MotoGP, gara 7: Barcellona agli spagnoli

Lorenzo per fare meglio di quello che ha fatto avrebbe solo dovuto guidare con i piedi mentre beveva uno Spritz.

Marquez si “accontenta” della seconda piazza, forse ai box gli hanno spiegato con dei disegni il significato della parola “strategia”. Rossi chiude il podio con una Yamaha che ormai è più un cancello che una moto.

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Questa tappa a Barcellona non sarà stata forse la più appassionante (diciamo anche per niente), ma di certo sabato nessuno si sarebbe aspettato questa situazione: Dovizioso e Lorenzo entrambi a 66 punti; Rossi che con bastone e coppola in testa ora è il diretto inseguitore di Marquez a 27 e Ducati che si sta mangiando le mani fino ai gomiti per aver trattato finora il buon Giorgio come l’ultimo piazzato al trofeo Polini.  

  • Lorenzo: Ducati avrebbe dovuto respectar his opinion 

Giorgio torna ad essere il MartilloOrmai non ha neanche bisogno di dover girare primo alla curva 1. Parte in pole, viene superato da Marquez e Dovizioso, ma al termine del secondo giro passa in testa e allora ciaone proprio! A fine gara si lascia andare in dichiarazioni commoventi del tipo “questo è un momento DOLCE“, dopodiché completa la fusione con Luca Giurato e inizia a sproloquiare lasciandosi andare in una serie di metafore chiare quanto il cielo a Pechino: “(…) martillo che è una questione di velocità perché devi essere fluido ma saper dosare il burro perché è una combinazione di fattori e se hai la velocità ma non il martillo allora non c’è la costanza (…)”. Toglietegli lo champagne da mano.  

  • Marquez: un onesto “amministratore” 

Dopo essersi steso al Mugello Marc ha capito che forse ogni tanto può essere saggio non esagerare, soprattutto quando Lorenzino è carico a molla. A fine gara dice chiaro e tondo Ho attaccato per 5 giri, poi ho amministrato”. E che gli vuoi dire? Con Dovizioso che crede ancora di stare partecipando ad una gara di tuffi, i 20 punti facili sono il risultato perfetto.  

  • Rossi: terzo posto e secondo in classifica. Top! 

Ricordiamoci che Vale ormai passa il tempo a guardare cantieri con gli amici del Bar Centrale e che guida una Yamaha con la stessa tecnologia di un aspirabriciole cinese. Ma il Dottore è una leggenda e se ne frega se i reumatismi e il cancello che guida gli remano contro. Da vecchia volpe si posiziona in quarta posizione attendendo risvolti. Risvolti che arrivano al nono giro con l’Harakiri di Dovizioso che gli cede la terza piazza del podio. E vorremmo ricordare a chi dirà “Vabè ma se Dovi non fosse caduto non sarebbe arrivato terzo” che tra le qualità di un buon pilota c’è anche quella fondamentale di non cadere. 

  • Dovizioso: si è scambiato con Lorenzo? 

C’è poco da dire e da far retorica, quattro gare e tre zeri sono dati che dovrebbero appartenere a Don Luigi che partecipa alla Kartata con la parrocchiaIl Dovi sostiene di no, ma buona parte di questo calo è senz’altro imputabile al risveglio di Giorgione. Ora sono a pari punti, insieme all’altro Andrea (Iannone), per Dovizioso è ora di riprendersi o soccombere. Forse dovrebbe cambiare serbatoio!?  

E voi che dite? Fateci sapere la vostra nei commenti. Ci riaggiorniamo tra due settimane, il 1° luglio con il GP di Assen in Olanda. Seguiteci per ogni aggiornamento! 

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