Una guida su come fare e come comportarsi
La normativa riguardo il trasporto di oggetti e animali sulle motociclette è piuttosto semplice. Vi citiamo il dettaglio interessato dell’Art. 170 del Codice della Strada (“Trasporto di persone e di oggetti su veicoli a motore a due ruote”):
“Sui veicoli di cui al comma 1 (motocicli e ciclomotori, ndr) è vietato trasportare oggetti che non siano solidamente assicurati, che sporgano lateralmente rispetto all’asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i cinquanta centimetri. Entro i predetti limiti è consentito il trasporto di animali purché custoditi in apposita gabbia o contenitore.”
La Legge, seppure un po’ vaga, è piuttosto chiara e condivisibile. Analizzando il problema da un punto di vista pratico, i primi fattori da considerare sono le dimensioni e il peso dell’animale che intendiamo trasportare. Tutti i cani di grossa taglia sono impossibili da trasportare regolarmente (e dal punto di vista pratico!).
Chiaro è che non si tratterà di un passeggero qualunque. Non dobbiamo nemmeno pensare che la gabbia o il contenitore siano un maltrattamento. In realtà servono anche a prevenire eventuali reazioni imprevedibili della bestiola. Il viaggio in motocicletta per gli animali è quanto di più innaturale possa esservi. Continue Reading















ccare l’assegnazione dei contributi del Ministero della Gioventù alle 16 associazioni aggiudicatarie del bando sulla sicurezza stradale.









Il motivo di tanta attenzione per noi utenti delle 2 ruote (normalmente ignorati) è da imputarsi al fatto che nemmeno la patente a punti è servita a diminuire le conseguenze degli incidenti stradali. Si parla di “conseguenze” dei sinistri perché le modifiche legislative prendono in esame quasi esclusivamente la sicurezza passiva e i relativi danni che la mancanza di protezioni adeguate arreca alle casse dello stato sotto forma di assistenza sanitaria. Tutto ciò è vagamente triste, poiché è quasi come ammettere che non vi sono altri metodi per evitare infortuni sulla strada. Esiste anche la prevenzione, ma pare che questo “argomento” sia stato
Fortunatamente sono facili da trovare in commercio, anche se dobbiamo fare molta attenzione all’esatta corrispondenza del codice sull’etichetta e sul manuale di istruzioni. Circolano ancora, infatti, alcuni vecchi paraschiena omologati secondo la prEN1621-2:2000 che corrisponde al vecchio standard (valori residui di 25kN) che non arriva nemmeno ai livelli di sicurezza del modello meno protettivo attuale (vedi sotto).
Si tratta di una vera è propria anomalia del mercato. Quasi tutti gli utenti delle due ruote, tra cui molti esperti, credono che per vestire in modo corretto basti affidarsi a grandi marchi del settore. I prezzi e i materiali tecnici giustificherebbero la sicurezza degli indumenti, ma la verità è ben diversa.