Motodays 2018: la fiera e le nostre prove!

Molte concessionarie e moto in prova. Chi è indeciso su un acquisto sa dove andare!

Fiera più piccola di quanto si vorrebbe, ma la possibilità di provare varie moto di varia tipologia e di poter acquistare abbigliamento e accessori a prezzi di saldo chiamerà all’attenzione parecchi appassionati.

motodays sono sempre un’occasione interessante per gli appassionati di moto: prove su strada, novità e tante special attendono motociclisti di tutta Italia dall’8 all’11 marzo. Quest’anno erano quattro i padiglioni allestiti, uno dei quali è stato per metà monopolizzato da Honda, presente in gran forza. Le italiane, giocando in casa non hanno deluso: presenti all’appello in forma ufficiale Piaggio, Benelli ed MV Agusta. Aprilia e Motoguzzi invece sono disponibili in prova. Sempre in forma ufficiale figurano: Honda, Suzuki, Yamaha, Harley, IndianHusqvarnaBMW, KTM, Triumph e Kimco. Mancano all’appello Ducati e Kawasaki.

  • Le special

Tantissime le Special in esposizione create dai più bravi customers di tutto il mondo, tra cui allo stand Harley, svettava la vincitrice del contest “Battle of the Kings”: la “Farm machine” di H-D Bologna. Da segnalare anche la presenza del tre volte iridato Freddie Spencer: l’asso americano presenzierà in tutti e quattro i giorni di fiera. Moltissimi, come da tradizione, i negozi e i produttori di accessori e abbigliamento: se dovete acquistare caschi, tute o altro consigliamo di venire con il portafogli pronto. Ci sono parecchi affari! 
La giornata inaugurale si è aperta con l’anteprima mondiale di casa Honda, che alle 12:30 di giovedì ha alzato i teli dal nuovo scooter Forza 300 (non sarebbe stata più intrigante una versione media cilindrata dell’X-ADV?), per proseguire poi con i classici test drive offerti quest’anno daYamahaTriumphBMWHarley-DavidsonIndian e Honda.

Noi siamo saliti su Aprilia Dorsoduro 900 e Honda Africa Twin con cambio DCT, andiamo a vederle:

  • Aprilia Dorsoduro 900

Uguale alla vecchia 750… solo nell’estetica! Rispetto alla precedente versione la Dorsoduro cambia totalmente. La potenza resta grossomodo la stessa: 95 cv (anche per renderla depotenziabile), ma la coppia cresce fino a 90 Nm a 6.500 giri. Ma più che di numeri parliamo di sensazioni: in sella alla maxi-motard ci si sente subito a proprio agio. La posizione di guida è azzeccata e regala il pieno controllo della moto. La Dorsoduro vuole essere una fun bike e ci riesce appieno: agile, svelta e divertentissima. Sul misto stretto ci si può togliere più di qualche soddisfazione. I freni fanno egregiamente il loro lavoro e sono sempre modulabili. L’erogazione stupisce chi, come il sottoscritto, ricorda la vecchia 750fluida e pulita, con un allungo che sembra poter continuare anche oltre la soglia di intervento del limitatore. Unico neo il cambio: leggermente duro quando si inizia a fare sul serio. Ma tirate le somme, Aprilia sembra aver centrato il bersaglio! 

  • Honda Africa Twin DCT

Nel momento della prenotazione il dubbio era: “Africa Twin con cambio classico o Africa Twin con cambio DCT?”. Con le remore di ogni motociclista che si rispetti ho scelto il DCT, e non avrei potuto aspettarmi di meglio! Saliti in sella per prima cosa si va a cercare la frizione, quando ci si ferma uguale. Ma una volta entrati nel mood giusto il DCT potrebbe dare assuefazione! La moto parte con sicurezza e snocciola le marce con una fluidità quasi sconcertante. Se la partenza è aggressiva le marce vengono tirate al limite, se la partenza è tranquilla sentite le marce entrare una per volta quasi senza accorgervene. Una volta in marcia si può scegliere se utilizzare la modalità automatica oppure la modalità manuale (attraverso due levette sul blocchetto sinistro). In modalità automatica nulla vieta comunque di intervenire autonomamente per innestare una marcia superiore o inferiore a nostro piacimento. In modalità automatica, al contrario, se andiamo troppo sottocoppia sarà la centralina ad innestare la marcia inferiore, ma non interverrà per quanto riguarda i fuorigiri 
Il cambio di Honda ormai è decisamente ben a punto: in piena curva cambiando dalla 2° alla 3° non c’è stato mai un momento di imbarazzo o di mancanza di coppia.  
Diciamolo, quello sul cambio automatico è un grande pregiudizio di noi motociclisti. È il cambio di chi non sa guidare, dello scooterista. Fino ad oggi eravamo supportati da cambi oggettivamente non all’altezza, ma oggi…. non so cosa sceglierei! 
 

 

Non ci sono commenti

lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *