Frenare in motocicletta è un’operazione che nasconde parecchie insidie. Sembra così semplice tirare la leva dell’anteriore o pestare il pedale del posteriore, ma in realtà dobbiamo fare i conti con una quantità di variabili pressoché infinita. Di seguito esaminiamo alcuni dei fattori fondamentali di questa manovra, al fine si aumentare la nostra coscienza in merito.
Innanzitutto, la moto ha solo due punti di appoggio sulla strada. Questo dimezza l’efficienza della frenata anche se la massa da rallentare è minore rispetto a un’auto, poiché in curva non è quasi possibile fermarsi (l’ultima volta che sono stato costretto a provarci, ho braccato un fagiano …abbracciandolo). Bisogna tener conto del fatto che durante l’eventuale brusco rallentamento va gestito anche l’equilibrio. Gli pneumatici rischiano di perdere presto aderenza, soprattutto in piega o sul bagnato, minando seriamente la possibilità di controllare il mezzo, poiché in moto non possiamo fare affidamento su una “sbandata controllata”.
Quando si guida vedere non significa solo avere 10/10 di visus ma anche – se non soprattutto – la consapevolezza dei limiti dell’occhio umano e della capacità del cervello di selezionare cosa osservare e poi elaborare quanto visto.
La specie umana si è evoluta nel corso di millenni per far fronte a esigenze vitali, alcune tra queste imponevano vista acuta, capacità di valutare distanza e velocità del target. Negli ultimi secoli queste capacità, divenute meno selettive, sono parzialmente regredite.
Purtroppo l’uomo, conservate o meno le capacità primitive, normalmente ha limiti fisici che lo rendono poco idoneo a operare alle velocità richieste dall’uso dei veicoli, salvo comportarsi da Homo Sapiens, adottando una guida predittiva che gli consenta, con interventi razionali, di aumentare i margini di sicurezza adattandoli alle situazioni potenzialmente pericolose via via individuate.
Purtroppo la strada non è facile come nel video che segue, in cui c’è un chiaro avvertimento per ogni possibile pericolo che incontra il protagonista… tranne che per l’ultimo imprevisto
Conosci la strada che stai percorrendo? Anche se la risposta è SI, rallenta! Qui dove abito io (ma un po’ ovunque in realtà) c’è il problema della strada pulita adesso… zozza dopo. Ci sono trattori che passano e spargono terra e argilla ovunque (ma sarà solo terra? ). La legge vieterebbe di lasciare l’asfalto in queste condizioni, ma siamo in Italia…
Tenete le distanze di sicurezza, il più possibile. Perché per fermare la moto a 70Km/h ci vuole un determinato spazio. Per arrestare lo stesso veicolo a 75 Km/h ce ne vuole molto di più!
Ho voluto iniziare con questo video poiché dimostra chiaramente quanto la realtà sia differente dalla proiezione nella mente di ognuno di noi. In questo contributo sono stati utilizzati evidenti trucchi cinematografici per ricostruire la presenza di un uomo in piedi al centro della scena. Tutto il resto, l’impatto e il relativo differente risultato, sono assolutamente realistici e reali come il monitor che stai guardando.
Cadere in moto per strada non è la stessa cosa di cadere in pista, questo è ovvio.
Ma per far capire meglio che per i motociclisti gli elementi più pericolosi sono gli ostacoli fissi a bordo strada è stato creato, dagli australiani, un video davvero eccezionale.
Pur non essendo ancora obbligatorio per legge… l’abbigliamento tecnico non è un optional! Moltissime tra le persone che viaggiano in moto si dimostrano banalmente ignoranti, tralasciando l’uso del giusto equipaggiamento, compiendo quindi un acquisto parziale e/o incosciente.
Spesso si tratta di un errore inconsapevole, ma in legge e nella sicurezza: l’ignoranza nonè ammessa.
La moto è composta da 2 ruote, un motore, un telaio, altre parti varie, un pilota e il relativo abbigliamentotecnico. Girare in moto senza indossare protezioni è come saltare da un palazzo all’altro senza trucchi cinematografici e cavi di sostegno: il minimo errore può causare gravi conseguenze.
Se ne parla brevemente anche nei manuali delle migliori marche di motociclette, ma cos’è di preciso la guida difensiva? E come “funziona”?
Innanzi tutto bisogna considerarsi invisibili: le auto non guardano, non vedono, non notano i motociclisti: si aspettano sempre e solo di incontrare altre auto, o -al limite- dei grossi camion.
Mai dare per scontato che l’automobilista che ci sta di fronte ci abbia visto nello specchietto retrovisore… soprattutto se è una bionda. Lo specchietto serve per rifarsi il trucco e/o per guardare le tette di quella dietro.