MotoGP 2018, gara 2: in Argentina succede di tutto

Più che una gara di motociclismo, quella avvenuta in Argentina sembrava una partita di bowling. La sportività è sempre più una parola lontana. 

Avrebbe potuto essere una delle gare più divertenti e interessanti degli ultimi tempi. Sorpassi, pista bagnata, e colpi di scena. Purtroppo si ricorderà per altro.  

  • Termas De Rìo Hondo

Una gara, quella corsa in Argentina , che fin dall’inizio si era capito essere un po’ sopra le righe. Prima il rinvio della partenza causa pioggia, poi la griglia di partenza con Miller avanti e gli altri staccati di 50 metri, per finire con Marquez che va avanti e indietro per il tracciato come se stesse provando la moto nel cortile di casa sua. Meno male che a rendere la gara interessante e divertente hanno provveduto proprio quelli da cui ci si aspettava poco e niente. Andiamo a fare un po’ il punto della situazione con i protagonisti di questa seconda tappa di stagione. 

 

  • Crutchlow: vorremmo vederlo sempre a fumare scarichi. 

Come direbbe Alessandro Borghese: “Voto diesci“. Gara impeccabile, senza errori e gestita alla perfezione. Parte in fuga con il gruppetto dei primi quattro e giro dopo giro valuta il da farsi, senza mai andare oltre e portando a casa un fantastico primo posto gabbando Zarco. 

  • Zarco: purtroppo macchia una gara eccellente.  

Grande performance del pilota francese, anche lui sempre con i primi in questa gara. La vittoria era sicuramente alla portata, ma negli ultimi giri Crutchlow non ha avuto pietà. Il pilota Yamaha dovrà aspettare ancora per salire sul gradino più alto del podio.  Peccato per l’episodio del primo giro in cui entra “bruscamente” su Pedrosa che poi perde il controllo della moto. Ottimo pilota, ma oggi da penalizzare. PS. Johann, guarda che di pilota scorretto ce n’è gia uno (di troppo). 

  • Rins: ormai è lui il portacolori Suzuki. 

Con la gara di oggi e con il terzo posto ottenuto, entra di diritto nel “gruppo dei bravi“. Ormai non è più solo “il compagno di squadra di Iannone” (forse è il contrario). Prestazione magnifica (peccato solo per l’errore a 8 giri dalla fine), pilota veloce e che continua a crescere gara dopo gara. Iannone in più rispetto a lui ormai ha solo Belén, che comunque non è poco. 

  • Miller: Derubato dalla (pessima) direzione gara. 

Unico a partire con le slick, unico a dimostrare grinta e coraggio. Grandissima gara anche per lui, sempre insieme al quartetto dei primi. A 7 giri dal termine commette un errore e va lungo e a quel punto perde contatto. C’è da dire che se la direzione gara non avesse inventato una partenza ad cactus, facilmente avrebbe potuto dominare 

  • Marquez: La Juve della MotoGP.

Voi sapete cos’è un regolamento? Beh, evidentemente Marquez e la direzione gara non lo sanno. Quando un pilota fa spegnere la moto in partenza, deve abbandonare la griglia. Ma questo non vale per il piccolo Marc, che con una nonchalance da ovazione rimette in moto, percorre la griglia controsenso e si rimette in posizione. Anche sulla PS4, sono manovre da squalifica immediata. Ma cos’è, la kartata domenicale tra amici? La direzione gara invece di squalificarlo già dalla partenza, pensa bene di dagli un “ride trough” e da  in poi va di male in peggio. Una rimonta coi fiocchi macchiata da azioni senza alcun rispetto di niente e nessuno. Entra e sorpassa in curva mettendo la ruota della sua Honda su chiunque, al grido di “quello che viene viene. Prima rischia di stendere Espargaro, poco dopo finisce con lo stendere Rossi. Per lui alla fine della gara, una penalità di 30 secondi per “guida irresponsabile“. Per la carriera dello spagnolo questa è una pagina nera, nera come la bandiera che avrebbero dovuto sventolargli davanti.  Unica lancia da spezzare a favore del n°93, è per aver fatto partire a spinta da solo una RC213V come se fosse stata un Hornet. 

  • Rossi: beffato di nuovo. 

Una gara dignitosa che gli avrebbe permesso di portare a casa punti preziosi, poi arriva Marquez che lo scambia per un birillo. A fine gara il dottore dichiara “…Marquez non ha alcun rispetto degli avversari. Non mi sento tutelato dalla Race Direction, lui lo fa apposta. A Mike Webb della Race Direction ho detto che hanno una responsabilità importante… …Non può succedere che uno va a sbattere con 6 piloti in una gara. Mi aspetto che prendano provvedimenti.” 

  • Lorenzo: “Chi?”

Vi ricordate Jorge Lorenzo che combatteva nelle prime posizioni dando spettacolo? Io no. Gara da dimenticare, sperando piuttosto che ne arriverà prima o poi qualcuna da ricordare. Tra lui e la Ducati sembra un matrimonio prossimo al divorzio dove marito e moglie non si guardano neanche più in faccia.  

E voi che ne pensate? Diteci anche la vostra. Noi vi aspettiamo il 22 per la prossima tappa della MotoGP ad Austin, Texas.   

4 commenti

  1. Quest' anno sono i piloti a fare la differenza, almeno più degli anni scorsi, pertanto ne prevedo delle belle. Tra le 2017 e le 2018 non c' è ancora un reale gap almeno per quanto visto nelle prime 2 gare...Marquez solo ha un altro passo e come se non bastasse è anche un bimbominkia. Vorrei che Espargaro facesse la stessa manovrà alle prime curve del prossimo GP, perché quella entrata è stata pensata consciamente da Marquez che è un furbo infame..conosce perfettamente spazi/tempismo/grip/freni si è menato per toglierselo di torno in breve tempo senza rischiare lui di cadere.

  2. Ciao Simona, capisco il tuo punto di vista: è difficile immaginare una partenza di tutti quei piloti dai box. Però è anche vero che non sono problemi di Miller, l'unico che ci ha capito qualcosa in questo weekend. In condizioni normali, avrebbe ottenuto un vantaggio di almeno 40'' sugli avversari. Vanificare il suo margine così non è stato giusto.

  3. Sono d'accordo su tutto tranne sulla partenza . Purtroppo una volta che tutti erano rientrati o li costringevano a rimettere le gomme rain ( che non è da regolamento) o facevano così, di certo non puoi far partire 23 piloti dai box , diventa pericolosissimo. Secondo me hanno trovato il compromesso migliore tra la giustizia per Miller e la sicurezza dei piloti! Volevo aggiungere che la cosa più grave è che Marquez non ha minimamente considerato le condizioni particolari della pista che rendevano rischioso per tutti andare fuori traiettoria perché era bagnato , tutto ciò ha reso i suoi sorpassi ancora più pericolosi del normale! Fortunatamente nessuno si è fatto male ( anche se non ho notizie di Pedrosa)

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