Quella sulle barriere in lamiera è ormai una battaglia, uno scontro sempre più grande tra chi vuol informare, aiutare a cambiare le cose e chi, di contro, si ostina a non voler prendere atto di una questione sempre, costantemente, drammatica: i guard-rail uccidono.
Molti motociclisti conoscono, purtroppo, il problema: sono gli utenti della strada più esposti alle conseguenze di eventuali errori di guida. SicurMOTO se ne è già occupato in molte occasioni, ma informare e diffondere la cultura della sicurezza è un compito che non merita sosta. Finire letteralmente sbranati e affettati da taglienti pezzi di lamiera a bordo strada è il tragico destino di molti, troppi appassionati delle due ruote. Chi se la cava magari lo fa perdendo una gamba, o un braccio. Di fronte a questi dati di fatto classificare come “protezioni” i guard-rail, per lo meno la maggior parte di quelli che arredano le nostre strade, è davvero anacronistico.
Eppure i metodi per cambiare questo stato di fatto ci sono. Rendere “amici” i guard-rail si può.
























“Il vero problema delle minicar è la comunicazione che si fa su di esse e l’immagine che hanno acquisito negli anni. Se fossero utilizzate come piccoli veicoli utilitari idonei per il trasporto di merci e passeggeri nei centri urbani se ne parlerebbe di meno”. La dichiarazione proviene dall’ing. Filippo Moscarini, presidente dell’Aiscam, l’Associazione italiana sicurezza circolazione automezzi e moto, il quale è intervenuto con un comunicato all’indomani dell’ennesimo incidente che, nei pressi di Bologna, ha coinvolto durante lo scorso weekend una minivettura in cui un giovane ha perso la vita.

