Caschi ai raggi X: Shark Skwal, l’illuminato

Dalla Francia arriva il primo casco dotato di illuminazione autonoma

Un casco comodo, accessoriato ed all’avanguardia che cerca di accontentare tutti, ce la può fare?

Noi di SicurMOTO non potevamo non testare il primo casco che punta alla sicurezza attiva, con 4 barre a led per farsi vedere in ogni condizione meteo.

  • Lo Skwal da guardare

Questo innovativo integrale della Shark che oggi testiamo per voi, è prodotto in una sola calotta, quindi le dimensioni generali sono abbondanti. La sagoma allungata all’indietro è molto sportiva ed alla moda, associata a grafiche aggressive e colorate. Nonostante il casco sia molto complesso, la calotta è molto solida, rigida e le visiere scorrono precise. Il cinturino ha la classica fibbietta micrometrica ed anche la ventilazione è molto tradizionale, con una presa sulla mentoniera ed una frontale alta. L’estrattore unico è integrato nello spoiler posteriore.

  • Lo Skwal da indossare

Una volta in testa, notiamo l‘imbottitura molto morbida, adatta ad un casco da città o da lunghi viaggi. I tessuti sono buoni e ben rifiniti, peccato che si veda il polistirolo della calotta interna. Il sistema easy-fit aiuta ad infilare gli occhiali, ma la visiera parasole interna riduce la necessità di usarli. La retina anti-turbolenza è fornita di serie e la visiera principale è azionabile dalla classica linguetta a sinistra, è predisposta per la visiera Pinlock (che viene fornita di serie) ed integra nel meccanismo laterale il comando per la visierina a scomparsa. Il sistema prevede la possibilità di tenere aperta la visiera di pochi mm, cosa che apprezziamo sempre.

  • Lo Skwal in marcia

Il casco pesa 1535 g ed è leggermente bilanciato all’indietro, soluzione meno faticosa per il collo. In marcia però si notano più che altro la silenziosità e l’aerodinamica ben studiata, che tiene il casco stabile anche ad andature “nervose”. Qualità che non ci aspettavamo da un casco dalla struttura così complicata. La ventilazione ci è sembrata più che sufficiente per la fredda giornata invernale, ma la nostra sensazione è che ad Agosto bisognerà evitare gli ingorghi sotto il sole.

  • Le luci

Il cuore di questo casco è il sistema di illuminazione, che monta una luce a led sotto la presa d’aria frontale, una intorno a quella sulla mentoniera e due posteriori, che seguono il profilo dello spoiler. Il sistema si carica con un normale caricatore microUSB, ma la casa fornisce solo il cavetto. Per caricare il casco bisogna cercare dentro l’orlo lo spinotto femmina, in un paio d’ore il sistema è pronto per 10 ore di luce pulsata o 5 di luce continua. Il comando per accenderlo, spegnerlo o cambiare funzione lo vediamo anche nella radiografia, si trova nella parte inferiore del casco ed integra anche una piccola scheda elettronica e la batteria. Da lì partono i fili che alimentano le luci. Il risultato finale è davvero buono, il LED sono potenti e nel traffico non passano inosservati.

Per chi è lo Skwal

Ve lo diciamo subito: le luci a led ci sono piaciute. All’inizio ci vuole un poco di faccia tosta, ma quando d’inverno farà subito sera o quando sarete in moto sotto la pioggia, non vorrete altro in testa che questo strano coso luminoso, che con le sue luci verdi non è nemmeno tamarro come pensavamo. L’unico dubbio che ci resta è sul tipo di cliente a cui questo integrale della Shark si rivolge, perché un sistema del genere rende il massimo nell’utilizzo cittadino, dove regnano jet e modulari. Il prezzo di listino di 264 € (ma si trova sempre un poco di sconto) è davvero competitivo e quindi lo Skwal potrebbe essere una buona scelta anche come secondo casco, solo per la sera.

SicurMOTO.it ringrazia gli amici di Due Ruote Abbigliamento ed Accessori, dealer Shark per Napoli.

Non ci sono commenti

lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *