CorsaCorta. Chi ci segue sa che non amiamo i bicilindrici a V, motori con un punto di coppia adrenalinico, ma che spezza il contagiri in due: la parte superiore in cui la moto “va” e la parte inferiore in cui il motore aspetta di salire di giri. Il capolavoro dell’ing. Lambertini rompe le regole ed è sempre presente, dai 2000 in su, fino ai 5000 rpm, quando la spinta diventa imperiosa ed alzare l’anteriore solo con il gas è di una semplicità meravigliosa. La casa dichiara 117 Cv ad 8500 giri e 102 Nm a 6750 per 198 Kg a secco. Ogni Cv spinge 1,7 Kg di moto.

  • In curva

Quando la ruota davanti tocca terra, però bisogna frenare e curvare. Il grosso telaio ed il potente impianto Brembo (due dischi anteriori da 298 lavorati da pinze assiali) sono ottimi argomenti e bastano pochi Km per abituarsi alla posizione da naked con i trampoli, ma molto prima dei limiti della ciclistica troviamo quelli delle gomme tassellate che scaricano bene a terra la potenza, ma in curva non ci raccontano niente ed in frenata alzano quasi subito bandiera bianca. In queste condizioni spingere non è facile. Dal 2018 la Scrambler sarà dotata di aiuti elettronici in grado aumentare la sicurezza, ma non le performance delle gomme, peccato.

  • In conclusione

Non vi abbiamo detto che la moto in prova è un modello 2016/2017, dal 2018 arriverà una moto tutta nuova, più moderna nell’estetica e nella dotazione elettronica. Evidentemente Morini, che faceva della mascolinità del suo progetto una bandiera, dovrà venire a patti con le richieste del mercato. Nel frattempo queste moto “genuine” rimaste in vetrina possono solleticare il palato di chi ama le moto con la spina dorsale (ma cambiate le gomme).

SicurMOTO.it ringrazia Dotoli M2, dealer Moto Morini per Napoli e provincia, che aveva nello showroom la moto che ci ha concesso per la prova. Volendo potete provarla anche voi.

 

 

NdR: le impressioni sulla tenuta di strada sono state falsate dal montaggio errato della ruota anteriore, SicurMOTO.it ringrazia un lettore attento per la sua segnalazione, organizzeremo una nuova prova alla prima occasione possibile

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