Certificazione capi d’abbigliamento e protezioni per moto: quali novità ci aspettano

Va in pensione ad aprile la vecchia normativa per far posto alle più “giovani”!

Dal prossimo 21 aprile entrerà in vigore il nuovo regolamento UE 2016/425 che impone ai produttori di capi d’abbigliamento per moto l’obbligo di certificare i loro prodotti. Ciò si sostanzia nel controllare l’esito dei numerosi e rigidi test e dichiarare il loro livello di protezione. Una rivoluzione sta per investire tutto il settore dell’abbigliamento da moto. Ma come siamo arrivati fin qui?

  • Regolamento Europeo

Il nuovo regolamento UE 2016/425 è stato approvato lo scorso 9 marzo 2016 per poi entrare in vigore il 20 aprile 2016. Questo sostituisce la vecchia direttiva 89/686/CEE che disciplinava il solo utilizzo dei DPI. Termine ultimo per l’applicazione in tutta l’Europa della nuova norma è il 21 aprile 2018. Da quel giorno qualsiasi certificazione di capi d’abbigliamento da moto verrà emesso solo se conformi al sopradetto regolamento. In pratica nessuno in Europa potrà più vendere capi da moto non certificati.

 

  • Cosa sono i DPI

La nuova normativa europea si occupa di qualsiasi Dispositivo di Protezione Individuale(DPI). I DPI sono identificati in capi d’abbigliamento e accessori impiegati per la protezione personale sul lavoro e nelle attività pericolose, in questa categoria rientrano i vari capi d’abbigliamento motociclistico. Viene considerato DPI qualsiasi capo dotato di compartimenti interni che possono ospitare protettori di varia natura ed utilizzo. La nuova normativa è considerata rivoluzionaria poiché impone l’uso dei dispositivi DPI all’intera Unione Europea.

 

  • I vecchi capi

Dopo il prossimo 21 aprile non sarà più possibile produrre capi non certificati secondo il nuovo regolamento UE. Ma cosa accade agli stock di abbigliamento all’interno dei magazzini dei produttori e dei commercianti? Coloro che hanno stilato il nuovo regolamento hanno pensato a tutto: è messo a disposizione un anno di tempo per esaurire tutte le scorte dei vecchi capi non certificati. In seguito al 20 aprile 2019 non si potrà vendere nulla che non sia omologato secondo il nuovo ordinamento.

 

  • Cambio di normative

La commissione Europea ha in serbo un’altra novità. Da più di un anno sta lavorando per sostituire la norma risalente al 2002, EN 13595 che regola giacche, pantaloni e tute intere. Norma applicata di rado dai produttori italiani, in quanto ritenuta “restrittiva” e aspra. Per ovviare a questo problema è già pronta una bozza: la pre-norma prEN 17092 che la commissione ha varato per permettere ai laboratori delle aziende di collaudarla e consigliare sulla validità e fattibilità reale della nuova norma. La nuova legge prevede la presenza di classi per identificare la resistenza dei nuovi capi.

 

  • Classificazione EN 17092

La classificazione dei nuovi capi di abbigliamento per moto si divide nei gruppi: AAA, AA, A, B, C. Ogni classe si differenzia per un diverso livello di protezione. Dalla tripla A, che è il massimo livello di protezione possibile, fino ad arrivare alla classe B, che offre una sola resistenza alle abrasioni, e alla classe C la quale specifica indumenti leggeri dotati di soli protettori di impatto.

 

  • Cambio di rotta

Questo cambio di normative e regolamenti è stato causato dalle continue richieste da parte dei motociclisti di capi omologati. Ad incentivare questo cambio di rotta, c’è la scappatoia che già all’interno dei passati ordinamenti permetteva alle aziende di non omologare completamente i capi. Questo poiché non era specificato quali fossero i DPI. Sulle odierne etichette dei vari capi di abbigliamento da moto, le sigle CE si riferiscono solo alle protezioni presenti al loro interno e non anche al restante.

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